Cronache da Castelfiorentino – giorno 2

Scrivo ora perché poi ho deciso che me ne vado in vacanza fino al 2 gennaio.

Mi faccio il ponte sul 2015.

Cosa si può dire?

Siamo qui nella campagna toscana immersi nel nulla. O nel tutto. Forse è la stessa cosa…

In una dimensione favolosa.

Quella del “sentire”.

Le emozioni, gli spazi, la vita che scorre, la vicinanza con altre persone, l’amicizia, il benessere, la gioia.

Forse è un po il gioco di fare gli hippies che ascoltano Bob Dylan e che sentono col cuore “Blowin’ in the wind”.

Forse è solo una tribù che balla rallentando i ritmi e riconnettendo la propria anima.

È sicuramente un’ emozione forte ed unica condividere le proprie emozioni ed il proprio tempo con gente sconosciuta e diversa per età, ceto ed esperienze.

Ma è altrettanto vero che è nella condivisione della differenza che possiamo crescere e migliorare per essere più felici.

E fare cose diverse perché non puoi migliorare se fai sempre le stesse cose. Forse Einstein l’ha detto? Boh… chiunque fosse aveva ragione.

E allora vai… noi alle 18 si riballa senza trenini e trombetta e cappellini.  A piedi scalzi sul legno.

Buon anno!

Ci si vede diversi e migliori nel 2015.

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Cronache da Castelfiorentino – giorno 1

Eccoci. Si parte.

Aspetto il mio treno. Sono carica come uno sherpa…

Soffro della sindrome della lumaca: che io stia via un giorno o dieci o quattro mi porto la casa.

Otto creme, pure quella anticellulite, tre profumi e due lacche… ma ho dimenticato l’accappatoio… mi arrangero in qualche modo. Però ho 4 paia di scarpe…

Ed ecco il messaggio: “Qui Castelfiorentino. Zero neve. Mattinata bellissima e sole meraviglioso. Tutto vi aspetta! A oggi!”

Sarebbe tutto perfetto se il bambino smettesse di strillare e di arrampicarsi sui muri… Vabbe…

Nel frattempo qualcuno mi può spiegare perché non riesco più a scaricare immagini? La cosa mi turba…

Si parte…

28 dicembre 2014

Okay la borsa e fatta ed io sono pronta a partire: nuova avventura, persone sconosciute, esperienze diverse.

Intanto sono arrivata a pagina 200 del secondo dei tre libri che hanno radicalmente modificato il mio approccio alla vita.

Bene… Babbo Natale anche quest’anno sei servito a poco o niente perché quello che mi serviva mi è arrivato da un’altra parte… oddio, puoi sempre rimediare con l’altra cosa che ti ho chiesto…

Poi, mentre portavo a spasso Argo ho volteggiato come una poiana su questo 2014 così difficile, intenso e nei suoi ultimi mesi, veramente stupefacente. Pirotecnico.

Sono giunta alla conclusione che ho fatto un mare di cazzate unite a qualcosa di giusto: le prime le ho inanellate, per lo più, quando la mia testa si è messa “in testa” che voleva e voleva e rivoleva una determinata cosa perché così doveva essere, mentre le cose giuste mi sono arrivate “per culo” o forse no… comunque quando ho lasciato che la mia anima sentisse, quando ho lasciato che respirasse, quando ho mollato il cuore, insomma…

Oppure, come dice il mio libro, quando ho “ascoltato il fruscio delle stelle del mattino”.

Perciò, niente bilanci e niente “menate”.

Un sol buon proposito per il 2015:

Amare ed occuparsi, innanzitutto, di sé stessi e del proprio benessere.

Se qualcuno pensa sia egoismo lo pensi pure, non mi interessa neanche un pochino.

E vivere la vita con la stessa serenita che mi pervade quando vado da Zara, dove sono consapevole di non avere bisogno di nulla ma, nel contempo, sono certa di poter ottenere la cosa “senza la quale non posso vivere”.

