Ci sono sere come questa…

a3

Ci sono sere come queste nella quali mi dico “noncelafacciononcelafacciononcelafacciononcelafacciononcelafacciononcelafaccio”

a salire sulla metropolitana volteggiano come una farfalla mentre le porte si chiudono,

a salire le scale mobili a salti perché si fa più in fretta,

ad affrontare il tornello mentre cerchi l’abbonamento nella borsa e naturalmente è sul fondo sotto tutto, anche sotto la bolletta dell’ Enel che ti sei dimenticata di pagare e se non avessi cercato l’abbonamento non l’avresti pagata e ti avrebbero tolto la linea dunque tutto serve,

a cercare il binario di partenza del treno che cambia sempre e neanche quello è una sicurezza più,

a salire di corsa sul treno che sta partendo perché i treni partono sempre a meno di scioperi selvaggi o di guasti lungo la linea,

a sprofondare nel primo posto libero perché sono sempre tutti pieni anche di notte ma insomma quanto lavora questa gente…

Poi arrivi a casa, ti togli le scarpe e gli orecchini e svieni.

Ma il mondo è fuori e tu sei a casa.

A casa fai entrare solo chi vuoi tu.

Scegli tu con chi vuoi dividere il tuo spazio, il tuo tempo e le tue parole e felicità.

Tutto il resto rimane chiuso fuori.

Felicità.

Lets the music play.

Annunci

Mi piace

a23

Mi piace sviluppare la mia coscienza per capire perché sono vivo, cos’è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i disegni dell’universo.
Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili e si crea false forme di condotta, plagiata da personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità, ma per come si sono evolute interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio, il cui cuore critica gli altri senza sosta, la cui sessualità vive insoddisfatta, il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivo.
Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Mi piace invecchiare perché il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.
Non mi piace la gente che per retaggi infantili trasforma le bugie in superstizioni.
Non mi piace che ci sia un papa che predica senza condividere la sua anima con una “papessa”.
Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.
Mi piace collaborare e non competere.
Mi piace scoprire in ogni essere quella gioia eterna che potremmo chiamare Dio interiore.
Non mi piace l’arte che serve solo a celebrare il suo esecutore.
Mi piace l’arte che serve per guarire.
Non mi piacciono le persone troppo stupide.
Mi piace tutto ciò che provoca il riso.
Mi piace affrontare, volontariamente, la mia sofferenza, con l’obiettivo di espandere la mia coscienza.

(A. Jodorowsky)

Io ci provo: Jodo racconta un po’ la somma di tutto quello che mi agita l’anima e rimane li, un po’ espresso e un po’ no, un po’ detto e un po’ solo pensato, un po’ cosciente e un po’ nascosto in fondo al cuore. ma vero fino all’ ultimo punto.
Buona serata.

Capovolgere

E’ sempre difficile venire al mondo. Gli uccelli fanno fatica ad uscire dall’uovo… bisogna trovare il proprio sogno perché la strada diventi facile.

(M. De Montaigne)

capo

Ogni volta che il mago fa qualcosa, immagina anche modi diversi per farla. Cosi arricchisce la propria creatività.

(A. Jodorowsky)

Acqua ovvero un Grazie sincero per il Dono di una splendida poesia

acqua

A volte il guerriero della luce
si comporta come l’acqua
e fluisce tra gli ostacoli che incontra.

In certi momenti,
resistere significa essere distrutto.
Allora egli si adatta alle circostanze.

Accetta, senza lagnarsi,
che le pietre del cammino
traccino la sua rotta
attraverso le montagne.

In questo consiste
la forza dell’acqua:
non potrà mai essere
spezzata da un martello,
o ferita da un coltello.

La più potente spada del mondo
non potrà mai lasciare alcuna cicatrice
sulla sua superficie.

L’acqua di un fiume
si adatta al cammino possibile,
senza dimenticare il proprio obiettivo:
il mare.

Fragile alla sorgente,
a poco a poco
acquista la forza
dagli altri fiumi che incontra.

E, a partire da un certo momento,
il suo potere è totale.

Niente da dire

amici

Ci sono persone magiche, persone che, anche solo nell’arco di mezz’ora, ti riempiono di un po’ della loro felicità tanto da farti dimenticare il vuoto che ti sentivi dentro prima del loro arrivo.

No fear

Chi sradicasse la conoscenza del dolore estirperebbe anche la conoscenza del piacere e in fin dei conti annienterebbe l’uomo.

(M. De Montaigne)

gelato

Un uomo che teme di soffrire soffre già quello che teme.

