La Via dei Tarocchi

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Quando racconto pubblicamente che sto studiando i tarocchi, alcune persone mi osservano un po’ sconcertate ed incredule cercando di capire cosa non funziona nella mia testolina di donna “pre-menopausa” e di capire il motivo per il quale voglio mettere il banchettino in via Fiori Chiari (Milano, la vecchia via dei bordelli e degli artisti) con le altre cartomanti…

Lasciamo perdere la questione puramente economica, perché un euro al minuto esentasse a fine mese non è proprio da buttare via…

Per me i tarocchi sono uno strumento di introspezione personale: alcuni cucinano, altri ascoltano musica, altri corrono (anch’io…), altri invece non pensano limitandosi a supporre di possedere la verità e vanno avanti incrollabili nei loro dogmi. Beati loro.

Io quando studio gli arcani so che ogni figura non ha solo un significato, ma ne ha almeno due, uno al positivo e uno al negativo e se esce capovolta… beh, abbiamo una riflessione da fare. So che ogni arcano assume un significato diverso in relazione alle altre carte che “tiro”, in relazione al suo numero,  alla sequenza, ecc.

E sono solo una apprendista. Maga o strega o fata. Questione semantica.

È dunque un “gioco” complesso, che deve essere interpretato e sul quale devo porre la mia sensibilità per scoprire non il futuro (se trovero marito, ad esempio), ma quello che la parte nascosta di me sta cercando di dirmi attraverso le carte.

Non è fumo, non è manipolazione, non è magia… è lettura di sé stessi.

Un viaggio meraviglioso nell’universo della mia anima.

O forse, anzi si… è la magia di chi leggendo se stesso sa che ha molto da scoprire ed imparare. Sempre.

Semplice e banale. Niente di più.

Ed è la  grande magia di sapere che studiare i tarocchi o leggere Osho non è tutto ma solo un pezzo, perché nell’altro pezzo ci sta un’altra magia.

Quella del sapere razionale che, per quanto distante da me, non posso negare.

Non copio da Wikipedia, ma mi metto alla prova: se conosco il concetto di brana o di multiverso patchwork (per quanto scientificamente opinabile) è perché ho cercato di spenderci i miei poveri e limitati neuroni leggendo, ad esempio,  “La realtà nascosta” di Brian Greene (grazie ad un amico dispettoso…)

Avrò assimilato un dieci per cento dell’intero libro ma lo sforzo maggiore è stato quello di collegarlo ad altri saperi. E ancora non ho ancora finito di capire.

E la strada è lunga e in salita.

Io so di non sapere.

Per questo penso ed uso tutti gli strumenti che ho, senza pensare se si tratta di scienza, magia, filosofia, poetica o razionalità.

Perché non sono le etichette che danno valore alle cose.

Io voglio valere e non apparire. Io aspiro a conoscere e non a sapere.

Io voglio sapere perché il vento soffia, ma accetto anche di sentire e conoscere il batticuore per chi amo o le lacrime che scendono quando soffro.

Perché la vita non è appuntare medaglie di sapienza ma sorrisi di conoscenza.

(E. Allievi)

Perché la vita non è solo la via semplice del leggere i libri, frequentare corsi, andare in chiesa, credere acriticamente perché ci hanno insegnato così. È tutto giusto ma non è sufficiente: bisogna sforzarsi di comprendere con umiltà e con tutti gli strumenti a nostra disposizione perché la conoscenza si cali nella nostra vita e le dia un senso.

Che oggi è “cosi” ma che domani potrebbe essere diverso, perché la vita è un continuo divenire.

È l’ apertura della mente e del cuore, insieme, per comprendere i segreti dell’umanità e dell’universo.

E, se poi pensando alle brane mi vengono in mente fette di pane che potrei spalmare di marmellata dando origine all’universo “Zuegg” non è perché sono stupida o futile ma solo perché la mia voglia di vita è immensa.

Alla faccia della menopausa e di chi mi vuole ingabbiare.

Forse non ho capito un cazzo ma va bene così. Les jeux sont faits.

Una e trina…

Dall’insensatezza non si esce con una cura, perché il disagio non origina dell’individuo, ma dal suo essere inserito in uno scenario, quello tecnico e strumentale, di cui gli sfugge la comprensione. E se il problema è di comprensione, gli strumenti filosofici sono gli unici idonei per orientarsi in un mondo il cui senso per l’uomo, si sta facendo sempre più recondito e oscuro.

(U. Galimberti)

4 Replies to “La Via dei Tarocchi”

  1. Questo post mi era sfuggito.
    Nella vita occorre imparare a leggere per poter leggere, occorre sapere per poter poi conoscere, su wiki occorre sapere cosa cercare per poterlo poi postare, occorre saper amare per poter mantenere gli affetti, occorre generosita’ per dare aiuto, occorre sincerita’ se vogliamo essere creduti, occorre sapere cosa vogliamo dalla vita per essere sereni,
    Io non ho mai giocato a carte von la mia vita, ne tantomeno preferisco giocarla d’azzardo.
    L’azzardo e’ piacevole e stimola la nostra curiosita’, solo quando si vince pero’, purtroppo, lo dico per i sognatori, nell’azzardo non si vince quasi mai.
    Io sono sicurezza per me e per tutti quelli che si riparano sotto sl mio ombrello.
    Namaste, che la fortuna sia sempre tua compagna.

    1. Anche a te caro amico nico. Sono solo modi diversi di vedere ed intendere. Proprio perché diversi sono rispettabili e complementari. Io vivo la vita senza rete perché questa sono io. Il mio limite ma anche la mia magia. Vivo tutto cercando di mettermi in gioco e smontando per rimontarmi. Non ho mai dato, ne voglio dare giudizi, su chi vuole fare diversamente.
      e non voglio essere giudicata. Amata, detestata mi vanno bene. Non giudicata Ne per quello che sono né per quello che ho vissuto ne per quello che desidero. Ed ho il massimo rispetto per chi trovo sul mio cammino. Lungi dal volere il sangue, voglio l’armonia. Un abbraccio. Non ti era sfuggito. Era in canna dal mattino ma il parto e stato notturno. Guida piano.

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