Sprecare La vita

Voglio essere buona e dedicare ad Avvocatolo questa poesia, ringraziandolo per avermi fatto compagnia virtuale e risate sincere nel mio dolore. A buon rendere…. hihihi 😛

Lamentele infime e trivali,

costantemente ripetute,

possono far ammattire un santo,

per tacere di un bravo ragazzo

quale questi (me)

e il peggio è che chi

si lamenta

nemmeno si accorge di farlo

a meno che non glielo dici

e perfino se glielo dici

non ci crede.

e così non si conclude

niente

ed è solo un altro giorno

sprecato,

preso a calci,

mutilato

mentre il Buddha

siede nell’angolo

e sorride.

(C. Bukowski)

allucinogeno

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Come si cambia…

Sii come la fonte che trabocca e non come la cisterna che racchiude sempre la stessa acqua.

(P. Coelho)

Ho deciso di cambiare l’immagine del blog.

All’inizio di quest’avventura  inneggiavo, ridendo, al miracolo se avessi trovato l’uomo della mia vita. Poi ho deciso di “sbattermene” perché le cose importanti erano altre.

Insomma…, ridere di questa “cosa” non mi faceva più ridere… mi annoiava e stop.

Sono poi passata al valore della pazienza e di un “atteggiamento zen” che, per chi come me è abituato a vivere col piede sul boost, riusciva un po’ difficile.

Ora invece sto imparando a godere della lentezza e del lasciar andare.

Ma, siccome la vita è trasformazione, eccomi alla terza “muta”.

Perché due piedini che si muovono in bilico sul filo spinato, uno dietro l’altro?

Da una parte vuole essere un omaggio ad un caro Amico: lui stava in equilibrio su una fune mentre io ci ho aggiunto il brivido del filo spinato.

Dall’altra parte vuole significare che la vita è bella, bellissima anche se è difficile mettere i piedi al sicuro tra i tanti pericoli che ci insidiano e rischiano di farci cadere o di pungerci facendoci male.

Il nostro è un equilibrio difficile e precario ma è bello così, perché vestiamo un paio di pantaloni con i fiori e non abbiamo bisogno di certezze.

Ci limitiamo a mettere un piede dietro l’altro, lungo il nostro filo. E a far attenzione di mantenere l’equilibrio per non cadere.

assenza 3

Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l’abitudine e la possibilità di esercitare la propria intelligenza. Lentamente tutto si chiude, si indurisce è si atrofizza come un muscolo.

(A. Camus)

Quella che il bruco chiama la fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.

(Lao Tse)

Poesie sul cuscino – 5 aprile

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“L’amicizia”

Il vostro amico è il vostro bisogno saziato.

È il campo che seminate con amore e mietere con

riconoscenza.

È la vostra mensa e il vostro focolare.

Poiché, affamati, vi rifugiate in lui e lo ricercate per la vostra

pace.

Quando l’amico vi confida il suo pensiero,

non negategli la vostra approvazione, né abbiate paura di

contraddirlo.

E quando tace, il vostro cuore non smetta di ascoltare il suo

cuore:

nell’amicizia ogni pensiero, ogni desiderio, ogni attesa

nasce in silenzio e viene condiviso con inesprimibile gioia.

Quando vi separate dall’amico non rattristatevi:

la sua assenza può chiarire ciò che in lui più amate,

come allo scalatore la montagna è più chiara dalla pianura.

E non vi sia nell’amicizia altro scopo che l’approfondimento

dello spirito.

Poiché l’amore che non cerca in tutti i modi lo schiudersi del

proprio mistero

non è amore,

ma una rete lanciata in avanti e che afferra solo ciò che è

vano.

E il meglio di voi sia per l’amico vostro.

Se lui dovrà conoscere il riflusso della vostra marea,

fate che ne conosca anche la piena.

Quale amico è il vostro, per cercarlo nelle ore di morte?

Cercatelo sempre nella ore di vita.

Poiché lui può colmare ogni vostro bisogno, ma non il vostro

vuoto.

E condividete i piaceri sorridendo nella dolcezza dell’amicizia.

Poiché nella rugiada delle piccole cose

il cuore ritrova il suo mattino e si ristora.

(K. Gibran)

Ed è poesia… le Toille e la Lune

In ogni attimo, non abbandono mai il presente. Nulla può incatenarami, né passato né futuro. (…) Mi lascio attraversare da tutti i misteri.

Mi chiedete di spiegarmi, ma sono talmente lontana dalle parole, dalla logica, dal pensiero discorsivo, dall’intelletto… (…) Al di là dell’Inconscio sono la creazione stessa. Sfuggo a qualsiasi definizione.

