Almeno tu nell’Universo

“Verso il sentiero” è una newsletter di viaggi “a piedi” perché mi ero intrippata, e ancora lo sono, di fare il cammino di Santiago.

Lo farò.

Se qualcuno è interessato faccia un colpo.

Intanto mi arriva, 5 minuti fa, la mail settimanale dell’organizzazione.

Titolo

L’uso del pensiero

Sottotitolo

Come un uomo pensa nel suo cuore, tale egli è.

Lasciamo suonare Fresu.

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Le cravatte e i nodi (non scorsoi)

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C’è bisogno di leggerezza…

Almeno, io ne ho bisogno. Ecco dunque un post un po’ “cosi”… futile.

Esattamente come una cravatta che non serve a nessuno ma a volte fa la differenza: solo se è bella e la si sa scegliere però…

Ne ho scelte a migliaia per tutti i tipi di uomini, per lavoro o per piacere e per tutti i gusti. Riconosco a colpo d’occhio le cravatte pregiate e so comprendere la “qualità” di un uomo dalla cravatta che indossa e dal nodo che le ha fatto.

Ognuno matura le proprie abilità: questa mia non serve a nessuno se non a me stessa, soprattutto oggi che la cravatta è diventata un oggetto apparentemente “old fashion”, ma mi diverte coltivare questa abilità…

La cravatta oggi è uno degli accessori più amati ed odiati da uomini e donne. Rappresenta l’eccessivo perbenismo, la classe, il rigore ostentato, la sicurezza, l’eleganza formale come pure desideri inconfessati e libertari quando viene “spodestata” dal proprio guardaroba. Questa semplice striscia di tessuto annodata al collo parla un linguaggio sottile e metaforico. Può lanciare messaggi subliminali: simbolo fallico, da secoli, soddisfa gusti e fantasie di uomini e donne. Insomma, per ogni uomo la cravatta rappresenta un vero e proprio biglietto da visita. Stropicciata e sporca? È sicuramente un uomo “neglige”.

Invece, e qui vado fiera delle mie competenze, la vera seduzione di una cravatta proviene dai materiali e dalla sostanza di cui è fatta: essere e non apparire, insomma.

Dietro ai colori di una cravatta, alla forma ed ai disegni si nascondono diversi significati.

Divertiamoci un po’…

Si dice che, cravatta:

“rossa”: playboy, infedele incallito

“azzurra”: nobiltà, disponibilità e rilassatezza

“blu”: poca fantasia

“verde”: riposante, tranquillo

Poi invece le cravatte gialle, arancione, viola sono fantasia e creatività…

Comunque anche qui… anche nella futilita valgono sempre gli stessi concetti.

Essere e non apparire anche se si è fatti per essere d’apparenza…

A domani per un flash sul nodo… l’avventura continua.

Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei. Quindi: vivi come credi. Fai cosa ti dice il cuore: ciò che vuoi. La vita è un’opera di teatro che non ha prove iniziali. Quindi: canta, ridi, balla, ama e vivi intensamente ogni momento della tua vita, prima che cali il sipario e l’opera finisca senza applausi.

(Sir Charlie Chaplin)

Crescere & Capire

Ogni persona ha un silenzio diverso – quando al mercoledì nel bar sotto casa leggo i tarocchi a chiunque voglia – vedo tutti i tipi di silenzio possibile, c’è chi vive un silenzio dolce, chi soffocato, chi distante, chi gelido. Manca l’essenza del centro, la consapevolezza che ognuno è essere eterno e geniale. Chi vive la solitudine e vede solo quella intorno a sé riconosce la superfice delle cose e non il proprio centro”.

(A. Jodorowsky)

capire

Il vedere è per uomini impeccabili. Tempra il tuo spirito, diventa un guerriero, impara a vedere, e allora saprai che i nuovi mondi che possiamo vedere non finiscono mai.

(C. Castaneda)

Giordano Bruno ovvero la vita ti da tutto quello che ti serve

BRUNO

C’era una volta una Bionda Folle che a 48 anni comincia a tatuarsi e a 50 apre un blog: puro divertissement per una donna un po’ annoiata dal lavoro così e da uomini così…

Vuoi vedere che dalla vita si può avere di più… si diceva.

