Poesie sul cuscino – 6 aprile

Vivi la vita,

meravigliosamente

sorprendendoti

felix 2

Il post è dedicato ad Emily, cara carissima amica.

Niente sarà mai sufficiente per ringraziarti della preziosa amicizia

che mi hai concesso

e della ricchezza che mi offri.

L’ amicizia è uno scambio continuo di doni.

Grazie.

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Oscar & la tentazione delle “Settepieghe” ovvero un post estemporaneo

assenza

Il sentimento va benissimo quando si tratta di scegliere il fiore da mettere all’occhiello. Ma per la cravatta l’essenziale è lo stile.  Un bel nodo di cravatta è il primo passo serio verso la vita.

(O. Wilde)

Non c’è un segreto della vita. Il fine della vita, se ve ne è uno, è quello di andare sempre alla ricerca di tentazioni. Non ce ne sono abbastanza: mi capita delle volte di passare un’intera giornata senza imbattermi in una sola tentazione. Fa davvero tristezza la cosa, fa tanto temere per il futuro.

(O. Wilde)

Pensiero della sera

Il massimo della stupidità si raggiunge non tanto ingannando gli altri ma se stessi, sapendolo. Si può ingannare tutti una volta, qualcuno qualche volta, mai tutti per sempre.

(J.F. Kennedy)

persone

Sii autentico e tutto ciò che dici sarà vero.

(Osho)

Esistono uomini da cui scappare?

donne

Sono una donna, anzi una Donna, quindi nessuno meglio di me può dire quali sono i tipi di uomini dai quali noi fanciulle faremmo meglio a scappare. Per i più disparati motivi.

Però… un attimo, facciamo una passo indietro.

Se c’è una cosa che trovo molto pericolosa, quella è la generalizzazione, di un fenomeno o di qualunque cosa… anche degli uomini, inteso come genere sessuale.

Generalizzare spesso implica avere pregiudizi e, si sa, i pregiudizi sono una cosa pessima.

Ne so qualcosa… e ripeto una storia trita e ritrita.

Sono tatuata, ne ho cinque di tattoo: questo fa forse di me una cubista? No, anche se adoro ballare sono solo una eccellente executive assistant. Posso fornire referenze.

Generalizzare equivale a essere idioti.

(W. Blake)

Dunque, io non posso parlare a nome di tutte le donne e non posso nemmeno parlare a nome delle donne cinquantenni, e neppure delle donne sulla soglia della menopausa o di quelle che potrebbero essere nonne. Neppure delle femmine tatuate…

Io sono io, bionda folle piena di vita con i tatuaggi con gli anfibi le zeppe quattordici centimetri gli stivaletti Paciotti i tacchi Emilio Pucci le ballerine comprate al mercato la Mastercard in perenne equilibrio sul conto corrente le borse Furla Gucci Vuitton vintage Bally Prada la stola cachemire Ferragamo buttata nella borsa come uno straccio i libri di Jodo di Castaneda e i tarocchi in borsa e senza uno straccio di orologio perché mi stanno sul c…o.

Non rappresento nulla e nessuno se non me stessa e, dunque, io non sono nessuno per arrogarmi il diritto di catalogare gli uomini in giusti o sbagliati, in “mentalisti” o “vampiri” o altro…

Lascio alla medicina catalogare le devianze comportamentali ma sto ben distante dall’appropriarmene dando giudizi.

Mi limito ad avere le mie personalissime ed opinabili opinioni su gli uomini che conosco. Idee che mi formo sulla base delle azioni che tali uomini compiono, non delle parole che dicono. Fatti e non parole.

Non dimentico mai che sono le azioni a fare gli uomini (e le donne) e, anche se la nostra mente ha bisogno di incasellare la realtà per ovvi motivi di ordine e sopravvivenza, non posso né devo lasciare che siamo i giudizi o i pregiudizi a fare da padrone nei miei metri di valutazione.

Io non giudico. Io osservo.

Tutto ciò che riguarda la persona ha il sigillo dell’unicità. Le generalizzazioni – amore, sentimento, desiderio, avidità, egoismo, altruismo, eroismo … – sono discorsiva mente utili, ma sono anche ingannevoli perché ognuno di questi concetti si incarna in maniera diversa. Inoltre una identica parola cambia sfumatura secondo chi la pronuncia e secondo l’occasione in cui viene pronunciata. Questa è la foresta incantata in cui ognuno deve mantenere l’orientamento.

(F. Gianfranceschi)

Torniamo alla “categoria sessuale uomini”…

Per quanto mi riguarda non ci sono uomini “da cui scappare” a priori, perché anche il più stronzo (se non è Hannibal… o un criminale, obviously…) ti da qualcosa e se ti capita quello che definisci stronzo è perché in quel momento quello volevi e cercavi: uno stronzo.

Cambia te stesso e cambierai il mondo.

Il problema e la soluzione sono sempre dentro di noi e non nel catalogare ciò che ci sta intorno…

E se proprio devo posso dire che, di certo, la “categoria mariti” non fa più per me, ma è semplicemente una faccenda di mentalità e di anagrafe. Niente di più che vita vissuta. Due bastano ed avanzano. Oggi fuggo da un potenziale marito… oggi… domani non lo so…

Quello che fa per me è un uomo che mi fa sentire viva. Stop.

