Argo e la neve

Non c’è nulla che mi faccia più tristezza della neve.

Quel suo cadere monotono ed ovattato, quel suo coprire le brutture ed uniformare il mondo sotto un manto candido e puro, quel suo togliere i rumori attutendo i suoni.

Sembra che la vita se ne stia in contemplazione e in attesa, sospesa e avvolta da un alone opalescente.

Io preferisco la violenza del sole e la spietatezza di cieli azzurri e tersi dove, nella luce, il bello è bello, il brutto è brutto è il mediocre rimane così.

Non c’è dubbio, non c’è inganno.

La neve è infida: ti fa pensare ad un mondo immacolato e, invece, dopo un po’ imputridisce diventando acqua sporca.

Ad Argo no. A lui la neve piace. Lui vive con l’anima e la sua “essenza” canina adora rotolarsi nella neve fresca. Corre, salta, ci gioca. Non pensa, non ragiona, non ha costruzioni mentali lui.

Vive l’attimo e coglie la bellezza di sentirsi il pelo intriso dalla frescura della neve.

Lo invidio. Io sto entrando nel mood “bilancio” e la cosa non è buona.

Per nulla.

Meglio fare uno switch #pippe#zero.

 

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Cronache di Natale – giorno 7

È una settimana che ho staccato dal lavoro e, devo dire, che questi ritmi casalinghi non mi dispiacciono per nulla. Anzi.

Carpe Diem.

Oggi niente di che: la mia amata palestra e finisco “Il fruscio delle stelle del mattino” perché ieri sera mi sono persa chiacchierando… ahhhhhhhhhhh la “conf a 3” di mezzogiorno.

Adesso ancora un poco di nanna in attesa del messaggio mattutino.

Ormai sono rassegnata: siccome occorrono 21 giorni per creare un’abitudine, cioè in 3 settimane la tua anima acquisisce un ritmo e ormai questa cosa dura da da un anno… beh posso dire che fa parte della mia vita.

Speriamo solo sia qualche cosa di “emotivamente intelligente”, non come i razzi e i mortaretti di ieri.

Poi, beh…, poi forse è ora di fare qualche bilancio, capire che si vuole fare e mettere ordine.