Tranquillità, serenità e benessere da costruire giorno per giorno. In amore, nel lavoro e nella vita quotidiana.

Difficile forse ma almeno, ci posso provare.

 

 

 

Sono un ragazzo fortunato

Prima di cominciare i bilanci, doverosi, di fine anno dedico questa canzone a tutti coloro che mi hanno permesso di essere una “ragazza fortunata” per il semplice motivo di essere nella mia linea vita.

Nel cammino di ogni giorno.

GRAZIE <3<3<3<3<3<3

Se io potessi sarei sempre in vacanza

se io fossi capace scriverei il cielo in una stanza

ma se devo dirla tutta qui non è il paradiso

ma all’inferno delle verità io mento col sorriso

problemi zero problemi a non finire

un giorno sembra l’ultimo

un altro è da impazzire

ma se devo dirla tutta qui non è il paradiso

ma all’inferno delle verità io mento col sorriso

di 10 cose fatte te ne è riuscita mezza

e dove c’è uno strappo non metti mai una pezza

di 10 cose fatte te ne è riuscita mezza

e dove c’è uno strappo non metti mai una pezza

sono un ragazzo fortunato perché m’hanno

regalato un sogno

sono fortunato perché non c’è niente che ho bisogno

e quando viene sera e tornerò da te

è andata come è andata la fortuna di incontrarti ancora

sei bella come il sole

a me mi fai impazzire

sei bella come il sole

a me mi fai impazzire

Siddartha me l’ha detto che conta solo l’amore

che tutto quello che ti serve può stare

dentro al cuore

ma se devo dirla tutta qui non è il paradiso

ma all’inferno delle verità io mento col sorriso

di 10 cose fatte te ne è riuscita mezza

e dove c’è uno strappo non metti mai una pezza

sono un ragazzo fortunato perché m’hanno regalato un sogno

sono fortunato perché non c’è niente che ho bisogno

e quando viene sera e tornerò da te

è andata come è andata la fortuna di incontrarti ancora

sei bella come il sole

a me mi fai impazzire

sei bella come il sole

a me mi fai impazzire

sei bella come il sole

a me mi fai impazzire

sono un ragazzo fortunato perché m’hanno regalato un sogno

sono fortunato perché non c’è niente che ho bisogno

e quando viene sera e tornerò da te

è  andata come è andata la fortuna di incontrarti ancora

m’hanno regalato un sogno

non c’è niente che ho bisogno

(Jovanotti)

Cronache di Natale – giorno 8

Ultimo giorno delle “Cronache di Natale” perché domani inizia un nuovo capitolo.

Quello di Castelfiorentino, dei bilanci e dei progetti.

Ho portato fuori Argo.

La neve si è cristallizzata sui rami e sulle foglie, e riluce di mille riflessi contro il sole che sorge nel freddo azzurro del cielo. È un bello spettacolo.

Vediamo cosa fare di questa giornata.

Speriamo qualche cosa di buono e soprattutto cerchiamo di lasciarci fluire nella corrente della vita senza opporre resistenza a ciò che accade. Perché c’è del positivo in tutto. È difficile ma bisogna imparare.

Ieri era sabato e mi sono dimenticata di fare il mio ringraziamento settimanale. Lo faccio ora.

Dunque ringrazio Miky per avermi fatta riflettere ed agire come avrei dovuto.

Buona giornata a tutti.

Argo e la neve

Non c’è nulla che mi faccia più tristezza della neve.

Quel suo cadere monotono ed ovattato, quel suo coprire le brutture ed uniformare il mondo sotto un manto candido e puro, quel suo togliere i rumori attutendo i suoni.

Sembra che la vita se ne stia in contemplazione e in attesa, sospesa e avvolta da un alone opalescente.

