Cuore

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Nell’atmosfera creata da queste inquiete domande, tutte le parole che quotidianamente impieghiamo nel mondo rivelano la loro afasia. E allora solo l’amore con la vibrazione delle sue folgorazione,  può favorire quel cedimento della mente che è necessario, perché la roccaforte della ragione, a differenza del cuore, è incapace di sfiorare la verità senza possederla.

(U.  Galimberti)

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Downshifting ovvero mi godo il tempo piu dolce

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Downshifting è un neologismo inglese che sta per semplicità volontaria oppure “vivere in semplicita”, quale volontaria scelta di lifestyle.

Letteralmente significa “muoversi verso il basso” ma può essere inteso anche come “scalare le marce”,”rallentare”: scambiare dunque una carriera economicamente soddisfacente, ma evidentemente stressante, con uno stile di vita meno faticoso e meno retribuito ma più gratificante.

Giungere perciò ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione delle entrate economiche, bilanciata da un minor impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, così da godere di maggior tempo libero da dedicare a se stessi ed ai propri affetti o interessi.

Una delle più eclatanti e vistose conseguenze di un cambiamento sociale, culturale e di costume degli ultimi anni: lavorare meno e vivere di più, accettando di “possedere” meno in termini puramente consumistici.

Tornare dunque alla vera dimensione della vita, fatta di valori veri perche individuali ma anche di ozio e di lentezza, fare meno per fare meglio con più passione e più senso, badando ai contenuti delle nostre scelte e non all’apparenza degli oggetti che si possiedono o della vita che conduciamo.

Perché devo per forza possedere l’ultimo modello di smartphone complicandomi la vita con aggiornamenti continui, rischi di attacchi di nuovi virus e complicate funzioni che nessuno userà mai?

Buttare a mare l’ansia e lo stress che il dover sempre essere “all’ultimo grido” implica, per riprendere il contatto con le cose che veramente danno un senso alla nostra esistenza: la bellezza di un tramonto, il contatto con la natura, il tempo dedicato e non obbligato.

La vita slow che impatta dunque su noi stessi ma anche su quello che ci circonda perché significa anche meno consumi e più rispetto consapevole per le nostre scelte.

Una felice decrescita.

Alcune regole del buon downshifter:

. Taglia una carta di credito (in senso letterale!) come gesto simbolico e liberatorio perché la vera ricchezza non è legata al denaro ed ai consumi

. Dona qualche oggetto che non usi più ad un ente caritatevole così da ricordarti il valore del dono gratuito

. Fai un elenco dei tuoi acquisti settimanali e tagliane 3 non essenziali

. Pianta qualche cosa è coltivato,  innaffialo e mangialo così da ricordarti che non tutto passa attraverso il denaro ma molto si costruisce attraverso la cura e l’amore

. Utilizza ingredienti di stagione,  locali ed organici

. Ogni tanto spegni la televisione e trascorri tempo con chi ami o fattene dono

. Programma mezza giornata lontana dal lavoro da passare con chi ami

E il downshifting, ricordiamo, che è  un valore anche in amore e nei rapporti di coppia:, non partire in quarta ma rallentare nella gioia del presente godendosi ciò che si ha.

Vivere bene con poco e migliorare cosi la propria vita.

Ostentare ricchezza, potere, sicurezza, salute, attivismo, sono tutti espedienti per esorcizzare l’angoscia del tempo che ci sfugge dalle mani. (C.M. Martini)

Non dalla ricchezza nasce la virtù,  ma che dalla virtù deriva, piuttosto, ogni ricchezza e ogni bene, per l’individuo come per gli stati. (Platone)

Dubbio, risate, disinvoltura, insolvenza,  lentezza, ozio: elementi di una buona arte del vivere. (A. Castronuovo)

Ozio: intervalli di lucidità nei disordini della vita. (A. Bierce)

Primavera

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Sono la creatività senza una finalità precisa. Esplodo nell’infinita delle forme. Sono io, dopo l’inverno, a tingere di verde tutta la Terra. Sono io a riempire il cielo di uccelli, gli oceani di pesci. Quando dico “creare”, parlo di trasformare: sono io a far si che il seme si spacchi per far spuntare il germoglio (…) sono la mente creativa. Ascoltatemi è lasciatemi agire dentro di voi, perché vi do la cura: qualunque problema, qualunque sofferenza proviene da un Io tormentato dall’incapacità di creare. Sono l’attività,  la seduzione, il piacere. Non v’è niente in me che non sia bello. Non esiste la possibilità di sottovalutarmi: sono quella che sono, sempre piena e viva (…). Non statevene li chiusi nella vostra fortezza! Trasformatela in tempio, con tutte le porte e le finestre spalancate: tutte le vostre emozioni sono una delizia.

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Quando ci sentiamo affranti e deboli, tutto ciò che dobbiamo fare è aspettare. La primavera torna, le nevi dell’ inverno si sciolgono e la loro acqua ci infonde nuova energia.

(P. Coelho)

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La bellezza non è nei colori ma nella loro armonia.

(M. Proust)

Desiderare ed essere

Se le persone non trovano quel che desiderano, si accontentano di desiderare quel che trovano.

(G. Debord)

Nel dibattito è pregiudizievole definire una cosa che non sia stata ben considerata, è iniquo consentire solo per ossequio ad altri, è mercenario, servile, contrario alla dignità della libertà umana consacrarsi e sottomettersi a qualcun, è stupirsi credere per consuetudine, è irragionevole assecondare l’opinione della maggioranza, quasi che il numero dei sapienti debba superare o avvicinarsi all’infinito numero degli stolti.

(G. Bruno)

C’è.  Il nesso c’è…

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Tra la palestra e la brioche (integrale) – 12 marzo

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“Il tuo sorriso”

Toglimi il pane,  se vuoi,

toglimi l’aria, ma

non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,

la lancia che sgrani,

l’acqua che d’improvviso

scoppia nella tua gioia,

la repentina onda

d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno

con gli occhi stanchi,

a volte, d’aver visto

la terra che non cambia,

ma entrando il tuo sorriso

sale al cielo cercandomi

ed apre per me tutte

le porte della vita.

Amor mio, nell’ora

più oscura sgrana

il tuo sorriso, e se d’improvviso

vedi che il mio sangue macchiare

le pietre della strada,

ridi, perché il tuo riso

sarà per le mie mani

come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,

Il tuo riso deve innalzare

la sua cascata di spuma,

e in primavera, amore,

voglio il tuo riso come

il fiore che attendevo,

il fiore azzurro, la rosa

della mia patria sonora.

Riditela della notte,

del giorno, del luna,

riditela delle strade

contorte dell’isola,

riditela di questo rozzo

ragazzo che ti ama,

ma quando apro gli occhi

e quando li richiudo,

quando mi miei passi vanno,

quando tornano i miei passi,

negami il pane, l’aria,

la luce,  la primavera,

ma il tuo sorriso mai,

perché io ne morrei.

(P. Neruda)