Untitled due

Preposto al servizio delle stelle,

Io giro, come una ruota,

Che s’ invola all’ istante sull’ abisso,

Che finisce sull’ orlo del precipizio,

Io imparo le parole.

Velimir Chlebnikov

Mi sono stancata, “Chiediloamanu” ha fatto il suo corso ed io non ho più voglia. Il blog mi ha dato molto e mi ha tolto, di base è finito.

Sono stanca di parole inutili e, per quanto non sia stata molto presente, ho bisogno di pensare ad “altre cose”, chiudendo questa fase della vita. Ho mia nipote, il mio lavoro, la mia famiglia, me stessa.

Arriva l’ autunno e, anche se questa stagione non mi piace oggi mi è necessaria, perché ho bisogno di andare in letargo e di imparare parole lontano dal rumore.

Ho almeno dieci libri da leggere e alcuni corsi da fare, un sito di fotografia da aprire e che racconti solo emozioni: niente di niente altro.

Poi vedremo.

Un saluto ed un augurio a tutti voi.

Non mi piace la troppa informazione
Odio anche i giornali e la televisione
La cultura per le masse è un’idiozia
La fila coi panini davanti ai musei
Mi fa malinconia.
E la tecnologia ci porterà lontano
Ma non c’è più nessuno che sappia l’italiano
C’è di buono che la scuola
Si aggiorna con urgenza
E con tutti i nuovi quiz
Ci garantisce l’ignoranza.

Non mi piace nessuna ideologia
Non faccio neanche il tifo per la democrazia
Di gente che ha da dire ce n’è tanta
La qualità non è richiesta
È il numero che conta.

Giorgio Gaber

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Untitled

Scegliamo ogni giorno, di fare o non fare, dire o tacere, aspettare o agire. Alla fine diventiamo solo la somma delle decisioni che abbiamo preso o rimandato. “Siamo” solo le centinaia di volte che abbiamo messo la testa sotto la sabbia, le decine di volte che abbiamo rifiutato l’ immagine che lo specchio rimandava. “Siamo” il viandante che cammina col fardello sulle spalle e pieno di tutti i “no” detti o solo pensati. C’è li portiamo dietro ed essi diventano parte di noi e del nostro destino. Noi siamo la scelta che oggi facciamo.

Nous sommes nos choix

JP Sartre

Domenica mattina

Alcune domeniche sono più limpide di altre e alcune mattine hanno il sapore di momenti che non torneranno mai più.

Lo senti subito che c’è qualche cosa di particolare ed ineluttabile in mattine come queste, come fessure che si aprono, dimensioni che aspettano di essere esplorate, esperienze che vogliono essere vissute nel momento in cui si presentano. Senza pensare troppo.

Giri e giravolte sotto il sole, palloncini che scappano dalle mani, cani che passeggiano, uomini in bicicletta, folla che aspetta il battello per godersi il sole e la giornata. Gente stesa sopra il prato nonostante i divieti, fontane.

Sole, luce e vita. Vita di tutti i generi, di tutte le età e razze.

Io ed E. che passeggiamo tra la folla ed i colori, dribbliamo gli altri passeggini ed i pedoni, inseguiamo il palloncino dispettoso scappato dalle mani, lasciamo volare i pensieri come fa il gabbiano.

Tutto è come deve essere in mattine come questa, perché tutto è perfetto così come è, anche se il cuore è pesante.

In mattine come questa la cosa importante è riuscire a stupirsi sempre. Del sole, della luce, del caleidoscopio di colori che ti circonda. Della leggerezza della vita e delle preoccupazioni che il tempo renderà meno pesanti oppure ineluttabili.

In mattine come questa la cosa importante è godere di quel momento che non tornerà più ma è sempre stato lì ad aspettarci per essere colto, per voler essere vissuto.

Tutto scorre

Tutto scorre. Tutto si disintegra e poi si reintegra. Ci si consuma e ci si rinnova in un ciclo continuo ed infinito di sé stessi. Mutevoli Io, attraversiamo instabili l’ esistenza, sorretti solo dalle acque agitate della nostra quotidianità.

Apparentemente immobili, ci tocca il destino di essere in continuo movimento per non cadere e così finiamo per arrotolarci su noi stessi.

Alla perenne ricerca di un equilibrio che non esiste.

Passiamo oltre, mutiamo la pelle e la lasciamo li, sul bordo della strada, sotto il sole cocente di un pomeriggio di fine giugno come ha fatto una volta il serpente che non incrociammo.

Sì, tutto scorre, tutto muta, impossibile salire sullo stesso, immutabile convoglio». (V. Grossman)

Ho sempre pensato con stupore ed ammirazione (forse invidia) ai papaveri: tra tutti i fiori, sono quelli che più amo perché sono un paradosso. Amo i paradossi. I papaveri possono resistere, piegandosi, ai temporali estivi più impietosi, magari scolorano o avvizziscono ma li trovi li, selvatici e indomiti, bellissimi nel loro resistere alle intemperie per giorni e settimane. Ma non li puoi raccogliere perché sfiorirebbero in men che non si dica.

Alla fine, vinti, lasciano cadere i petali e non rimangono più che steli e semi. Per ricominciare ancora. Quando sarà tempo. Un tempo diverso e sempre nuovo. Da vivere, forse.

Bon voyage.

Qui ed Ora

La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli. (F. W. Nietzsche)

Encre

I sentimenti esistono prima di essere trasformati in sostantivi  oppure nascono nella nostra  coscienza quando hanno un nome?

« Une fois nommé, ayant acquis une identité, un sentiment n’est plus tout à fait le même. Un mot condense de l’incompris qui auparavant était demeuré diffus. Une fois adopté, il produit de nouveaux sentiments. »

« Nous vivons des passions dont les mots nous précèdent et que nous n’aurions pas éprouvées sans eux. »

(Jean Starobinski)

Sfumature malinconiche

[…] Invece di abbandonarmi alla disperazione, ho optato per la malinconia attiva […] ho preferito la malinconia che aspira e che cerca a quell’altra che, cupa e stagnante, dispera».

                                           Vincent Van Gogh, 1880