The sound of silence

Forse il silenzio

altro non è

che rumore

che l’universo fa

mentre ci avvolge

e ci culla

nella sua immensità.

“Il silenzio”

Io mi unisco al silenzio

io mi sono unita al silenzio

e mi lascio fare

e mi lascio bere

e mi lascio dire.

(A. Pizarnik)

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Il consumo critico

Telescopio. Strumento che sta all’occhio come il telefono sta all’orecchio, e che permette a oggetti remoti di infastidirci con un quantità eccessiva di dettagli inutili ed irrilevanti. Ma almeno non ha, come il telefono, un campanello che suona per convocare le vittime al sacrificio.

(A. Bierce)

In realtà avevo intenzione di fare un post “animalista” in difesa di tutti quegli agnelli che verranno immolati per santificare la Pasqua; avrei chiesto a chi mi avesse letto di unirsi a Animal Equity nella campagna #SalvaUnAgnello su http://www.salvaunagnello.com, in forza di ragioni “ragionevoli” e convinte di rispetto e consumo intelligente.

Perché non è intelligente e rispettosa e umana una mattanza di animali operata con modalità così, appunto, irrispettose e disumane. Non mi dilungo. Chi vuole si informi. Io sono sdegnata, da sempre, rispetto a queste abitudini. Bisogna essere consapevoli.

Poi invece la lentezza di oggi, che niente di più non è che febbre alta.

E allora ho silenziato il cellulare e la mia vita per evitare che il suono del dispositivo mi perforasse il cervello e rompesse la lenta calma nella quale ho bisogno di curare il mio virus.

La forza decisiva per costruire dal basso un benessere equo e sostenibile sarà il “voto col portafoglio”. Ovvero la sempre maggiore consapevolezza dei cittadini che le loro scelte di consumo e risparmio sono la principale urna elettorale che hanno a disposizione.

(L. Becchetti – economista)

Mi sono detta: “consumiamo criticamente” l’uso dei nostri cellulari.

E lo dico a me stessa innanzitutto.

Anche se whatsapp è gratis forse gli auguri di Buona Pasqua è meglio farli a voce con un abbraccio dove si può.

Silenziamo o spegniamo i nostri dispositivi durante il pranzo di Pasqua e a pasquetta facciamoci il pic nic portandoci un libro.

Nessuno morirà e i colossi della telefonia sapranno di non poter “godere” di un gregge di pecore immolate per i loro interessi.

Allora, lungi dal voler essere dissacrante, vedetevi questo fantastico video su YouTube (http://youtu.be/n9sVS6jto0) che non vuole offendere nessuno ma solo far funzionare gli ingranaggi del cervello.

Buona Pasqua.

Senza fretta ovvero forse ce la posso fare

Alla fine ce l’hai fatta…

Muoviti con calma. Assapora la vita.

tempo

“Mi fermo un momento a guardare”

Non correre. Fermati. E guarda.

guarda con un solo colpo dell’occhio

la formica vicino alla ruota dell’auto veloce

che trascina adagio adagio un chicco di pane

e così cura paziente il suo inverno.

Guarda. Fermati. Non correre.

Tira il freno alza il pedale

abbassa la serranda dell’inferno.

Guarda nel campo fra il grano

lento e bianco il fumo di un camino

con la vecchia casa vicina al grande noce.

Non correre veloce. Guarda ancora.

Almeno per un momento.

Guarda il bambino che passa tenendo la madre per mano

il colore dei muri delle case

le nuvole in un cielo solitario e saggio

le ragazze che transitano in un raggio di sole

il volto con le vene di mille anni

di una donna o di un uomo venuti come Ulisse dal mare.

Fermati. Per un momento. Prima di andare.

Ascoltiamo le grida d’amore

o le grida d’aiuto

il tempo trascinato nella polvere del mondo

se ti fermi ed ascolti non sarai mai perduto.

(R. Roversi)

Senza fretta

È tutto rallentato.

Dovrei andare a fare i miei sette chilometri ma sono ancora a letto.

Ho un po’ di mal di testa.

Il gatto acciambellato sembra dire “rilassati, dormiamo… anzi sonnecchiamo”.

È una di quelle giornate “da passeggio nella vita” dove cammini lentamente e semplicemente osservi che tutto scorre, che qualcosa cambia, che altro passa e che ci sono cose che restano.

Naturalmente.

Senza fretta.

Forse è l’emicrania che ti rende più sensibile e lenta, trattiene l’energia.

E ti accorgi di rumori che non sentiresti: le auto di sottofondo, il gatto che si fa le unghie, il cane nel parco che abbaia, il cuculo sull’ albero del giardino.

E soprattutto ascolti il rumore del silenzio che ovatta tutti gli altri.

È tardi ma non importa, allora ti porti le coperte sopra la testa e sonnecchi ancora persa nel flusso del tempo che non è prima e neanche dopo.

Solo ora. Qui. Lentamente.

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