Ho voglia d’estate

Sere d’ estate

Nelle sere azzurre d’estate, andrò per i sentieri,

punzecchiato dal grano, a calpestare erba tenera:

trasognato,  sentirò la frescura sotto ai piedi

e lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

Io non parlerò,  non penserò piu a nulla:

ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,

e me ne andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,

nella Natura, lieto come con una donna.

(A. Rimbaud)

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Io. Donna, femmina e spirito

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Noi donne ci impegniamo ogni giorno nel chiedere parità in tutti i campi, consapevoli che Uomini e Donne sono due mondi distinti e, per certi versi paralleli: la Donna segue la via del cuore mentre l’Uomo quella dell’intelletto.

Ancora, non è un mistero che l’intero nostro passato sia stato,  purtroppo, dominato dalla componente maschile e dalle sue caratteristiche orientate alla conquista e al dominio dei territori e del mondo intero.

La Donna, invece,  con le sue specificita fatte di amore, fiducia, bellezza, sincerità, verità e autenticità è stata dunque schiacciata da una realtà dove guerre, devastazioni e sete di potere hanno sempre dominato.

Relegate in una posizione subalterna di pura e semplici fattrici, di forza lavoro o di merce di scambio, noi donne non abbiamo avuto modo di sviluppare e seguire la nostra naturale via ad una qualunque forma di spiritualità.

Solo in pochi casi, complice la rinuncia ad una dimensione terrena e attraverso la disobbedienza verso la società, la donna ha potuto seguire,  non senza sacrificio, una dimensione spirituale.

Questa è, dunque,  la prima considerazione: per la donna seguire la propria “voglia” di spiritualità significa ribellarsi con forza e determinazione all’ordine sociale.

La seconda considerazione è che Donna e Uomo hanno due spiritualità completamente diverse.

Sappiamo che la dimensione spirituale definisce i valori più profondi e importanti della vita, quelli che determinano le nostre scelte, il nostro modo di essere e persino i nostri sogni. E siamo consapevoli che quando preghiamo il Dio che è in cielo, costui ci è Padre ed è “maschio”, mentre quando pensiamo alla Terra e al terreno, la connotiamo con il termine di Madre e “femmina”.

La spiritualità maschile, legata a Dio si rivolge al “cielo”, è distante e fa parte di una dimensione superiore, inconoscibile,  irraggiungibile. È la perfezione divina a cui l’uomo aspira. Trascendente ed ascetica, si esprime negli spazi aerei del cielo, senza forma, sconfinata. È astratta, perfetta, irraggiungibile. Ci aiuta ad andare oltre al reale, alza le nostre prospettive, dilata gli orizzonti dell’ordinario.

Al contrario, nella spiritualità femminile il divino unito al terreno risiedono in ogni cosa: dal vento,  ai fiori,  al corpo, alla sessualità. La spiritualità femminile è la realtà stessa, fa parte della sostanza, della terra. È concreta, trasferisce il sacro nel quotidiano.

E si sa che,  lungi dall’essere complementari,  per tutte queste ragioni e nella maggior parte dei casi, il divino si esprime al maschile. C’è un Dio e non una Dea. Vicino ad una divinità maschile manca quasi completamente una divinità femminile di pari grado. Perché la Dea non è una donna santificata bensì un principio spirituale completo, espressione dell’essenza del femminile e della sua energia.

Da sempre le donne sono state tenute lontane da una fonte che le aiutasse a riconoscere la propria essenza, la propria spiritualità interiore più vera ed autentica, mentre sono state costrette a rivolgersi al divino maschile, lontano dalla loro sincera espressione di sé.

E… perché avrebbe dovuto essere diverso?  Il celeste è solenne, sublime, appunto divino, mentre il terreno è rozzo, banale, materiale e grossolano.

Nella nostra società,  lontana dalla Terra, si nega la Dea e quindi il principio femminile quale rappresentazione della sua essenza. In questa negazione la Donna viene privata della propria autonomia interiore e non può usufruire di un percorso spirituale affine alla sua anima.

Noi donne abbiamo agito molto per ottenere pari diritto e dignità in ambito fisico e psichico ma non a livello spirituale. È un dato di fatto.

Eravamo e siamo rimasti al palo.

Terza ed ultima considerazione che si rifà al concetto di “proteiforme femminile” o, come dico io più semplicemente, multitasking.