(M. De Montaigne)

Yin e Yang

i

Ok lo ammetto.  Sono pronta, forse. No, non siamo mai pronti… 🙂

E mi auguro provvidi contrappunti ai pensieri perché solo il confronto ci rende migliori.

Parto dal fondo e dopo riflessione “prolungata”.

Una cosa per volta.

Allora, caro Amico, sono d’accordo con te sul fatto che il modello consumistico abbia fatto molto per non aiutare le donne occidentali nella loro emancipazione: musulmane o occidentali, le donne oggi sono ancora discriminate.

Appunto, ancora.

Osservo, mi guardo intorno e vedo donne che parlano tanto di emancipazione e poi vanno in trip se non hanno un uomo, perché sembra loro di non essere complete dal momento che non “possiedono” l’ anima gemella, vedo donne che hanno l’illusione di essere libere mentre sono schiave di messaggi attraverso i quali viene loro detto che se non hanno il culo sodo, l’uomo con il Cayenne, una famiglia apparentemente felice e benestante con un cane rimangono delle mezze fallite… Idealmente dovrebbero essere pure in carriera e guai ad invecchiare… Vedo donne che, nella professione devono saper volteggiare sul tacco 16 sculettando sembrando sceme ma coprire i propri superiori maschi in modo intelligente (e sexy)

Essere donna oggi è una gran scocciatura. Non abbiamo un posto e siamo sbattute ovunque. E non ci consola il fatto di sentirci, sotto alcuni aspetti, migliori degli uomini perché ahimè questa è povera condizione per sopportare una femminilità tirata da tutte le parti.

Ci è richiesto di essere tutto e il contrario di tutto. Solo per esempio e solo per assurdo, ritengo non “esista”, moralmente, la scelta di non avere figli semplicemente perché non si vogliono ma l’ assenza di progenie deve essere per forza la conseguenza di una rinuncia causa carriera o peggio causa sterilità o racchitudine congenita. Vale quindi il discorso fatto per l’ anima gemella: se non fai un figlio non sei completa. La tua vita deve “apparire” nell’album della famiglia felice. E siccome nella pubblicità le donne sono onnipotenti (e felici) non puoi neanche rimanere a casa a badare ai tuoi figli, che hai avuto senza prendere ne un etto ne una smagliatura, perché saresti considerata una stupida che non sa svolgere professioni intellettuali.

La sostanza delle cose è che noi donne dovremmo renderci conto che siamo ancora “discriminate” seppur in un modo diverso. E’ solo cambiata la modalità ma non la sostanza…

Le donne musulmane vengono considerate come “oggetto di costante tentazione”, coperte e viste come delle proprietà? Bene. Ma cosa succede a noi, donne occidentali?  Noi veniamo sfruttate a fini economici e di spettacolo, spogliate e mercificate attraverso alcuni tipi di pubblicità ne più ne meno come attraverso lo sfruttamento della prostituzione.

 Io vedo un Occidente schizofrenico dove la donna è contemporaneamente oggetto di consumo da sfruttare economicamente e “madonna” casta con una sessualità  legata alla procreazione: una pseudo isteria dove il soft porno delle 50 sfumature riesce a fare scalpore e scandalo…

Vero che viviamo in una società che divide le femmine in categorie: quelle oneste e tutte a posto, socialmente e moralmente accettabili, quelle “libere” che bastano a se stesse e fanno le loro scelte senza aver bisogno del bellissimo paracadute della rispettabilità del “Mulino Bianco” e le “veline”. Le veline non parlano ma utilizzano il proprio corpo per fini commerciali e possono accedere alla categoria delle oneste accasandosi e redimendosi. Le libere invece “se la godono”, e dai che dai, alla fine vengono etichettate con una bella lettera scarlatta metafisica e difficile che possano redimersi, tali sono e tali rimangono a cause delle loro scelte di libertà.

Esagero? Magari un po’… Si un po’ si…

E poi, mai dimenticarsi che una delle prime cause di morte delle donne, in occidente, è la violenza maschile. Qui non esagero.

Non c’è dubbio e non c’è inganno, non se ne esce.

Ripeto, io penso siano solo cambiate le condizioni, le catene, le gabbie, le vie obbligate.

Mi verrà detto che la schizofrenia attorno alla figura femminile e lo svilimento del reale valore della donna sia un fenomeno recente. Ci sto. Ma solo in parte. Sono d’accordo che la “distinzione dei ruoli” (e la divisione dei compiti) ha sempre tutelato la figura femminile e le ha consentito di identificarsi in valori importanti in ambito familiare ma…

Ma il discorso è un altro e ben lo affronta Osho nel brano che ho riportato: alle donne non sono state date le occasioni che invece sono state concesse “de facto” agli uomini.

