Invictus

“Dedicata ad equilibristasquilibrato”

Dal profondo

della notte che

mi avvolge,

Buia come un

pozzo che va da

un polo all’altro,

Ringrazio

qualunque dio

esista

Per l’indomabile

anima mia.

Nella feroce

stretta delle

circostanze

Non mi sono

tirato indietro né

ho gridato.

Sotto i colpi

d’ascia della

sorte

Il mio capo è

sanguinante, ma

indomito.

Oltre questo

luogo d’ira e di

lacrime

Sì profila il solo

Orrore delle

ombre,

E ancora la

minaccia degli

anni

Mi trova e mi

troverà senza

paura.

Non importa

quanto stretto

sia il passaggio,

Quanto piena di

castighi la vita,

Io sono il

padrone del mio

destino:

Io sono il

capitano della

mia anima.

(William Ernest Henley)

Out of the night

that covers me,

Black as the pit

from pole to

pole,

I thank whatever

gods may be

For my

unconquerable

soul.

In the fell clutch

of circumstance

I have not

winced nor cried

aloud.

Under the

bludgeonings of

chance

My head is

bloody, but

unbowed.

Beyond this

place of wrath

and tears

Looms but the

Horror of the

shade.

And yet the

menace of the

years

Find and shall

fine me unafraid.

It matters not

how strait the

gate,

How charged

with

punishments the

scroll,

I am the master

of my fate:

I am the captain

of my soul.

(William Ernest Henley)

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Puntini… puntini…

La mia opinione su di lui si modificata senza posa, il che accade solo per gli esseri che ci toccano da vicino: gli altri, ci contentiamo di giudicarli alla grossa, e una volta per tutte.

(M. Yourcenar)

a

Allora io ripeto: i guerrieri della luce si riconoscono dallo sguardo. Si trovano nel mondo, fanno parte del mondo, e al mondo sono stati inviati senza bisaccia e senza sandali. Molte volte sono dei codardi. Non sempre agiscono nella maniera giusta. I guerrieri della luce soffrono per stupidaggini, si preoccupano di cose meschine, si reputano incapaci di crescere. Talvolta si credono indegni di qualunque benedizione o miracolo. I guerrieri della luce sovente si domandano che cosa stiano facendo qui. Mole volte pensano che la vita non abbia alcun significato. Perciò sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché continuano a ricercare un significato. E finiranno col trovarlo.

(P. Coelho)

G for lunch

girasole

Gelato Goloso Gustato Gioiosamente

Giacendo in Giocondi e Gai Giringiri Gutturali

Giurando di Galleggiare su Gelosi Giochi con Girasoli Gialli

Tutto serve, anche soffrire

Il bruco si contorce dal dolore e finalmente si abbandona a ciò che ha portato in grembo, non prima di aver opposto resistenza. La farfalla si dibatte per farsi strada, combattendo per uscire si fortifica. Se non incontrasse ostacoli nascerebbe debole e sarebbe condannata a una rapida morte. Il bruco non è morto. Si e trasformato. (…) L’ individualità è necessaria alla sopravvivenza. Dire “eliminare l’ ego” è come dire “eliminare l’ uovo dentro cui nascerà l’uccello”. Non c’è farfalla senza bruco. (…) Arriva il momento in cui bisogna recidere i legami nevrotici, aprire le corazze, entrare in una nuova vita che ovviamente all’inizio darà difficile, perché non l’abbiamo ancora esplorata: abbiamo l’esperienza del bruco, non della farfalla. E’ un po’ come morire.

(A. Jodorowsky)

aaa

La storia di questo viaggio non è la riprova che non c’è medicina contro certi malanni e che tutto quel che ho fatto a cercarla non è servito a nulla. Al contrario: tutto, compreso il malanno stesso, è servito a tantissimo. E’ così che sono stato spinto a rivedere le mie priorità, a riflettere, a cambiare prospettiva e soprattutto a cambiare vita. E questo è ciò che posso consigliare ad altri: cambiare vita per curarsi, cambiare vita per cambiare se stessi. Per il resto ognuno deve fare la strada da solo. Non ci sono scorciatoie che posso indicare. I libri sacri, i maestri, i guru, le religioni servono, ma come servono gli ascensori che ci portano in su facendoci risparmiare le scale. L’ultimo pezzo del cammino, quella scaletta che conduce al tetto dal quale si vede il mondo sul quale ci si può distendere a diventare una nuvola, quell’ultimo pezzo va fatto a piedi, da soli.

(T. Terzani)

Sferragliando on the train

pioggia 3

Quando si ride ci si lascia andare, si è nudi, ci si scopre. Quando uno ride, vedi la sua anima. E poi quando si ride ci si muove, ci si scuote. Ci si scuote come un albero e si lascia per terra le cose che gli altri possono vedere e magari cogliere. Gli avari e coloro che non hanno niente da offrire, infatti, non ridono.

(R. Benigni)

Tra il caffè ed il treno – 15 aprile

Pensieri sparsi tra il buio e la luce,

tra la notte e il giorno,

tra il sonno e la veglia.

Ora prendo il treno. Amen

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Ecco.

Lampo nel buio.

Squarcio nel tessuto

di una notte

punteggiata di stelle.

Luce di luna

che inonda il buio.

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Può ben dire la sua un leone, quando a dir la loro ci sono tanti asini in giro.

(W. Shakespeare – da “Sogno di una notte di mezza estate”)