Babbo… non trovare scuse

Babbo… non trovare scuse.

Già non è che tu goda del massimo della mia simpatia…

L’ 11 dicembre,  più che nei tempi direi, ti ho scritto la letterina.

Ecco… aspetto quella cosa neh…vedi di non toppare o trovare scuse.

Con affetto e stima.

Manu

Annunci

E.R.

Mi sento come se fossi nella sala d’aspetto dell’ospedale di E.R. e stessi aspettando che un George Clooney più giovane e con tante speranze facesse capolino… con il mio tablet..

Ahahah sicuramente, se devo scegliere, tra le braccia preferisco stringere il mio tablet…

Che ansia.

Intanto c’è la fila. Tutti ‘sti Samsung defunti…

Un signore settantenne lamenta qualche strana inefficienza che il suo “coso” rileva con internet. Chapeau: molto più evoluto di me che faccio la figa con due smartphone ed un tablet (in coma… quando si riavrò mi racconterà del tunnel di luce che ha intravisto…).

Il tecnico lo guarda e gli dice serafico “Non ha fatto il backup dell’ account. Le sue foto sono online?”. Avesse fatto a me ‘sta domanda lo avrei guardato smarrita, gli avrei sorriso e gli avrei risposto che, a prescindere, lui aveva ragione.

Invece grazie a Dio il mio tablet ha fatto solo “puff”.

Il valore del “puff”.

Dice tutto.

Cosa ne so di backup, crash e tutto queste parole sconosciute?

“Puff” e basta… dice tutto.

Love

L’ amore.

Ieri sera ho sentito parlare dell’amore e della forza dell’amore fino all’una di notte. Ascoltato, a proposito della necessità di amare che è ben più forte di quella di essere amati. Discusso, del fatto che chiudersi all’amore certo aiuta a non soffrire ma anestetizza e poi uccide e, soprattutto, ci allontana da quella che è la nostra natura togliendoci la vita.

Ognuno dice la “sua” sull’amore: se ne parla, se ne scrive, lo si fa, si pensa di farlo,  di averlo, di provarlo ma spesso non si sa neanche cos’è.

Concettualmente è tutto okay ma poi, nei fatti, ci si perde in migliaia di altre sfumature che sono tutto fuorché amore.

Perché quando parli di amore è vero tutto ma anche il contrario.

E non sono certo io che, in poche righe, lo riesco a definire.

Altri, sicuramente più competenti o sensibili di me lo hanno fatto, mentre io non sono nessuno: dico solo un po’ di idiozie condite a tratti di umorismo e buonsenso.

Diciamo che, allora, visto il full immersion che mi sono fatta, posso solo dare la mia umile versione della faccenda.

Credo che l’amore sia uno perché non esiste l’amore fraterno,  paterno,  materno, coniugale,  filiale, clandestino, folle o quello che volete.

L’amore vero è quello che non possiede e non vuole possedere, anzi, trova il proprio valore nella rinuncia alla pretesa di possesso.

Rinuncio al mio diritto, o presunto tale, di essere padrone dei sentimenti,  del cuore, delle emozioni o dello spirito vitale, o quello che si vuole, di qualcun altro. Semplicemente perché non mi appartiene. Accetto solo ciò che mi viene donato in libertà. Così com’è.  Incondizionatamente.

L’amore non fa mai soffrire. La passione fa bruciare, il sesso fa bramare,  l’egoismo desiderare ma l’amore vero, dice bene chi lo ha detto, deve essere uno stato di grazia.

Ecco. Credo che la prima volta che ho guardato negli occhi i miei figli appena partoriti, ecco, quello è quanto più si avvicina al vero amore.

Il resto cerca di somigliare.

Come credo sia vero che l’amore inizia dalla cura e dal rispetto per la propria anima e la propria essenza, i propri valori,  il proprio spirito.

Inizia sempre dentro di noi perché è costruire per dare,  per amare.

Non è una maledetta lotta per alzare “l’asticella” delle attenzioni che ci vengono riservate.

E’ invece consapevolezza del nostro valore. E’ gioia, equilibrio, rispetto di noi stessi e di chi asseriamo di amare, della loro libertà di essere, di andare, di tornare e, soprattutto, di sbagliare.

IMG_74962309418332

L’amore credo sia una lezione che si acquisisce giorno dopo giorno, sbagliando e chiedendo scusa, dicendo grazie per ciò che riceviamo.

E’ una lezione difficile e lunga da apprendere.

Che non si impara mai a sufficienza, come una poesia “mandata” a memoria ma della quale scappano i pezzi.

Ma vale provare e riprovare perché forse alla fine avremo imparato.

Buona vita.

Cronache di Natale – giorno 3

Giorno 3 che avrebbe dovuto essere, nei miei intendimenti, un giorno di “mezzo lavoro”… quello delle buone intenzioni: vado in ufficio a vedere se è tutto a posto.

Si… mi sono addormentata alle tre (sembra che le energie del solstizio facciano quest’effetto) e quindi ho pigramente dormito sotto al piumone recitando il mio mantra “se hanno bisogno chiameranno, no call, no need“.

Oggi finalmente porto il tablet dal Dr. House e poi, per forza, housekeeping… mannaggia.

Mannaggia pure che mi tocca scendere a Milano per un happy hour… volentieri a meno ne avrei fatto ma tant’è… vedrò la Frankie.

Do inizio alle danze. Email, whatsapp, fb per essere sempre connessa e vado.

Buongiornoooo!