Cronache di Natale – giorno 2

Eccoci.

Secondo giorno di vacanza.

Col solstizio di questa notte torniamo alla luce dopo essere passati attraverso la notte più lunga dell’anno.

Io ancora ci sono perché non dormo e quindi, come si dice “mi porto avanti”.

Nulla è per sempre, neanche il buio e il freddo. Già mi conforta il pensiero che tornerà l’estate.

E poi… luce ed ombra: opposti che non possono esistere l’uno senza l’altro.

Come i nostri pregi ed i nostri difetti: se impariamo ad accettare le mancanze allora esaltiamo le qualità, perché la nostra vera essenza è nella dualità di ciò che siamo. Non dico nulla di nuovo.

Insonne, continuo nella lettura di Vadim Zeland e trovo risposte a molte domande. Wonderful. Thanks GG.

Poi domattina caffè con la mitica Dony, gestrice del mio povero conto corrente. Si è vero ho più bancomat che soldi ma, chissenefrega… 1) la pecunia trova la sua ragione nel buon utilizzo che se ne fa e non certo nel puro accantonamento 2) chi c’è l’ha una gestrice così simpatica?

Palestra, of course. 7 chilometri e un pochino di rassodamento non guastano.

Pranzo con la mia Louise in qualche orrido centro commerciale, così ci si aggiorna finalmente.

Questa sera seminario di “Costellazioni familiari”. Thanks Bea.

Con Saturno fuori dai “maroni” forse la vita sarà più leggera. Thanks Marina. E riduttivo dire che sei la cartomante più figa che esista. Tu sei una grande anima. Grande e bella.

Insomma ora leggo e poi cerco di chiudere un pochetto gli occhi perché oggi ho un sacco di cose da fare.

Peccato che non mi rimarrà neanche minuto per pulire e rassettare. Ma la casa non è male.

Ci penserò domani…

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Dedicato…

…a chi dorme e a chi non ci riesce…

Cos’è l’insonnia se non la maniaca ostinazione della nostra mente a fabbricare pensieri, ragionamenti, sillogismi e definizioni tutte sue, il suo rifiuto di abdicare di fronte alla divina incoscienza degli occhi chiusi o alla saggia follia dei sogni? (M. Yourcenar – Memorie di Adriano)

I nomi sulle palle

Ieri al supermercato ho comperato il vischio.

Ecco, il vischio si… quello si che per me è di rigore a Natale. Purché sia naturale,  non dorato.

Non mi piace il vezzo di caricare le cose di “troppo” per cercare di renderle meglio o “più”,  alla fine diventano false e grottesche.

Lasciamo che le cose siano naturali e che le persone si mostrino per ciò che sono,  difetti compresi…

Lo tengo qui in bella vista perché ho tante persone da baciare sotto al vischio a Natale,  a Capodanno o comunque durante queste feste. In ogni caso vedrò di tenerlo in vita il più possibile per non precludermi la possibilità di continuare a baciare anche a gennaio… e poi vedremo…. continueremo senza vischio trovando altre scuse o anche senza motivo.

Perché direi sia bellissimo baciare “senza motivo”. Abbracciare per la gioia di farlo e stop. Ridere perché ti va anche se se un martedi di febbraio e piove…

Dunque le palle dell albero… belle e colorate ma così fragili.

Vale il discorso del vischio, perché per me devono essere in vetro, mica in plastica…

Le palle in plastica non sono la stessa cosa di quelle in vetro: sono tristi… messe li apposta perché cosi non si rompono.

Cosa c’è di più bello di qualche cosa di fragile a cui devi fare attenzione?

Fare attenzione alle palle in vetro, ai sentimenti delle persone, a te stesso,  ai fiori che calpesti.

Spesso non badiamo alla fragilità di ciò che ci circonda.

Ecco, che le palle in vetro ci ricordano che basta un nulla a rompere, a fare del male.

Usiamo le nostre mani, le nostre parole e la forza del nostro cuore con cautela, sempre pensando a cosa stiamo facendo

Con consapevolezza.

I nomi sulle palle?

Non ne ho trovati.  Neanche i miei ex mariti o l’amministratore condominiale…

Vuol dire che sono sulla strada giusta.

Anzi ad ogni palla vorrei associare il nome di  una persona che amo, appunto per ricordarmi che le loro anime sono fragili ed io le devo rispettare e curare.

Evviva dunque le palle che si rompono.

Cronache di Natale – giorno 1

Veramente le vacanze sono iniziate ieri ma la spesa e le pulizie…. ero davvero troppo stanca.

Iniziano quindi oggi, domenica, con la sveglia di Argo che alle sette vuole uscire… Vabbe okay. Fa un freddo becco ma è dicembre, no agosto.

Poi, d’obbligo, colazione a letto rileggendo il favoloso articolo di Gecolife: GG mi fai veramente morire e se già non fossi totalmente allineata, saresti riuscito a convincermi a tenermi ben lontana da tutta questa stupida kermesse.

Il gatto finalmente non è più arrabbiato con me e quindi mi rompe le palle cercando una posizione comoda tra le mie coperte. Glielo lascio fare tanto alla fine la spunta lui.

Relax è la parola d’ordine: scrivo, leggo i libri sul transurfing, palestra, passeggiata con Argo, cerchio di meditazione questa sera.

Però un giro al supermercato mi sa che me lo faccio. Non devo comperare nulla… forse la lettiera. No, io mi siedo e mi metto a guardare tutti ‘sti sfigati pronti a “Giochi senza Frontiere” e al “Fil Rouge” del pranzo di Natale.

By the way, oggi alle 23.03 cade il solstizio.

Buon Solstizio dunque