Osho & l’Autenticità

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.

(L. Pirandello)

Non ho mai sopportato la sufficienza dei fiori finti, che restano belli per sempre e proprio per questo non sono belli mai.

(G. Faletti)

alfredo

Cosa c’è di peggio di un persona “non autentica”, laddove per autenticità si intende ciò che non è falso o falsificato e che può dimostrarsi o imporsi come vero?

Cosa c’è di peggio di una persona che, come derivato dall’ etimo della parola, non ha autorità su se stesso ?

Cosa c’è di peggio di una persona che si relaziona con noi utilizzando una maschera utile a mostrarsi per ciò che vorrebbe essere invece di ciò che realmente è nel suo animo?

Il vero uomo è colui che ha trovato qualcosa di più grande di sé per cui vivere, ma che, proprio per questo, acquisisce un timbro personale inconfondibile. Si consegna a qualcosa di più grande. (V. Mancuso)

Credo che ciò si possa definire anche “personalità”. Mi sono rivolta ad Osho…

Veridicità significa autenticità, essere veri, non essere falsi, non usare maschere. Quale che sia il tuo volto reale, lo mostri… e a qualunque prezzo.

Ricorda, non vuol dire che devi smascherare gli altri. Se sono contenti delle loro bugie, bene, è una loro scelta. Non metterti a smascherare nessuno, perché è questo che la gente pensa. Pensa di dover essere sincera, autentica, e che questo significhi che deve andare a mettere a nudo gli altri.

Ma non è così, ciò che ti devi ricordare è di essere sincero con te stesso. Non c’è bisogno di te per riformare tutti gli altri a questo mondo. Se cresci tu, è sufficiente. Non fare il riformatore, non cercare di dare lezioni agli altri o di cambiarli. Se cambi tu, quello è un messaggio sufficiente. Essere autentici vuol dire rimanere fedeli al proprio essere.

Ma come farlo? Ci sono tre cose da ricordare.

Una, ascolta sempre la tua voce interiore, ascolta ciò che tu vorresti essere.

Non ascoltare mai nessuno quando ti dice cos’è bene per te, altrimenti sprecherai la tua vita. Tua madre vuole che diventi un ingegnere, tuo padre un dottore e tu vuoi essere un poeta. Cosa puoi fare? Certo tua madre ha ragione, perché dal punto di vista finanziario è meglio essere un ingegnere. Anche tuo padre ha ragione: essere un dottore ha un buon valore di mercato. Un poeta? Sei diventato matto? I poeti sono persone maledette, nessuno li vuole. Non c’è nessun bisogno di loro; il mondo può esistere anche senza poesia. Il mondo non può esistere senza ingegneri, e se c’è bisogno di te hai più valore; se non servi, non hai nessun valore. Ma se vuoi essere un poeta, sii un poeta. Magari dovrai mendicare. Bene! Magari non diventerai ricco. Non preoccuparti, perché puoi diventare un grande ingegnere e guadagnare tanti soldi, ma non ti sentirai mai realizzato. Ti resterà comunque un desiderio profondo, il tuo essere interiore bramerà essere un poeta. Ricorda, sii fedele alla tua voce interiore. Può condurti nei pericoli, eppure devi rimanerle fedele perché allora c’è la possibilità che un giorno arriverai alla condizione di danzare e celebrare la tua realizzazione interiore. Guarda sempre qual è la prima cosa per il tuo essere, la più importante, e non permettere agli altri di manipolarti e di controllarti. Sono tanti: tutti sono pronti a controllarti, a cambiarti, a darti un’indicazione che non hai nemmeno chiesto. Tutti ti vogliono dare una guida per la tua vita. Ma la guida esiste dentro di te; solo tu conosci la formula. Essere autentici vuol dire essere fedeli a se stessi. È un fenomeno molto pericoloso; solo rari individui ci riescono. Ma, se ci riescono, si realizzano. Arrivano a una bellezza, a una grazia e soddisfazione che tu non puoi nemmeno immaginare. Se tutti hanno un’aria frustrata è perché nessuno ha dato ascolto alla sua voce interiore. Ascolta sempre la tua voce interiore e nient’altro. Sarai circondato da mille tentazioni, perché ci sono tante persone che vogliono vendere le loro merci. Il mondo è un supermercato, e tutti vogliono vendere le loro cose; sono tutti dei venditori. Ma se dai ascolto a tutti questi venditori diventerai matto. Non ascoltare nessuno; chiudi gli occhi e ascolta la tua voce interiore. Questo è proprio il senso della meditazione: ascoltare la voce interiore.

