Le Monde

Io lo so

che ci sei.

E che non molli mai.

Perché quelli come noi

Non fanno la guerra.

Semplicemente r-esistono.

Nella magia di una perenne trasformazione.

sorrisosorriso

Le Monde”  XXI arcano

Sono il fiore effimero che nasce costantemente dall’abisso; rappresento la materializzazione di tutti i sogni, l’anima senza la quale il mondo non è mondo ma un deserto sterile, la fine della speranza. Sono la meta di tutte le strade. Gioia ineffabile.

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Favola della buonanotte

emoticon tre

“La rana e il bue”

Una voltà una rana vide un bue in un prato. Presa dall’invidia per quell’imponenza prese a gonfiare la sua pelle rugosa. Chiese poi ai suoi piccoli se era diventata più grande del bue. Essi risposero di no. Subito riprese a gonfiarsi con maggiore sforzo e di nuovo chiese chi fosse più grande.

Quelli risposero: “Il bue”.

Sdegnata, volendo gonfiarsi sempre di più, scoppiò e morì.

Quando gli uomini piccoli vogliono imitare i grandi, finiscono male.

(by Fedro)

Mi sembrava giusto chiudere una giornata intensa, faticosa, lunga ma magica con il sorriso sulle labbra.

Anzi con un bellissima risata all’idea di una rana che scoppia.

Always smile. Buonanotte.

Sarvesham Svastir Bhavatu

Splendido 🙂

La Notte degli Spiriti

tina-turner

Om Sarvesham Svastir Bhavatu è un bellissimo mantra di origine induista per la pace e l’armonia di tutti gli esseri senzienti .

Om Om Om

Sarvesham Svastir Bhavatu
Sarvesham Shantir Bhavatu
Sarvesham Poornam Bhavatu
Sarvesham Mangalam Bhavatu
Om, Shanti, Shanti, Shanti

la traduzione è più o meno questa:

Om Om Om
Possa il benessere essere su tutti
Possa la pace essere su tutti
Possa 
l’integrità e la tranquillità essere su tutti
Possa la felicità e la prosperità essere su tutti
Om Pace, Pace, Pace

Davvero bellissimo!

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Blues

blues

Blues

Parte delle stelle mattutine

La luna e la posta

L’insaziabile X, il dolore delirante,

– la luna Sittle La Pottle, teh, teh, teh, –

I poeti in vecchie stanze gufose

che scrivono curvi parole

sanno che le parole furono inventate

perché il nulla era nulla

Usando le parole, usate le parole,

le X e gli spazi vuoti

E la pagina bianca dell’Imperatore

E l’ultimo dei Tori

Prima che la primavera si metta in moto

Sono una montagna di nulla

di cui volenti o nolenti disponiamo

Così di notte contratteremo

nel mercato delle parole.

(J. Kerouac)

Perfezione

Grazie a gecolife che con il suo post “Ti leggo nel pensiero”

mi ha fornito l’ ispirazione.

abitudine

L’abitudine è la più infame delle malattie perché ci fa accettare qualsiasi disgrazia, qualsiasi dolore, qualsiasi morte. Per abitudine si vive accanto a persone odiose, si impara a portare le catene, a subire ingiustizie, a soffrire, ci si rassegna al dolore, alla solitudine, a tutto.

L’abitudine è il più spietato dei veleni perché entra in noi lentamente, silenziosamente e cresce poco a poco nutrendosi della nostra inconsapevolezza.

E quando scopriamo di averla addosso, ogni gesto s’è condizionato, non esiste più medicina che possa guarirci.

(O. Fallaci)

E’ preferibile godere di una vita ignorante (cioè propria di chi manca di sufficiente conoscenza) ma felice, oppure adoperarsi sempre per essere consapevoli di ciò che facciamo e di ciò che ci circonda, ben sapendo che il rischio è la sofferenza?

La vita è fatta di storie. E senza storie non c’è trama, non c’è comprensione, non c’è arte, non c’è carattere: soltanto abitudini, avvenimenti che scorrono davanti agli occhi di un osservatore ozioso, una vita che nessuno legge, una vita perduta nel viverla.

(J. Hillman)

Lasciar trascorrere le nostre giornate in balia di abitudini confortanti oppure cercare di migliorarci e migliorare il nostro mondo attraverso la sfida e la ricerca, ben sapendo che la perfezione non è umana?