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Sono qui mondo

al mio posto rifletto:

luce danima

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La rana & lo scorpione

Una rana stava serenamente sguazzando in un fiume quando ad una sponda si avvicinò uno scorpione. “Devo passare dall’altra parte” disse “ma non so come fare, io non so nuotare e se provo affoghero. Tu potresti aiutarmi trasportandomi sul tuo dorso, te ne sarei molto grato”. La rana perplessa rispose: “Ma se io ti lascio salire sul mio dorso tu potresti pungermi ed uccidermi”. Lo scorpione rassicuro la rana: “Non ti preoccupare, perché dovrei farlo, se ti pungessi morirei anch’io perché affogheremmo entrambi nel fondo”. La rana si sentì rassicurata dalle spiegazioni dello scorpione e lo fece salire. Quando furono a metà del fiume, lo scorpione punse la rana. La rana stupita dal gesto dello scorpione mentre stava affondando insieme a lui trovo la forza per chiedergli: “Ma perché l’hai fatto adesso moriremo entrambi?” Lo scorpione rispose: “Non ho potuto farne a meno, questa è la mia natura”.

Non dobbiamo vergognarci di essere quello che siamo e non quello che gli altri vorrebbero. Comunque non saremo mai quello che non siamo, anche se vorremmo esserlo. E saremo sempre quello che siamo, anche se non vorremmo esserlo.

(A. Jodorowsky – Cabaret mistico)

È nella mia natura voler vivere e vivere e vivere e ridere anche delle cose serie… ci provo ad essere una posata cinquantenne ma poi mi scappa e vai…

pioggia 3

Milano

Post dedicato ad Avvocatolo e a tutti coloro che, come me, a Milano sopravvivono…

(sottotitolo “chi di Nobu ferisce di Nobu perisce”)

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Milano è diventata una belva

non è più la nostra città,

adesso è una grassa signora

piena di inutili orpelli.

(A. Merini)

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Risale fino a piazza Cavour con la 96 (“la” perché è una filovia), prende il 38 (inteso come tram), costeggia i Giardini Pubblici, attraversa Corso Venezia, arriva davanti alle Tre Marie di Viale Piave. Scende e prende il 23 fino a via Cappellari. Viaggiare sui tram serve a due cose: lumare le pupe e riordinare le idee. Attraversa il sagrato e punta alle luci della Galleria. Prima però un salto alla Rinascente: ci sono le commesse più belle di Milano.

(da “Vertigine” di Erica Arosio e Giorgio Maimone)

Timeless

albero vita

Ecco.

Neanche oggi i 7 chilometri…

Vedrò di farmeli in casa tra la mia musica e i miei libri.

Senza pranzi pasquali ma con Argo.

Io e lui. In lentezza. Senza tempo.

Che cos’è dunque il tempo? Quando nessuno me lo chiede, lo so; ma se qualcuno me lo chiede e voglio spiegargli lo, non lo so. Tuttavia affermò con sicurezza di sapere che, se nulla passasse, non vi sarebbe un tempo passato; se nulla si approssimative non vi sarebbe un tempo futuro se non vi fosse nulla, non vi sarebbe il tempo presente. Ma di questi due tempi, passato e futuro, che senso ha di che esistono, se il passato non è più e il futuro non è ancora? E in quanto al presente, se fosse sempre presente e non si trasformare nel passato, non sarebbe tempo ma eternità… Questo è chiaro ed evidente: tre sono i tempi, il passato, il presente, il futuro; ma forse si potrebbe propriamente dire: tre sono i tempi, il presente del passato, il presente del presente, il presente del futuro. Infatti questi tre tempi sono in qualche modo nell’animo, né vedo che abbiano altrove realta: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione diretta, il presente del futuro l’attesa… Il tempo non mi pare dunque altro che una estensione (distensio), e sarebbe strano che non fosse estensione dell’animo stesso.

(Agostino d’Ippona)

Il Tempo non è affatto ciò che sembra. Non scorre in una sola direzione, e il futuro esiste contemporaneamente al passato.

(A. Einstein)

Il tempo allora, forse, è solo nella nostra mente: è solo nel presente che troviamo veramente risposta a tutte le nostre domande più profonde e al bisogno di dare un senso a ciò che ci circonda. È solo nel presente che ci possiamo rendere conto che siamo composti da “opposti”: passato e futuro, corpo e anima, materia e spirito, effimero ed assoluto.

Ogni tanto tenta di vivere e basta… vivi semplicemente. Non lottare è non forzare la vita. Osserva In silenzio ciò che accade. Lascia accadere ciò che accade. Permetti a ciò che, di esistere. Lascia cadere ogni tensione e lascia che la vita fluisce, che accada.

(Osho)

magia

Buona Pasqua

“The Greatest Challenge to Create a Golden Future for Humanity” a The future should not be just a hope and opportunity; those are just lousy words. The future should be absolutely ours – it should be a golden future. We have lived with the idea of a golden post – which was never golden! But we can create a future that is really golden. Now is a Great moment. We can manage to have one world. This crisis is a golden crisis, because people change only under conditions of such deep stress. As long as the situation is tolerable, people will tolerate it – but now we are at a point where the situation is not tolerable. There is no more time for commissions and their reports. The problem is very simple. It is just that it has to be made clear to the whole humanity that these problems are your creation, and you are still creating them. A great awareness has to be spread: “These are the problems you are supporting withdraw your support”. And some practical steps should be taken… for example, if someone wants to be a world citizen, the United Nations should provide world citizen passaports, not connected with any nation…”

(Osho)