Poesie sul cuscino – 1 marzo

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Alla vita

La vita non e uno scherzo

Prendila sul serio

come fa lo scoiattolo,  ad esempio,

senza aspettarti nulla

dal di fuori o nell’al di là

non avrai da fare altro che vivere.

La vita non è uno scherzo

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,

o dentro un laboratorio

col camice bianco e grandi occhiali,

tu muoia affinché vivano gli uomini

gli uomini di cui non conoscerai la faccia

e morrai sapendo

che nulla è più bello,  più vero della vita.

Prendila sul serio

ma sul serio a tal punto

che a settant’anni pianterai degli ulivi

non perché restino ai tuoi figli

ma perché non crederai alla morte

pur temendola,

e la vita peserà di più sulla bilancia.

(N. Hikmet)

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La Via dei Tarocchi

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Quando racconto pubblicamente che sto studiando i tarocchi, alcune persone mi osservano un po’ sconcertate ed incredule cercando di capire cosa non funziona nella mia testolina di donna “pre-menopausa” e di capire il motivo per il quale voglio mettere il banchettino in via Fiori Chiari (Milano, la vecchia via dei bordelli e degli artisti) con le altre cartomanti…

Lasciamo perdere la questione puramente economica, perché un euro al minuto esentasse a fine mese non è proprio da buttare via…

Per me i tarocchi sono uno strumento di introspezione personale: alcuni cucinano, altri ascoltano musica, altri corrono (anch’io…), altri invece non pensano limitandosi a supporre di possedere la verità e vanno avanti incrollabili nei loro dogmi. Beati loro.

Io quando studio gli arcani so che ogni figura non ha solo un significato, ma ne ha almeno due, uno al positivo e uno al negativo e se esce capovolta… beh, abbiamo una riflessione da fare. So che ogni arcano assume un significato diverso in relazione alle altre carte che “tiro”, in relazione al suo numero,  alla sequenza, ecc.

E sono solo una apprendista. Maga o strega o fata. Questione semantica.

È dunque un “gioco” complesso, che deve essere interpretato e sul quale devo porre la mia sensibilità per scoprire non il futuro (se trovero marito, ad esempio), ma quello che la parte nascosta di me sta cercando di dirmi attraverso le carte.

Non è fumo, non è manipolazione, non è magia… è lettura di sé stessi.

Un viaggio meraviglioso nell’universo della mia anima.

O forse, anzi si… è la magia di chi leggendo se stesso sa che ha molto da scoprire ed imparare. Sempre.

Semplice e banale. Niente di più.

Ed è la  grande magia di sapere che studiare i tarocchi o leggere Osho non è tutto ma solo un pezzo, perché nell’altro pezzo ci sta un’altra magia.

Quella del sapere razionale che, per quanto distante da me, non posso negare.

Non copio da Wikipedia, ma mi metto alla prova: se conosco il concetto di brana o di multiverso patchwork (per quanto scientificamente opinabile) è perché ho cercato di spenderci i miei poveri e limitati neuroni leggendo, ad esempio,  “La realtà nascosta” di Brian Greene (grazie ad un amico dispettoso…)

Avrò assimilato un dieci per cento dell’intero libro ma lo sforzo maggiore è stato quello di collegarlo ad altri saperi. E ancora non ho ancora finito di capire.

E la strada è lunga e in salita.

Io so di non sapere.

Per questo penso ed uso tutti gli strumenti che ho, senza pensare se si tratta di scienza, magia, filosofia, poetica o razionalità.

Perché non sono le etichette che danno valore alle cose.

Io voglio valere e non apparire. Io aspiro a conoscere e non a sapere.

Io voglio sapere perché il vento soffia, ma accetto anche di sentire e conoscere il batticuore per chi amo o le lacrime che scendono quando soffro.

Perché la vita non è appuntare medaglie di sapienza ma sorrisi di conoscenza.

(E. Allievi)

Perché la vita non è solo la via semplice del leggere i libri, frequentare corsi, andare in chiesa, credere acriticamente perché ci hanno insegnato così. È tutto giusto ma non è sufficiente: bisogna sforzarsi di comprendere con umiltà e con tutti gli strumenti a nostra disposizione perché la conoscenza si cali nella nostra vita e le dia un senso.

Che oggi è “cosi” ma che domani potrebbe essere diverso, perché la vita è un continuo divenire.

È l’ apertura della mente e del cuore, insieme, per comprendere i segreti dell’umanità e dell’universo.

E, se poi pensando alle brane mi vengono in mente fette di pane che potrei spalmare di marmellata dando origine all’universo “Zuegg” non è perché sono stupida o futile ma solo perché la mia voglia di vita è immensa.