Qual’ è la ragione profonda di ogni dolore se non servire da stimolo per spronarci all’attività. Tale è particolarmente anche la ragione di quel dolore che ci coglie alla vista dell’imperfezione, della corruzione e della miseria morale del nostro prossimo. Chi non sente quel dolore e quell’amara indignazione è un uomo volgare. Chi lo sente deve cercare di liberarsene, impiegando tutte le proprie forze per migliorare tutto intorno a sé e nella sua sfera d’azione, per quanto egli può.

(J. Gottlieb Fitche)

Non lo so… ma io preferisco conoscere, sempre e nonostante tutto. Preferisco una realtà spiacevole ad una menzogna ingannatrice. Preferisco essere consapevole delle imperfezioni della mia vita ben sapendo che è in mio potere trasformarle in opportunità. Preferisco accettare i limiti e le criticità del mio essere, vigilando in modo tale da saper sfruttare le opportunità che sempre la vita presenta.

Perché sotto il velo dell’ apparenza si cela sempre ciò di cui abbiamo bisogno.

E, se poi il mio cervello, attraverso la produzione di dopamina, mi consente lenire la sofferenza e aiutare a superare i dolori ben venga…

Questo vuol dire che la natura è perfetta mentre io sono solo perfettibile?

La perfezione dell’uomo consiste proprio nello scoprire le proprie imperfezioni.

(Sant’Agostino)

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Una donna non é ciò che indossa

Fondamento di tutti i pregiudizi è la rigidezza, e il pregiudizio è un giudizio dato a priori che si basa meno sull’odio o il disprezzo per certe persone, idee o attività, che sul fatto che è più facile e più sicuro stare sul conosciuto, o con quelli che sono come noi.

(W. Dyer – autore e psicologoco)

Solo colui che ha abbandonato ogni credo si trova sul sentiero della verità. Altrimenti chi ha pregiudizi ed un credo stabilito non può rivendicare alcuna verità. I credo sono una creazione della mente dell’uomo. la verità non conosce scissioni. pertanto colui che è libero da pregiudizi, imparziale, diviene il detentore del vero, e ne è il padrone.

(Osho)

Meditate gente, meditate…

Una donna non è ciò che indossa.

Una campagna provocatoria vuole rovesciare lo stereotipo per cui una donna va giudicata in base a quello che indossa

di Fernanda Pesce Blazquez (Tratto da “The International Post”)

La campagna pubblicitaria Don’t measure a woman’s worth by her clothes (Non misurare il valore di una donna dai suoi vestiti) è stata realizzata da Terre de Femmes, un’organizzazione tedesca per i diritti delle donne che si batte per la sensibilizzazione alla parità tra i sessi in ogni aspetto della vita.

indossare

Per alcuni, il giudizio su una donna si basa spesso su quello che indossa. La campagna vuole rovesciare questo stereotipo e pone un immaginario righello su un corpo femminile dove, al posto dei centimetri, compaiono le etichette che talvolta sono rivolte alle donne in base alla lunghezza della loro gonna, della loro scollatura o all’altezza dei loro tacchi.

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I manifesti sono stati disegnati da Theresa Wlokka e dagli studenti della Miami Ad School di Amburgo.

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E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.

(A. Einstein)

Come se fosse la prima volta

Ci sono mattine, come questa, che sono “magiche”.

Assolutamente pervase di magia.

La magia che è dentro di noi e nei nostri occhi.

La magia che cambia il nostro modo di vedere.

La magia che, come per incanto, tutto trasforma…

magia

Ogni secondo di vita è un regalo sublime.

(A. Jodorowsky)

magia 2

“Come se fosse la prima volta”

Voglio credere che guarderò a ciascuno dei giorni come se fosse la prima volta. Che vedrò le persone che mi circondano con sorpresa e stupore, felice di scoprire che sono lí accanto a me a condividere qualcosa che si chiama amore, di cui si parla molto, ma del quale si capisce ben poco.

