Haiku sul cuscino – 9 aprile

Nobiltà di colui

Che non deduce dai lampi

La vanità delle cose.

(Basho)

papavero

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Anche se non sembra, la distanza è breve

Affronto per l’ultima volta una questione che mi ha tolto la serenità in questi ultimi tre giorni, e garantisco, è stato enormemente difficile per me mantenere un atteggiamento positivo ed “amorevole” in questi frangenti.

A detta di una persona IO sono “una donna che ama essere superficiale, inconsistente, eterea”. Cosi, in modo del tutto gratuito…

Ora, personalmente, ho il grande onore di reputarmi “strega”, “buffona o joker”, “maga”.

Un’ altra persona è stata definita con sprezzo “mago”.

Un’altra persona è stata definita “joker o buffone” senza neppure avere scambiato una parola con lui.

Il tutto in modo arbitrario e superficiale oltre che dispregiativo e in modo totalmente insensato.

Non riporto l’ affermazione che ha scatenato questa vergognosa vicenda anche se, parte in causa visto che era rivolta a me, potrei farlo.

Mi limito invece a riportare un’altra frase che ho letto in quanto pubblica

Cazzo mi hai rotto i coglioni, vuoi incontrarmi, bene! Dimmi dove e quando, veloce che aspetto la tua risposta…

E poi vi riporto una notizia che mi ha colpita al cuore:

Isis decapitato un uomo in pubblico per stregoneria: vendeva collanine (ndr quali portafortuna probabilmente)

Voi direte “cosa c’entra?”

E io vi rispondo “Nulla. E tutto”

Vi passo poi questa riflessione, anche se Jodorowsky non inventa nulla quando afferma:

Tanto nell’ambito spirituale quanto in quello materiale, siamo ciò che mangiamo. Il nostro atteggiamento nei confronti degli altri dipenderà dal modo in cui ci nutriamo (…) Allo stesso modo, se ci alimentiamo di pensieri negativi insozzeremo il mondo con pensieri negativi (…) Se ci nutriamo di Coscienza offriamo Coscienza al mondo.

Perché

Come in alto così in basso

Come dentro così fuori

Come nell’ uomo Dio, così in Dio l’uomo

Perché la violenza verbale che viene esternata, per ignoranza e per pregiudizio, si ripercuote nella violenza che ci circonda nel mondo e che tanto ci fa inorridire.

Curiamo dunque i nostri pensieri.

Non voglio commenti e non voglio eventuali “like”.

Questa sera desidererei che ci si occupi di poesia e cultura, di armonia e di “bello”, della ricerca del sublime.

Della propria Coscienza.

E lascio parlare chi è più “titolato” di me con l’augurio che le sue parole non cadano nel vuoto.

Mantieni i tuoi pensieri positivi,

perché i tuoi pensieri diventano parole.

Mantieni le tue parole positive,

perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.

Mantieni i tuoi comportamenti positivi,

perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.

Mantieni le tue abitudini positive,

perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.

Mantieni i tuoi valori positivi,

perché i tuoi valori diventano il tuo destino.

(Gandhi)

Scusatemi.

Buona serata.

Chi sono ovvero “Grazie” a chi mi é vicino

io

Come Marguerite Yourcenar fa dire al “suo” Adriano, dovendo definirmi faccio prima a dire chi non sono.

Dunque: cerco di usare le mie sensibilità ma non sono un intellettuale, ho amore per la sapienza e la conoscenza ma non sono un filosofo, credo ma non pratico nessuna fede, ho interesse per la verità ma non giudico.

Io sono solo una bionda folle innamorata della vita che insegue le proprie magie.

Ognuno deve coltivare dentro di sé una serie di qualità che possono sembrare in contraddizione, come per esempio: innocenza, autocontrollo, fede, audacia… Attivare la magia richiede molto coraggio, anche una certa purezza e un profondo lavoro su se stessi.

(A. Jodorowsky)

Ricerco la “mia” verità con gli strumenti che ritengo più adatti e più opportuni alla “mia” natura e che non possono essere considerati né giusti né sbagliati perché sono solo e solamente miei.

Non temo lo spazio: ambisco all’infinito e a ciò che non ha forma perché soffoco quando la vita mi costringe in un cubo.

Non temo il tempo e non ho bisogno di distrazioni che mi riempiano la vita: so di non poter controllare né l’eternità né il tempo che passa perciò cerco di lasciare che il presente fluisca in armonia con ciò che sono.

Non ho paura della mia essenza né di ciò che posso diventare: cerco di pensare e di sfruttare il più possibile le innumerevoli cellule del mio cervello e non mi importa che le mie certezze possano essere costantemente demolite dalla vita e dall’esperienza. Anzi, lo amo.

Non ho timore di dover ricominciare daccapo ogni volta. Detesto le gabbie di parole e di stereotipi nei quali la società vuole definirmi per incarcerarmi.