Alla faccia della menopausa e di chi mi vuole ingabbiare.

Forse non ho capito un cazzo ma va bene così. Les jeux sont faits.

Una e trina…

Dall’insensatezza non si esce con una cura, perché il disagio non origina dell’individuo, ma dal suo essere inserito in uno scenario, quello tecnico e strumentale, di cui gli sfugge la comprensione. E se il problema è di comprensione, gli strumenti filosofici sono gli unici idonei per orientarsi in un mondo il cui senso per l’uomo, si sta facendo sempre più recondito e oscuro.

(U. Galimberti)

I Figli di Epicuro ovvero l’ Accademia di una vita lieta

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C’è più sapienza in una bottiglia di vino che in tutti i libri scritti dall’uomo.

(B. Pascal)

Parte domani la mia nuova ricerca: non dell’anima gemella che già c’è (si deve solo palesare) o del lavoro dei miei sogni che ho trovato (solo questione di tempo).

Ancora una volta è legata all’ incessante ricerca dell’Amore, questa volta pero di quell’amore e di quel piacere che trasformano un bisogno primario dell’ individuo in un imprescindibile rituale di piacere e di gioia.

Il cibo.

Perché il cibo, come le “belle parole” e la nostra crescita personale, null’altro è che Amore verso noi stessi e verso gli altri.

Il cibo dunque come poesia oppure musica, come storia oppure letteratura…

Ci provo, allora, a raccontare questa mia avventura alla ricerca dell’Amore accompagnata per mano dal mio amico chef Giuseppe.

Che ringrazio e davanti al quale mi levo la toque blanche.

Uomo del faro

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… Nessuno va mai sull’isola ormai, solo i marinai di qualche nave che passa più vicina di altre hanno detto di avere sentito, nel silenzio della notte, le note di un pianoforte confuse con il soffiare del vento e di avere intravisto, contro la luce della lanterna, la sagoma di un uomo in piedi sul terrazzino fuori dal faro che fumava tranquillamente la sua pipa… sono colui che nell’oblio della solitudine illuminata dalla luce del faro,  cerca un piccolo spazio.

(P. Coelho – Uomo del Faro, Guerriero della Luce)

Les Iles d’Ouessant sono un piccolo arcipelago spazzato dal mare e dal vento. Chi si spinge fin lì non rimane deluso dalla selvaggia e meravigliosa forza di una natura forte ed incontaminata. Piccole case in pietra dalle imposte azzurre  e muretti di pietre. Biciclette, erica e gabbiani.

Ci tornerò…

In the morning you always come back

Lo spiraglio dell’alba

respira con la tua bocca

in fondo alle vie vuote.

Luce grigia i tuoi occhi,

dolci gocce dell’alba

sulle colline scure.

Il tuo passo e il tuo fiato

come il vento dell’alba

sommergono le case.

La città rabbrividisce,

odorano le pietre

sei la vita, il risveglio.

Stella sperduta

nella luce dell’alba,

cigolio della brezza,

tepore, respiro

È finita la notte.

Sei la luce e il mattino.

(C. Pavese)

Insonnia ovvero Pensieri silenziosi che danzano nel buio

Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.

(F. De Andre – Via del Campo)

Sono spesso le situazioni più buie e drammatiche quelle che riempiono di linfa vitale la nostra vita. Non è la pacatezza del fluire dei giorni quanto il dolore che avvolge come un pantano la nostra anima quello che ci permette di elevarci e di trovare un senso al filo dei nostri momenti.

Il fior di loto è un simbolo profondo in Oriente, perché l’Oriente afferma che dovresti vivere nel mondo, ma senza farti contaminare da esso… Esso cresce dal fango, nell’acqua, tuttavia resta incontaminato dall’acqua. Ed è simbolo di trasformazione: il fango si trasforma nel fiore più bello e fragrante che questo pianeta conosca.

(Osho)

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Lasciare che, dalle difficoltà “sbocci” l’amore per sé stessi e, come

Il fior di loto sull’acqua non conosce le ragioni del suo oscillare. (Osho)

Danzare con la vita e con quello che,  nonostante tutto, splende dentro di noi .

L’Amore è la forma più sublime e sublimata di “autostima”, amare è progetto, sfida, disponibilità a credere, ma per credere nel proprio futuro occorre volersi bene.

(P. Crepet)

E solo attraverso la forza di schiudersi alla fiducia nei sogni, alla luce della nostra forza per vivere pienamente in armonia con la la gioia e il dolore.

La fantasia e i sogni sottolineano le nostre risorse interne, cioè il nostro stesso segreto di vivere.

(P. Crepet)