Io preferisco la violenza del sole e la spietatezza di cieli azzurri e tersi dove, nella luce, il bello è bello, il brutto è brutto è il mediocre rimane così.

Non c’è dubbio, non c’è inganno.

La neve è infida: ti fa pensare ad un mondo immacolato e, invece, dopo un po’ imputridisce diventando acqua sporca.

Ad Argo no. A lui la neve piace. Lui vive con l’anima e la sua “essenza” canina adora rotolarsi nella neve fresca. Corre, salta, ci gioca. Non pensa, non ragiona, non ha costruzioni mentali lui.

Vive l’attimo e coglie la bellezza di sentirsi il pelo intriso dalla frescura della neve.

Lo invidio. Io sto entrando nel mood “bilancio” e la cosa non è buona.

Per nulla.

Meglio fare uno switch #pippe#zero.

 

Cronache di Natale – giorno 7

È una settimana che ho staccato dal lavoro e, devo dire, che questi ritmi casalinghi non mi dispiacciono per nulla. Anzi.

Carpe Diem.

Oggi niente di che: la mia amata palestra e finisco “Il fruscio delle stelle del mattino” perché ieri sera mi sono persa chiacchierando… ahhhhhhhhhhh la “conf a 3” di mezzogiorno.

Adesso ancora un poco di nanna in attesa del messaggio mattutino.

Ormai sono rassegnata: siccome occorrono 21 giorni per creare un’abitudine, cioè in 3 settimane la tua anima acquisisce un ritmo e ormai questa cosa dura da da un anno… beh posso dire che fa parte della mia vita.

Speriamo solo sia qualche cosa di “emotivamente intelligente”, non come i razzi e i mortaretti di ieri.

Poi, beh…, poi forse è ora di fare qualche bilancio, capire che si vuole fare e mettere ordine.

Buonanotte fiorellino

Buonanotte buonanotte amore mio

buonanotte tra il telefono e il cielo

ti ringrazio per avermi stupito

per avermi giurato che è vero

il granoturco nei campi è maturo

ed ho tanto bisogno di te

la coperta è gelata e l’estate è finita

buonanotte questa notte è per te.

Buonanotte Buonanotte fiorellino

buonanotte tra le stelle e la stanza

per sognarti devo averti vicino

e vicino non è ancora abbastanza

ora un raggio di sole si è fermato

proprio sopra il mio biglietto scaduto

tra i tuoi fiocchi di neve e le tue foglie di te

buonanotte questa notte è per te.

Buonanotte Buonanotte monetina

buonanotte tra il mare e la pioggia

la tristezza passerà domattina

e l’anello resterà sulla spiaggia

gli uccellini nel vento non si fanno mai male

hanno ali più grandi di me

e dall’alba al tramonto sono soli nel sole

buonanotte questa notte è per te.

(F. De Gregori)

Destinazione Paradiso – prologo

Ecco… lo sapevo.

Archiviato Natale e ammazzato Santo Stefano non c’è speranza… si parte.

Destinazione Paradiso. O meglio, Castelfiorentino.

A fare quattro giorni di “biodanza”.

Capiamoci,  nessuna di noi tre sciagurate conosce il significato intrinseco della parola biodanza  e dell’attività che rappresenta.

Secondo noi è una cosa nella quale si balla, si ride e ci si diverte un sacco.

Stop. Basta e avanza.

Tutto da definire ma, nel miglior stile milanese-metropolitano, ci facciamo una bella “conf a tre” domani.

Niente da fare… siamo business oriented io, Miky ed Ele, le mie compagne di merende.

L’unica altra certezza è che ci si vede in Piazzale Lodi a mezzogiorno del 29 dicembre (o erano le 11?) ed io avrò il cartello “Castelfiorentino” cosi magari mi raccatta l’uomo della mia vita e a Castelfiorentino a biodanzare ci vanno loro…

In questo caso calerà il silenzio stampa.

It’s better to be absolutely ridiculous than absolutely boring