Parole nella notte

cielo

Se avessi il drappo ricamato del cielo,
intessuto dell’oro e dell’argento e della luce,
i drappi dai colori chiari e scuri del giorno e della notte
dai mezzi colori dell’alba e del tramonto,
stenderei quei drappi sotto i tuoi piedi:
invece, essendo povero, ho soltanto i sogni;
e i miei sogni ho steso sotto i tuoi piedi;
cammina leggera, perché cammini sui miei sogni.

(W.B. Yeats – da “Il vento tra le canne”)

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An Acre of Grass

dono

“An Acre of Grass”

Picture and book remain,

An acre of green grass

For air and exercise,

Now strength of body goes;

Midnight, an old house

Where nothing stirs but a mouse.

My temptation is quiet.

Here at life ‘s end

Neither loose imagination,

Nor the mill of the mind

Consuming its rag and bone,

Can make the truth known.

Grant me an old man’s frenzy,

Myself must I remake

Till I am Timon and Lear

Or that William Blake

Who beat upon the wall

Till Truth obeyed his call;

A mind Michael Angelo knew

That can pierce the clouds,

Or inspired by frenzy

Shake the dead in their shrouds;

Forgotten else by mankind,

An old man’s eagle mind.

(W.B. Yeats)

Una riflessione “semplice”

Il vero amore non è né fisico né romantico.
Il vero amore è l’accettazione di tutto ciò che è, è stato, sarà e non sarà.
Le persone più felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto,
ma coloro che traggono il meglio da ciò che hanno.
La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta,
ma di come danzare nella pioggia!
(K. Gibran)

gabbiani

L’amore lascia posto alla libertà; non solo le lascia posto, la rafforza.
Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore.
Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.
(Osho)

Educare

educare

Ringrazio equilibristasquilibrato. Parole così semplici e cosi vere.

E un maestro disse:
Parlaci dell’Insegnamento.
E lui disse:
Nessuno può insegnarvi nulla
se non ciò che già sonnecchia nell’albeggiare della vostra conoscenza.
Il maestro che cammina all’ombra del tempio
tra i discepoli non elargisce la sua sapienza,
ma piuttosto la sua fede e il suo amore.
E se davvero è saggio,
non vi invita ad entrare nella dimora del suo sapere,
ma vi guida alla soglia della vostra mente.
L’astronomo può dirvi ciò che sa degli spazi,
ma non può darvi la sua conoscenza.
Il musico può cantarvi la melodia che è nell’aria,
ma non può darvi l’orecchio che fissa il ritmo,
né l’eco che rimanda il suono.
E colui che è esperto nella scienza dei numeri
può descrivervi il mondo del peso e della misura,
ma oltre non può condurvi.
Poiché la visione di un uomo non presta le proprie ali a un altro uomo.
E così come ognuno è solo nella conoscenza di Dio,
ugualmente deve in solitudine conoscere Dio e comprendere la terra.

Khalil Gibran

La fatica di sognare ovvero ho trovato le parole…

altezzasogni

I sogni sono fatti di tanta fatica.
Forse, se cerchiamo di prendere delle scorciatoie,
perdiamo di vista la ragione
per cui abbiamo cominciato a sognare
e alla fine scopriamo
che il sogno non ci appartiene più.
Se ascoltiamo la saggezza del cuore
il tempo infallibile ci farà incontrare il
nostro destino.
Ricorda:
“Quando stai per rinunciare,
quando senti che la vita è stata
troppo dura con te,
ricordati chi sei.
Ricorda il tuo sogno.

(S. Bambarén – “Il delfino”)

I calzini hanno un’ anima?

Io lo trovo simpatico e con un fondo di verità…

calzini

Articolo di Oliver Burkeman tratto da Internazionale

Prima di darvi le ultime notizie sul mondo del decluttering, o cioè l’eliminazione del superfluo, vorrei soffermarmi un attimo a riflettere, con un certo orrore, sul fatto che esiste un “mondo del decluttering”. Lo scherzo peggiore che il capitalismo ci ha fatto è stato quello di convincerci che comprare cose ci avrebbe reso felici. E, se questo non succedesse, che dovremmo comprare libri su come liberarci di quelle cose, o spazi dove immagazzinarle, per fare posto a nuovi acquisti.

È una strana situazione, quindi c’è poco da meravigliarsi se anche i consigli sul decluttering sono piuttosto strani. Questo aggettivo si addice perfettamente all’ultimo libro di Marie Kondo, Il magico potere del riordino. Mettiamola così: Kondo pensa che dovremmo trattare i nostri calzini come persone in miniatura, che quando stanno nel cassetto sono “praticamente in vacanza”.

Lasciate che vi spieghi. Kondo è un’“esperta di pulizie” giapponese. Quando la primavera scorsa il suo libro è arrivato nel Regno Unito ha fatto grande scalpore, e adesso sta per essere pubblicato anche negli Stati Uniti. È chiaramente una fanatica (racconta che da adolescente correva a casa tutta eccitata, impaziente di riordinare la sua stanza) e il risultato è un misto di ottimi consigli e suggerimenti discutibili.

Per esempio, non riesco ad accettare la sua idea di prendere ogni oggetto che possediamo, chiederci: “Mi dà gioia?” e gettarlo via se la risposta è negativa (mentre scrivevo la prima cosa che ho visto alzando gli occhi dallo schermo è stata una scatola di graffette. Non è che mi diano tanta gioia, però mi servono). Uno dei suoi consigli che ho trovato più saggi, invece, è quello di mettere in ordine procedendo per categorie e non per collocazione: non prima la stanza da letto e poi il soggiorno, ma prima i vestiti, poi i libri e così via.