Oggi, logica conseguenza di una scellerata e stupida “liberazione” femminile, la Donna è finita per essere schiava dei mille lacci e delle decine di incombenze che la legano all’attività quotidiana di moglie-madre-figlia-lavoratrice, e chi più ne ha più ne metta, impedendole di attingere ai valori di “consapevolezza” e di “presenza” da cui parte un vero e proprio risveglio personale fatto di interiorità e quindi anche di spiritualità.

Più o meno queste sono le mie povere convinzioni, che non hanno nessuna pretesa se non di essere mie.

E ringrazio tutti coloro, cartacei o umani che mi sono stati d’aiuto in una operazione di chiarezza interiore per me molto importante.

In primo luogo ringrazio Alessia, la mia sciamana ed amica, che per prima mi ha richiamato ai veri valori della femminilità.

Poi ringrazio il mio amico (posso, vero?) equilibristasquilibrato, che lungi dal farmi perdere la lezione di latino americano mi ha pungolata e permesso di chiarire il caos che ho dentro.

Per farne uscire una stella danzante.

Aho.

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Quando la sera si distende contro il cielo

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Il crepuscolo è la fessura tra i mondi. (C. Castaneda)

La luminosità del cielo che permane dopo il tramonto del sole è la spaccatura attraverso la quale la luce spazia sulle tenebre.

Un’ apertura sottile di cielo attraverso la quale la nostra anima spazia sul contrario di ciò che è.

È l’illusione che separa e lega opposti che non possono esistere gli uni senza gli altri e che tuttavia non possono coesistere.

È lo spiraglio di immensità dove gli opposti si fondono in un respiro che li fa diventare, da uno, tutto.

L’opposto del giorno: la notte.

L’opposto della luce: il buio.

L’opposto del sole: la luna.

L’opposto della veglia e della coscienza: il sonno ed i sogni.

Allo stesso modo è l’armonia che vive nella natura ciclica delle cose, è la felicità e la libertà di un eterno ritorno che ci fa esistere sapendo di vivere immortali.

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Una vita vera

Dedicato a tutti coloro che non si accontentano di vivere

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– ” Devi essere un uomo forte, e la tua vita deve essere vera ”

–  ” Com’ è una vita vera? ”

– ” Una vita vissuta con ponderatezza, una vita buona e forte ”

(C. Castaneda – Gli insegnamenti di don Juan)

Quale è il valore della vita, anzi, del tempo della vita?

Il tempo è un concetto astratto e ci viene proposto dalla vita perché lo si riempia del senso della nostra personale “follia”.

Si questa vita è una follia. Ma la grande sapienza del guerriero della luce consiste nel scegliere bene la propria follia.

(P. Coelho – Manuale del Guerriero della luce)

A dare valore alla nostra esistenza non è il tempo speso nella brutale ripetizione di gesti meccanici o nella cura di banali convenzioni sociali alle quali siamo chiamati.

Non è l’ inedia di giornate insulse e senza scopo, che passano senza lasciare traccia.

A dare valore alle nostre giornate è lo spazio della vita rivolto a noi stessi, ad ampliare i nostri orizzonti, a dare un senso al tempo costruendo storie personali e di eternita attraverso gli avvenimenti che semplicemente “succedono”.

Prendere, dunque, ciò che “ci accade” e farne destino attraverso la nostra forza.

La vita è fatta di storie. E senza storie non c’è trama, non c’è comprensione, non c’è arte,  non c’è carattere; soltanto abitudini, avvenimenti che scorrono davanti agli occhi di un osservatore fazioso, una vita che nessuno legge, una vita perduta nel viverla.

(J. Hillman – La forza del carattere)

this life prepares the strangest things

the dreams we dream of, what life brings

the highest highs can turn around

to sow love’s seeds on stony ground

breathe breathe…

(Midge Ure – Breathe)

Oasi Miro’

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Uccelli giallo folle vestiti di nero bruciato

in un cielo nero deserto

volavano.

Verde verde

Garcia Lorca cantava

astro di rosso rame il suo cuore li attirava.

È colpa della luna

le lacrime sanno di sale

e le onde più sottili del mare

si erano rotte come vetro

sulla più tenera roccia.

Le lacrime sanno di sale

è per colpa della luna

che governa le maree.

(Jacques Prevert)