Una Bionda Folle

Dedicato

Il guerriero della vita guarda la vita con dolcezza e decisione.

Egli è davanti a un mistero di cui, un giorno, troverà la risposta.

Spesso e volentieri, dice fra sé e sé: “Ma questa vita sembra una follia”. Ha ragione.  Concentrato sul miracolo del quotidiano,  egli nota di non essere sempre in grado di prevedere le conseguenze dei propri atti.

A volte agisce senza avere la coscienza di ciò che sta facendo: salva senza sapere che sta portando a salvamento, soffre senza conoscere il motivo per cui è triste.

Si questa vita è una follia.

Ma la grande sapienza del guerriero della luce consiste nel scegliere bene la propria follia.

(P. Coelho)

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Poesia

La poesia serve per nutrire quel granello di pazzia

che tutti portiamo dentro,

e senza il quale è imprudente vivere.

(F. Garcia Lorca)

Conoscere

Cercate ardentemente di scoprire che cosa siete chiamati a fare, poi mettetevi a farlo appassionatamente. Siate comunque sempre il meglio di qualsiasi cosa siate. (M.L.King)

Vorrei proprio saperne di più. Il desiderio di conoscere non è un motivo sufficiente? (C. Castaneda – Gli insegnamenti di don Juan)

Sì, io credo che la voglia di conoscenza sia sufficiente a giustificare il desiderio di saperne di piu, perché “imparare”, anche senza una ragione specifica, significa acquisire degli strumenti per la scoperta del proprio “Sé” e quindi percorrere la via per la propria realizzazione.

Solo la scoperta della nostra vera natura ci porta a vivere con passione.

Solo vivere appassionatamente e mettere il cuore in tutto ciò che facciamo ci fa vivere.

Solo conoscere ci rende vivi e appassionati.

Where eagles dare – Riflessioni personali

Dedicato alla mia amica Paola 🙂

Se c’è una cosa che mi irrita è lo sguardo di alcuni uomini che guardandoti, ti spogliano neanche tu fossi una top model sulla catwalk, e ti soppesano come un pezzo di filetto di manzo sul bancone del macellaio.

Glielo vedi nell’ occhio lucido del sonno profondo in cui giacevano che non stanno pensando se sai coniugare i congiuntivi (e semplifico…) perché il “lui” in questione neanche sa cosa sono…

Glielo vedi passare sull’iride che si domandano come sarebbe toccarti il culo o se sai fare sesso orale.

Poi dopo aver connesso gli ultimi due neuroni rimasti non trovano altro da dire che  “Bella la scritta che hai sul braccio”. Scritta… giusto, perché io mi scrivo la vita sulla pelle ma, semanticamente, sarebbe più corretto “tatuaggio”.

Certo, perché l’aquila non ha il coraggio di esprimere ad alta voce a quello che gli passa nel vuoto cosmico che ha nella scatola cranica e di dare voce alle vere curiosità che, novello Lazzaro,  lo hanno risvegliato…

Neanche ha il coraggio di rischiare un cazzotto sul naso.

Poveri passerotti (con tutto il rispetto per il “passer domesticus”).

Impariamo tutto. Ci insegnano tutto. Invece l’amore, che è la cosa più importante e la più difficile, nessuno ce lo insegna. Eppure se non lo impari resti un analfabeta della vita

La Moleskine® di un cercatore di Dio

Impariamo tutto. Ci insegnano tutto. Invece l’amore, che è la cosa più importante e la più difficile, nessuno ce lo insegna. Eppure se non lo impari resti un analfabeta della vita (Alessandro D’Avenia, Ciò che l’inferno non è).

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In cammino

Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla ed uscire vivo.

Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero.

Ma su un punto non c’è dubbio.

Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.

(H. Murakami)

Nella tempesta sei solo.

E quando esci ti accorgi che hai perso alcuni compagni: non capiscono che il vento ti ha scosso il cuore e frustato l’anima e ora sei diverso.

Ma c’è di nuovo il sole e il sentiero è di fronte a te.

E tu sei un viandante, niente più di uno che è di nuovo in cammino.

Non si legga l’etica del viandante come anarchica erranza. Il nomadismo e la delusione dei forti che rifiuta il gioco fittizio delle illusioni, evocate come sfondo protettivo.

(U. Galimberti)

I sogni del sabato sera

I sogni sono figli di mente vagabonda, pieni soltanto di vana fantasia,

che ha meno sostanza dell’aria ed è più incostante del vento

che ora corteggia le gelide gole del nord e poi, furibondo,

fugge lontano in cerca di calore. (W. Shakespeare)

Chiudo gli occhi piano e lascio che i sogni mi scivolino nel cuore.