Salirò sul primo autobus che passa senza domandare in quale direzione sta andando, e scenderò appena vedrò qualcosa che attiri la mia attenzione. Passerò accanto a un mendicante che mi chiederà un’elemosina. Forse gliela darò, o forse penserò che la spenderà per bere e tirerò avanti – udendo i suoi insulti e comprendendo che questo è il suo modo di comunicare con me. Passerò accanto a qualcuno che sta tentando di distruggere una cabina telefonica. Forse cercherò di impedirglielo, o forse comprenderò che lo sta facendo perché non ha nessuno con cui parlare all’altro capo del filo e cerca cosí di fugare la solitudine.

Guarderò tutto e tutti come se fosse la prima volta – soprattutto le piccole cose, alle quali mi sono ormai abituato, dimenticando la magia che mi circonda. I tasti del mio computer, per esempio, che si muovono con una energia che io non comprendo. Quella pagina che compare sullo schermo e che da tempo non si manifesta in maniera fisica, benché io sia convinto che sto scrivendo su un foglio bianco, dove è facile correggere solo premendo un tasto. Accanto allo schermo del computer si accumulano dei fogli che non ho la pazienza di riordinare, ma se penserò che essi nascondono delle novità, tutte queste carte, questi appunti, questi ritagli, queste ricevute acquisteranno una vita propria e avranno tante storie curiose – del passato e del futuro – da raccontarmi. Tante cose nel mondo, tanti cammini percorsi, tante entrate e uscite dalla mia vita.

Indosserò una camicia che sono solito usare sempre, ma per la prima volta presterò attenzione alla sua etichetta, a come è stata cucita, e cercherò di immaginare le mani che l’hanno disegnata e le macchine che hanno trasformato quel disegno in qualcosa di materiale, di visibile.

E persino le cose alle quali sono abituato – come l’arco e le frecce, la tazzina del caffè, gli stivali che si sono trasformati in un’estensione dei miei piedi dopo tanto uso – si rivestiranno del mistero della scoperta. Che tutto ciò che la mia mano toccherà, che i miei occhi vedranno, che la mia bocca proverà sia diverso ora, anche se per molti anni è stato uguale. Così, tutto ciò cesserà di essere una natura morta e comincerà a trasmettermi il segreto di aver trascorso con me tanto tempo e manifesterà il miracolo di un nuovo incontro con certe emozioni che si erano ormai logorate con la routine.

Voglio guardare per la prima volta il sole, se domani ci sarà il sole; il cielo nuvoloso, se domani sarà nuvoloso. Al di sopra del mio capo esiste un cielo per il quale l’umanità intera, nel corso di migliaia di anni di osservazione, ha già dato una serie di spiegazioni ragionevoli. Dimenticherò, dunque, tutte le cose che ho appreso sulle stelle, ed esse si trasformeranno di nuovo in angeli, o in bambini, o in qualsiasi altra cosa in cui io abbia il desiderio di credere in quel momento.

A poco a poco, il tempo e la vita hanno reso tutto perfettamente comprensibile – ma io ho bisogno del mistero, del tuono che è la voce di un dio arrabbiato, e non una semplice scarica elettrica che provoca vibrazioni nell’atmosfera. Io voglio di nuovo colmare la mia vita con la fantasia, perché un dio irato è molto più intrigante, terrificante e interessante di un fenomeno fisico.

E, infine, che io guardi a me stesso come se per la prima volta mi trovassi in contatto con il mio corpo e la mia anima. Che io guardi questa persona che cammina, che sente, che parla come qualsiasi altra, che io sia affascinato dai suoi gesti più semplici, come conversare con il postino, contemplare la moglie che gli dorme accanto, domandandosi che cosa mai starà sognando.

E così rimarrò quello che sono e che amo essere, una sorpresa continua per me stesso. Questo io che non è stato educato né da mio padre né da mia madre né dalla mia scuola, ma da tutto ciò che ho vissuto fino a oggi, che tutt’a un tratto ho dimenticato e che di nuovo sto scoprendo oggi.

(P. Coelho)

Milano, poesia di una mattina

Vento brillante

e luce cristallina:

cielo splendente.

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Il poeta ci tende la mano per condurci oltre l’ultimo orizzonte, oltre la cima della piramide, in quella terra che si estende oltre il vero e il falso, oltre la vita e la morte, oltre lo spazio e il tempo, oltre la ragione e la fantasia, oltre lo spirito e la materia.

(A. Jodorowsky)