E sul blog incontra Tizio, Caio, Sempronio… e ti incontra anche chi le “spiega” quello che ha sempre cercato, cioè che la Magia è in tutte le cose che vediamo, che tocchiamo e che sentiamo col cuore.

E agita la nostra vita se solo scosti il velo…

E li inizia l’avventura della Conoscenza che non è sapere tante cose quanto unire i puntini di quelle tante cose…

E allora fanno un pezzo di strada insieme…

E stanno facendo un pezzo di cammino insieme nella dimensione più bella che possa esistere: l’Amicizia.

E li la Bionda Folle si innamora di Giordano Bruno che va bene che era un ecclesiastico ma pure un’anima eccelsa era…

E straccia le scatole a tutti perché dal principio deve principare… e tutti gli uomini che le stanno attorno le sembrano dei nani… allora comincia a scaricare a destra e a sinistra…

E poi prende e va in ritiro spirituale, ma mica in convento.

No lei si rinchiude in Spa a meditare… una settimana di massaggi (come i manzi di Kobe), fanghi, alghe, dieta detox e riconnessione.

E chi ti incontra li, fuori stagione in una Spa spersa tra i monti?

Incontra una donna meravigliosa: sono solo in due in tutto l’hotel tanto che sembra di stare a casa, pure il topless in giardino a marzo…

E chi è questa donna meravigliosa?

Solo la figlia di un esimio professore americano che ha tradotto Giordano Bruno dal latino all’inglese…

E cosa fa l’esimio professore?

Viene in Italia.

E cosa fa la Bionda Folle, oltre ad avere una splendida amica in più?

Va a pranzo con il mitico accademico.

E lo lascerà parlare fino a non poterne più di Giordano Bruno e dell’ infinità dell’ Universo.

Chiedete e vi sarà dato, cercate e vi sarà aperto ( Lc 11.9)

Perché chi chiede ottiene, chi cerca trova aperto (Lc 11.10)

Perché non ho chiesto soldi o la ricchezza quando mi è “toccato” di esprimere un desiderio?

Perché i soldi e la ricchezza sono SOLO  un mezzo non il fine a cui tendere… so easy…

Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini.

(G. Bruno)

Tra il caffè ed il treno – 7 aprile

È il mio libro preferito. Quello di sempre. Non sapevo quale delle due scegliere…

Felice martedì.

assenza 1

Di tutti i nostri giochi questo è il solo che rischi di sconvolgere l’anima, il solo altresi nel quale chi vi partecipa deve abbandonarsi al delirio dei sensi. Non è necessario per un bevitore abdicare all’uso della ragione, ma l’innamorato che conservi la sua non obbedisce fino in fondo al suo demone.

sogno 1

Quando prendo in esame la mia vita, mi spaventa trovarla informe. L’esistenza degli eroi, quella che ci raccontano, è semplice: va dritta al suo scopo come una freccia. E gli uomini per lo più, si compiaccio no di riassumere la propria esistenza in una formula – talvolta un’ostentazione, talvolta una lamentela, quasi sempre una recriminazione; la memoria compiacente compone loro una esistenza chiara e spiegabile. La mia vita ha contorni meno netti: come spesso accade, la definisce con maggior esattezza proprio quello che non so o stato: buon soldato, non grande uomo di guerra; amatore d’arte, non artista come credette d’essere Nerone alla sua morte; capace di delitti, ma non carico di delitti (…) Sì direbbe che il quadro dei miei giorni come le regioni di montagna, si compone di materiali diversi agglomerati alla rinfusa. Vi ravviso la mia natura, già di per se stessa composita, formata in parti uguali di cultura e d’istinto. Affiorano qua e la i graniti dell’inevitabile; dappertutto, le frane del caso (…) In questa difformità, in questo disordine, percepisco la presenza di un individuo, ma si direbbe che sia stata sempre la forza delle circostanze a tracciare il profilo; e le sue forterze si confondono come quelle di un’immagine che si riflette nell’acqua.

(M. Yourcenar – Memorie di Adriano)