Questa è la prima cosa.

E poi la seconda – solo se hai fatto la prima puoi fare la seconda – non metterti mai una maschera.

Se sei arrabbiato, sii arrabbiato. È rischioso, ma non metterti a sorridere, perché allora il tuo sorriso è falso, solo una maschera… un esercizio delle labbra, e nient’altro. Il cuore è pieno di rabbia, di veleno, e le labbra sorridono; diventi un fenomeno falso. Quando vuoi essere arrabbiato, sii arrabbiato. Non c’è nulla di male nell’essere arrabbiati. Se vuoi ridere, ridi. Non c’è nulla di male nel ridere forte. Pian piano vedrai che il tuo sistema ricomincia a funzionare. E quando questo accade, sentirai un suono armonioso, proprio come una macchina il cui motore, quando tutto funziona bene, fa questo rumore armonioso. Il guidatore che ama la sua macchina sa che ora tutto funziona bene, che c’è un’unità organica – il meccanismo funziona perfettamente. Anche in una persona puoi notare quando il meccanismo funziona bene, sentirai questo suono armonioso intorno a lei. Cammina, e il suo passo è una danza. Parla, e le sue parole portano con sé una sottile poesia. Ti guarda, e ti guarda veramente; non è tiepida, è calda. Quando ti tocca, ti tocca veramente. Puoi sentire la sua energia che arriva nel tuo corpo, una corrente di vita che ti viene passata… perché il suo meccanismo funziona bene.

La seconda cosa è: non usare maschere. Sii vero, qualunque ne sia il prezzo.

La terza cosa sull’autenticità: rimani sempre nel presente, perché tutto ciò che è falso arriva o dal passato o dal futuro. Ciò che è stato è stato, non preoccupartene. Non portartelo dietro come un fardello, altrimenti non ti permetterà di essere autentico nel presente. Tutto ciò che non è ancora stato, non è ancora stato. Non preoccuparti del futuro, altrimenti si insinuerà nel presente, distruggendolo. Sii vero rispetto al presente, e sarai autentico.

Essere qui e ora vuol dire essere autentici. Né passato, né futuro: questo momento è tutto, è tutta l’eternità.

Con queste tre cose arrivi a ciò che Patanjali chiama veridicità. Allora tutto ciò che dici è vero. Normalmente pensi di dover fare uno sforzo per dire la verità. Io non dico questo, io dico che quando crei l’autenticità, tutto ciò che dici sarà vero. Una persona autentica non può mentire, tutto ciò che dice sarà vero. Quindi non ti dico: “Di’ la verità”.

Ti dico: “Sii autentico e tutto ciò che dici sarà vero“.

Il segreto per essere autentici è dunque non mentire, innanzitutto a sé stessi, cercando di essere ciò che non si è o non si potrà mai essere.

È corrispondere la natura del nostro vero Sé con le nostre azioni, quelle che quotidianamente compiamo. Senza bisogno di essere tronfi o falsi.

È vivere nella verità. E il suo contrario.

Forse non riusciremo ad essere grandi uomini ma almeno ci avremo provato.

Ho lottato e molto: credetti di poter vincere, ma alle membra venne negata la forza dell’animo, e la sorte e la natura repressero lo studio e gli sforzi. Per quel che mi riguarda ho fatto tutto il possibile; non aver temuto la morte, non aver ceduto con fermo viso a nessun simile, aver preferito una morte animo sa a un’imballo vita.

