Il lavoro della mia vita in 10 punti – 2/10

Appassionante

Voglio un lavoro da svolgere con il cuore, dove poter mettere si il cervello…, ma soprattutto la passione, il trasporto e tutti i sentimenti forti, quelli che ti fanno vivere.

Qualche cosa che mi emozioni e dove io possa dare la parte migliore di me, da svolgere con compassione, entusiasmo e gioia “di esserci”, senza nessuna paura.

Potrei dire così tanto appassionante da farmi dimenticare che ci devo guadagnare almeno un poco… per i Cesare Paciotti….

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Piccolo desiderio

Guardo fuori dalla finestra e vedo il parco pieno di neve.

Alberi dai rami spogli e carichi di cristalli.

Strade ingombre di neve putrida che ingombra i marciapiedi.

Dovrei uscire: doppia calza, anfibi, cappotto, due sciarpe, guanti.

Allora esprimo un desiderio:

” voglioteletrasportarmi”. Qui

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Mi alzo, mi vesto e vado…

Il lavoro della mia vita in 10 punti – 1/10

Dopo il successo de “L’anima gemella” (tengo segreto nel mio cuore come è andata a finire…) e considerata la metodologia che ritengo propedeutica all’ elaborazione del mio caos interiore, ecco che mi vorrei cimentare nella stesura dei dieci key points del lavoro della mia vita.

Con ciò non voglio dire che la professione che svolgo ora non sia “di qualità” o soddisfacente…

Solo, non è il lavoro della mia vita: è il lavoro che sono finita a fare perché questi sono stati i miei percorsi ed ora, volente o nolente, sono una strepitosa executive assistant ricercata nel mondo del lavoro ed adorata da tutti i miei capi, passati presenti e futuri.

Ma, da qui a dire “È quello che ho sempre sognato”… beh, ne corre.

Vabbe perdono se sono un pochino “bauscia”…

Divertente

il lavoro della mia vita mi deve far divertire, dare sempre stimoli nuovi, tenermi viva e frizzante, sulla corda.  Non è divertimento in senso stretto quanto appunto, “effervescenza”. Mi deve spingere a cercare sempre la novità,  a non essere succube della monotonia. A cambiare giri,  registro, ritmo ogni momento.

Ulisse

Ho trovato questa poesia “girandoingiro” e la trovo bellissima.

Grazie allo sconosciuto autore.

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Sento sempre il canto / quello delle sirene

legato all’albero maestro / soffro di tante pena

continuo a navigare / in un mare in burrasca

non trovo più la bussola / non ho più un soldo in tasca.

Guardo il cielo scuro / alla ricerca delle stelle

mi assale la paura / brucia la mia pelle

la tragedia greca / di un mondo disassato

di ombre chiaro scure / fantasmi del passato.

Cerco il mio futuro / navigando senza rotta

apro porte a caso / ma tutti hanno fretta

corrono come pazzi /mangiandosi la vita

io vorrei fermarli / fargli vedere la ferita

che mi lacera il petto / che mi fa soffrire

e se non riesco a curare / mi farà morire

annullando i miei sogni / chiusi in un cassetto

che vorrei aprire / per mostrare lo scritto

che racconta di me / di cosa vorrei fare

quando la ferita è chiusa / e avrò finito di solcare

le onde tumultuose / di un mondo senza cuore

dove devi aver coraggio / per continuare a sognare

la gente che si stringe / perché vuole sentirsi

la gente che si parla / perché vuole capirsi

io non ho mai chiesto / di essere il migliore

solo che mi domando / cosa vuol dire amore.

La ricerca del cammino

– Sono pronto ad abbandonare tutto. Ti prego, accettami come discepolo.

– Come sceglie, un uomo, il proprio cammino?

– In base al sacrificio.  Un cammino che richiede sacrificio e un cammino autentico.

L’abate urto contro un ripiano. Un vaso rarissimo cadde,  e il giovane si slancio a terra per affermarlo.  Fini a terra malamente e si ruppe il braccio, ma riuscì a salvare il vaso.

– Qual’è il sacrificio più grande: vedere il vaso andare in frantumi, o rompersi il braccio per salvarlo?

– Non lo so.

– Allora non tentare di orientare la tua vita in base al sacrificio. Il cammino viene scelto in base alla nostra capacità di impegnarci per ogni passo che facciamo mentre lo percorriamo.

(P. Coelho)

Immenso

2015-01-27_21.12.07

Immenso è la sensazione senza tempo che provo questa mattina.

Mentre sento la neve gocciolare nelle grondaie e fuori è tutto così congelato.

Mentre ho ancora nelle orecchie la musica che ha accompagnato il mio abbandonarmi al sonno.

Non c’è angolo della mia vita nel quale tu non possa stare.

Apri la porta, fai il passo e varca la soglia.

Senza paura. Accendi la luce.

E illumina le stanze.