Anzi, se devo fare una “celebrazione” e spezzare una lancia dall’alto della mia esperienza beh… la faccio in favore di tutti quegli uomini gentili, sinceri, autentici, coloro che “sono”.

Quelli che ti fanno sentire in pace.

Quelli che ti fanno piangere.

Dalle risate.

E dietro la pace e l’ intelligenza e le lacrime ti stracciano il cervello e ti fanno pensare.

Ti riducono il cervello in tempura: soffice, leggero e croccante come una tempura ben fatta.

E ora porto a spasso Argo.

L’ ho castrato e mi ama alla follia.

Vai a capirli, i “maschi”…

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Non avevo considerato…

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Quel che non mi uccide, mi fortifica.

(F. Nietzsche)

Ed è esattamente quello che ho pensato quando mi sono alzata, ho visto il cielo azzurro e guardato negli occhi (nocciola) di Argo.

Secondo pensiero… sempre in onore del mai troppo grande Friedrich…

Meglio essere folle per conto proprio che saggio con le opinioni altrui.

(F. Nietzsche)

E dunque, visto che già i sette chilometri erano nell’anima… perché non farsene almeno cinque dopo due giorni di letto, riposo, febbre e virus?

Detto, fatto.

Infilo i pantaloncini da jogging, maglietta maniche corte, calzini, scarpette e guardo Argo.

“Vieni anche tu?” gli dico.

Non risponde.

Silenzio uguale assenso, altrimenti detto “chi ha qualcosa da dire lo dica ora o taccia per sempre” ma su questa cosa stendiamo un velo… perché il “Qualcuno” ha già perso la buona occasione di dire qualcosa almeno due volte… andiamo avanti.

Pettorina, guinzaglio e vai.

E devo dire… lo vedevo poco convinto… ma ahimè… il grande Friedrich qui non mi è venuto in soccorso… mannaggia…

Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose delle verità.

(F. Nietzsche)

E siamo andati… senza considerare il fondamentale valore della “ina“…

Corriamo lungo il vialetto – oltrepassiamo in volo il cancelletto – pisciatina – mi fermo – attraversiamo il cortile e… Argo… svolta a destra – marciapiede tato – mamma corre – annusatina – mi fermo – dai sususu – si riparte in salita – mannaggia mi tocca pure tirarti – corri corri – ma quanto pesi? – pisciatina – eh no – mi fermo – corri dai – fa freddo – vabbe c’è il sole – cinquanta metri – pisciatina – mi fermo – riparto – un tipo di suona – vadaviaiciapp – cento metri – annusatina – mi fermo – riparto – okay tu corri sul ciglio che c’è l’erba – cento metri – rotolatina nell’erba – ma fa schifo!  – riparti – tira – corri – una disperata che corre con una zavorra di cinquanta chili al guinzaglio “- cento metri – abbaiatina al cane – mica può farlo correndo – pazienza – riaparti – fermo – annusatina – centocinquanta metri evvai – ha preso il ritmo – pisciatina no amore – non siamo a Zelig – corri Tato – corri – corri – fallo per mamma – e corriamo come libellule – io – lui  – cinquanta chili di muscoli – ottanta chili di pelo…

Corriamo disperatamente quattro chilometri e quattrocento metri intercalati da quindici pisciatine, venti annusatine e dieci rotolatine… ci abbiamo messo pure le bisognine (e mamma aveva il sacchetto). Abbiamo felicemente corso, io argo e il sacchetto fino a che… abbiamo trovato la cagnolina… eh no! Argo no!

La cagnolina la devi lasciare stare… fai come tutti i maschi che si rispettino… corri…

Quando corro i pensieri volano via. Superare gli altri è avere la forza, superare se stessi è essere forti.

(Confucio)

Ecco perché adoro correre, anche con Argo…

Felice Pasquetta.

albero vita

La danza della realtà

boh

Vorrei ritornare alla mia giovinezza e appollaiarmi di nuovo

Sul ramo di un albero insieme al mio amico poeta, e come

quella volta indimenticabile vorrei dedurre dal molto che

non sappiamo quel poco di prezioso che sappiamo:

Non so dove vado, ma so con chi vado.

Non so dove sono, ma so che sono in me.

Non so che cosa sia Dio, ma Dio sa che cosa sono.

Non so che cosa sia il mondo, ma so che è mio.

Non so quanto valgo, ma so non fare paragoni.

Non so che cosa sia l’amore, ma so che godo della sua presenza.

Non posso evitare i colpi, ma so come sopportarlo.

Non posso negare la violenza, ma posso negare la crudeltà.

Non posso cambiare il mondo, ma posso cambiare me stesso.

Non so che cosa faccio, ma so che sono fatto da ciò che faccio.

Non so chi sono, ma so che non sono colui che non sa.

(A. Jodorowsky)

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Il mondo non è quello che pensiamo sia. Ciascuno attrae il proprio corrispettivo nel mondo.

Se cambiamo i nostri pensieri cambieremo il mondo.