(G. Bruno)

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Il mare é tutto azzurro

mare

Il mare è tutto azzurro

il mare è tutto calmo

nel cuore è quasi un urlo

di gioia. E tutto è calmo.

(S. Penna)

Ogni giorno della nostra vita

La parola “miracolo” deriva dal latino mirari, “meravigliarsi, stupirsi, ammirare”, più tardi “contemplare” e infine “guardare”.

E sono proprio le tappe che si susseguono quando si procede nel riconoscimento del miracolo.

(…) Nella realtà piena di sicurezze che noi abbiamo concepito, si aprono brecce misteriose, inspiegabili per la nostra logica… Quando si acquista l’ umiltà di ammettere che non conosciamo la natura reale del cosmo, e quindi di noi stessi, rimiriamo il miracolo dell’ esistenza.

(…) Se pensiamo che un miracolo sia utile non soltanto per un individuo ma anche per gli altri, se finalmente accettiamo l’idea  che questa vita amorosa ci unisca alla totalità degli esseri, arriveremo alla consapevolezza che il miracolo siamo noi.

Ciascuno di noi è un mago e non lo sa.

(A. Jodorowsky)

immensità3

L’altezza è profondità, l’abisso è luce inaccesa, la tenebra è chiarezza, il magno è parvo, il confuso è distinto, la lite è amicizia, il dividuo è individuo, l’atomo è immenso.

(G. Bruno)

“Medicina per l’anima” (iscrizione sopra la porta della Biblioteca di Tebe)

I libri, loro non ti abbandonano mai. Tu sicuramente li abbandoni di tanto in tanto, i libri, magari li tradisci anche, loro invece non ti voltano mai le spalle: nel più completo silenzio e con immensa umiltà, loro ti aspettano sullo scaffale. (A. Oz) bibliotecaBiblioteche che non ti aspetti

(tratto da The Post Internazionale)

Dalle gobbe dei cammelli in Kenya agli asini della Colombia.

(…) Sono dappertutto ma non te le aspetteresti mai. Dalle spiagge australiane alle gobbe dei cammelli in Kenya: ecco alcune tra le biblioteche più peculiari al mondo.

Nel 1990, Luis Soriano, maestro di una scuola elementare in Colombia, decise di impiegare i suoi due asini per realizzare il suo progetto: la Biblioburro, una biblioteca itinerante per bambini.

Nel 1985, il Kenia Natinal Library Service diede invece vita all’iniziativa che prevede, ancora oggi, una biblioteca posta sulle gobbe di nove cammelli. I librai attraversano il deserto sulla carovana per raggiungere le comunità di nomadi e le scuole in aree rurali che, altrimenti, avrebbero un difficile accesso alla lettura.

A Tel-Aviv, in Israele, la biblioteca Garden Library vanta una collezione in quindici lingue diverse. Nacque all’aria aperta, per dare ai rifugiati e agli immigrati l’opportunità di curiosare tra i suoi scaffali. Questa biblioteca porta con sé una lunga storia legata alle emozioni. Le copertine dei libri vengono continuamente cambiate in base alla reazione che l’ultimo lettore ha avuto dopo aver terminato il libro.

Noia, gioia, divertimento e stranezza sono alcune tra le emozioni catalogate per colori.

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Non leggete, come fanno i bambini, per divertirvi, o, come fanno gli ambiziosi per istruirvi. No, leggete per vivere. (G. Flaubert)

Una curiosità.

Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry è il libro più tradotto della storia, se si escludono i testi di carattere religioso, con 253 traduzioni.

Seguono “Pinocchio” (240) e “Alice nel paese delle meraviglie” (174).

http://www.internazionale.it/notizie/2015/04/01/classifica-libri-piu-tradotti-mondo

Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra siano così belle!

(A. de Saint-Exupéry – Il piccolo principe)