La cosa che colpisce di più è la sua insistenza sul fatto che anche gli oggetti hanno dei sentimenti e meritano di essere trattati come esseri viventi. Si ha la sensazione che Kondo non sia mai sola in casa: il suo mondo è popolato di vestiti che sono più felici quando sono piegati bene e di posate che sono contente di aiutarla a mangiare. È famosa per il suo metodo per piegare le magliette in modo tale da poterle sistemare in piedi nel cassetto, anche perché pensa che impilarle una sull’altra non sia giusto per quelle che rimangono sotto. Dovremmo assegnare un posto a ogni cosa, perché “avete mai pensato come sarebbe destabilizzante vivere senza fissa dimora?”. Occuparsi così degli oggetti “è il modo migliore per invogliarli a esserci utili”. E, certo, li possiamo buttare, ma prima dobbiamo dirgli addio come si deve.

Lo so, è assurdo. Ma se questo è pensiero magico, non si tratta forse dello stesso pensiero magico che pervade l’economia? Tantissime pubblicità ci spingono a considerare gli oggetti e le marche come qualcosa che ci gratifica quanto il rapporto con un essere umano. Ci prendiamo gioco dei popoli primitivi perché pensano che gli alberi abbiano un’anima, e poi insultiamo il navigatore satellitare e chiediamo al nostro cellulare di organizzarci una riunione. Accumulare senza mai gettare via nulla, sostiene qualcuno, è un modo per cercare negli oggetti la sicurezza che non troviamo negli esseri umani.

Forse dovremmo smettere di trattare le cose come persone. Ma fino a quando non ci riusciremo non sarebbe meglio rispettarle, come fa Kondo, invece di desiderarle ardentemente per poi gettarle via quando non ci emozionano più? Se lo facessimo con le persone saremmo considerati esseri spregevoli. Almeno così la penso io. E dopo aver consultato i miei calzini, sono lieto di comunicarvi che anche loro sono d’accordo.

(Traduzione di Bruna Tortorella)

Arcano XI (La Force)

la forza

L’ho “tirata” di nuovo… e siamo punto a capo al risveglio del Maestro Interiore, del Sé e della Forza che sottomette tutte le altre.

E’ un girotondo tra cambiamenti drastici e rinascita.

Il regno del Padre è come un mercante che ricevette un carico di mercanzia e vi trovò una perla. Il mercante fu accorto; vendette la mercanzia e si tenne solo la perla. Così anche voi, cercate il tesoro che è eterno, che resta, dove nessuna tarma viene a rodere e nessun verme guasta.

(Vangelo di San Tommaso)

Un ballo, una musica interiore, una sinfonia di note che guida le giornate.

Nel mio grembo si uniscono un diavolo e un angelo, formando un vortice. Come un albero distendo i rami verso il cielo ma nello stesso tempo affondo con forza le radici nella terra. Sono una scala su cui l’energia sale e scende contemporaneamente. Niente mi spaventa. Sono l’inizio della Creazione.

L’illusione

schiuma

Dio ha fatto in modo che l’illusione sembri reale

e il reale un’illusione.

Ha nascosto il mare ed ha reso visibile la schiuma;

ha nascosto il vento e manifesta la polvere.

Tu vedi la polvere turbinare,

ma come potrebbe sollevarsi da sola?

Tu vedi la schiuma ma non l’oceano.

Perciò invocalo con le azioni, non con le parole,

perché le azioni sono reali

e ti daranno la salvezza nella vita a venire.

(Rumi)

Nuvole e…

sensovita2

Quindi?

Last day… ha piovuto tutta notte, fa freddo ed è nuvolo.

Volevo mettere la gonna e invece no… mi è toccato il pantalone, che mi cade. Per uno strano gioco del destino son dimagrita, non mi lamento. Meglio, molto meglio che non riuscire ad allacciarlo, il pantalone… never mind.

Le scarpe che volevo son fradice da ieri sera visto che sono entrata in casa ma avrei potuto essere uscita dalla vasca dei delfini dell’Acquario di Genova… mi servono ballerine blu: i piedi han bisogno di tregua… trovate… ma son strane. Mi sembra quasi di non riuscire a camminare… Never mind.

Caffè e tavolino… mannaggia, “the ticket”. Già, ho smarrito l’abbonamento. Questo mese l’annuale mi sarebbe costato meno… never mind.

No, venti euri l’erogatice automatica di biglietti (sigh) non li vuole… No money no ticket… clandestina viaggero… controllore chiedo pietà e saltero il tornello appiccicandomi alla coda di pendolari disperati e se mi “beccano” piangero… never mind…

Cade l’occhio sulla scarpa: la suola si è staccata… mannaggialochetta ecco cos’era e perché erano li sperse in attesa di assistenza… e ora? Accatta le scarpe di riserva dalla borsa, Mary Poppins… te le cambi e vai… ringrazia l’intuizione… never mind.

Niente ombrello come sempre. Detesto gli ombrelli, la pioggia, il freddo, l’oscurità. Confido in quello squarcio d’azzurro là in fondo che rischiara le montagne. Pioverà o non pioverà? Never mind.

Musica, ora ho bisogno di perdermi in un po’ di musica… nulla… ho lasciato a casa gli auricolari e quelli di scorta sono in una delle altre borse. No music… never mind.

Never mind, never mind… ce la posso fare.

Io vivo fra le nuvole.

La realtà non è per me.

La gente dice che devo scendere.

Che le nuvole non sono un

luogo per diventare adulti.

Io sorrido loro.

Forse un giorno, dico forse un

giorno qualcuno verrà

verso il basso.

Ma io mai.

La realtà non è per me.

Io resterò qui.

La vista è abbastanza mozzafiato.

(I. Alioui)

Diciamo che oggi è così. Le parole ballano in testa, la musica suona e io seguo il ritmo delle cose serena… never mind.