Non temo la vita. Non temo la sofferenza.

Non temo le rivoluzioni, anzi auspico per me un cambiamento mentale vero e sincero. Ogni giorno. Libero da paure o condizionamenti.

Non ho bisogno di finti amici o adulatori inutili, amo chi sinceramente mi è vicino aiutandomi ad essere migliore.

Non ho bisogno di raccontare, a parole, chi sono: le mie azioni mi raccontano, nel bene e nel male.

Combatto, innanzitutto contro me stessa.

Ambisco alla “mia” felicità: vera, autentica e sincera.

Poniamo più attenzione nel far credere agli altri di essere felici che non cercare di esserlo veramente.

(F. de La Rochefoucault)

Chi è con me accetta e ama la mia natura di strega.

Grazie dunque a tutti coloro che, Compagni, mi aiutano a trovare il Maestro che è dentro di me.

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“Cabaret mistico” ovvero il miracolo di essere

La percezione che abbiamo di noi stessi è fondamentale. Raramente veniamo giudicati per quello che siamo, ma piuttosto per il modo in cui noi ci vediamo e ci sentiamo.

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Quando accettiamo la nostra vera natura – che è sempre in armonia con il cosmo – e abbiamo fiducia in essa, si verifica il miracolo. Questo potrebbe allora essere definito come il risultato dell’accettazione delle forze universali che si manifestano dentro di noi. Sovente il miracolo viene chiamato “casualità”. (…) Tutto quello che sfugge alle nostre idee abituali ci pare strano, ci preoccupa, ci spaventa. Se accettiamo la possibilità del miracolo, il nostro mondo “reale” crolla. Se diamo un’occhiata  alle circostanze che ci hanno condotto al miracolo, capiremo che siamo stati guidati da una forza inimmaginabile.

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Non servono parole

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Spazio spazio, io voglio, tanto spazio
per dolcissima muovermi ferita:
voglio spazio per cantare crescere
errare e saltare il fosso
della divina sapienza.
Spazio datemi spazio
ch’io lanci un urlo inumano,
quell’urlo di silenzio negli anni
che ho toccato con mano.

Alda Merini, da “Vuoto d’amore”

Essere vulnerabili

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Stai vicino a quelli che non hanno timore di essere vulnerabili, perché hanno fiducia in loro stessi e sanno che ad un certo punto nella nostra vita, tutti inciampiamo, e non interpretano ciò come un segno di debolezza, ma di umanità.

(P. Coelho)
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Quando non ho avuto più niente da perdere, ho ottenuto tutto. Quando ho cessato di essere chi ero, ho ritrovato me stesso. Quando ho conosciuto l’umiliazione ma ho continuato a camminare, ho capito che ero libero di scegliere il mio destino.

(P. Coelho)

Pensieri sconnessi tra ricci scomposti

I dieci comandamenti contengono 279 parole, la Dichiarazione Americana d’Indipendenza 300 e le disposizioni della comunità Europea sull’importazione di caramelle esattamente 25.911.

(F. J. Strauss)

parole

Non servono tante parole per esprimere concetti ed idee importanti.

Anzi, a volte, più i pensieri sono banali

e più sono arricchiti di orpelli che non servono a nulla.

C’è di che meditare…

Ridere fa bene ovvero post futile e anche un po’ stupido

Dedico questo post a avvocatolo.

Caro amico,

era mattina presto e mi trascinavo sui gomiti da Piazzale Cadorna a via Brera.

Lo so… sono una gran gnocca ma, del resto, io sul sedile posteriore dell’auto non ho uno straccio qualunque per le terga di Argo, bensì un telo mare Chanel.

Sprezzo totale del lusso e dell’apparenza mi contraddistinguono.

Preferisco di gran lunga essere che apparire o sembrare. E scelgo sempre di essere.

La comunità democratica è quella formata da individui capaci di liberarsi dalle restrizioni del luogo di provenienza, dalle tradizioni e dai vincoli di sangue, per trasformare in convenzione modificabile quello che ieri era considerata una sacra abitudine. Ciò che si deve cancellare è il determinismo che condanna l’individuo a essere ciò che non ha scelto di essere.

(F. Savater)

Okay grazie per lo sfogo… torno “a bomba” e mi dispiace contraddirti ma la città di Milano, in previsione di Expo, ha assolutamente predisposto tutto il necessario, ivi comprese le latrine.

I fatti preesistono. Noi li scopriamo vivendoli.

(U. Saba)

Et voilà le pic.

Attenzione: sono “regali”.

Felice di esserti stata utile.

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Tra il caffè ed il treno – 9 aprile

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Ti sento.

Forte come onde

che si spezzano contro le rocce.

Lento come risacca

che fluisce nel ritmo della vita

e del respiro di pensieri

che si insinuano in attimi.

Li dividono e li uniscono

mentre diventano minuti ed ore

che si infrangono contro il nulla.

E sono tutto.