Suvvia, togliamo le grandi donne del passato (grandi sia in senso positivo sia in quello negativo) che per fortuna, caso, necessita, carattere o altro sono passate alla storia e, che ci rimane? Persone spesso prive dei loro diritti civili e politici, senza “personalità giuridica”, giudicate incapaci di svolgere un lavoro intellettuale e relegate perlopiù a lavori manuali, a partorire e crescere la prole. Forse dedicarsi ad una vita di preghiera e meditazione era l’unica via per uscire da questo tunnel. 

Lungi da me dire che il ruolo svolto nel passato dalle donne era meno importante di quello maschile. Nooooooooo. Ma mi permetto di dire che la donna è sempre stata considerata una “costola di Adamo”, un’ emanazione dell’uomo e a lui sottomessa e dipendente.

Okay ci furono luoghi, situazioni e tempi nei quali anche le donne potevano avere posizioni molto elevate all’interno della società ma sono “eccezioni” lungo il corso della storia. Hatshepsut ed altre donne faraone? Forse governarono in nome della prole e perché rimaste vedove non perché “di pari diritto”.

Nella società greca alle donne era vietato assistere a qualsiasi manifestazione pubblica, oltre che praticare qualsiasi attività sportiva. E’ vero o no che, nell’antichità, in occasione dei Giochi Olimpici alle donne non era permesso neanche avvicinarsi al perimetro esterno del santuario, pena la morte? Okay poi abbiamo Saffo ma è UNA, apprezzata più dai posteri che dai contemporanei. Non entro nel dettaglio. Non finirei più. Aristotele affermava che la donna era inferiore all’uomo in quanto aveva il cervello più piccolo e che era un maschio mutilato… La Roma Antica? Forse la donna era considerata quasi pari all’uomo. Quasi. Andiamo avanti… nel Medioevo la condizione addirittura peggiora: la donna è un oggetto nelle mani del padre finché questo non decideva di venderla. Poi abbiamo Matilde di Canossa e le donne “angeliche” ma… non cambia… poi abbiamo le streghe, la caccia alle streghe e i roghi… okay okay il rogo non era una prerogativa femminile perché altri finirono sul rogo ma diverse sono le ragioni. O no? Le streghe, donne o, meglio, individui ai margini della società la cui persecuzione forse non fu che uno strumento di controllo e soppressione di una forma di devianza o di solitudine sociale. Magari anche lo spettacolino del fine settimana per placare la fame della massa. O certo Bruno viene a difendere le donne, contro il “nobilissimo sesso femminile”… mannaggia era Giordano Bruno mica pizza e fichi… Andiamo avanti? Nel 700 le donne sono presenti durante la presa della Bastiglia, gli uomini vanno in guerra e loro li, a prenderne il posto nelle fabbriche. Peccato che non possono essere ne votate ne elette  e neppure arruolate nell’esercito. Rivendicano qualcosa? Allora fanno paura, vengono accontentate ma, allo stesso tempo, gli uomini trovano insopportabile che gli stessi diritti possano essere estesi anche alle donne. Costoro devono stare a casa e non badare alla guerra. Meno male. Non dico che non ci siano state donne guerriere o assetato di sangue ma, sicuramente, la battaglia è una prerogativa maschile. Io posso anche andare avanti ma forse non serve: il ruolo della donna rimane quello dell’angelo del focolare. Giusto, bello ed equilibrato io non dico di no ma per quale motivo la donna, costola di Adamo, ha dovuto sempre adattarsi ad un modello imposto? Io non dico giusto o sbagliato ma “solo” imposto dal potere? Perché la gestione del potere (salvo eccezioni) è sempre stata deputata agli uomini, liberi di scegliere il proprio destino? Mannaggia è vero o no che le donne sono state sempre considerate persone deboli o inferiori, escluse dalle decisioni. Il loro posto è sempre stato la famiglia. Non dico non sia importante, fondamentale e vitale ma… perché relegate senza remissione? Questa è la vera discriminazione: attribuire un ruolo senza considerare le capacità, le aspirazioni, le reali inclinazioni ma solo perché “così si fa”.

E se canti fuori dal coro sei una strega, una minaccia, una libertina, una sobillatrice.

Perché?

Non devo arrivare a considerare la nascita di una figlia femmina una disgrazia.

Ci sono altri punti di vista dai quali considerare la “faccenda”? Forse si… non lo so, anzi si.

Io l’ho visto dal fatto che il mondo avrebbe potuto essere diverso se ci fossero state più donne artiste e filosofe e magari fossimo state più apprezzate e valorizzate. Tutto qua. E l’ho visto dal fatto che non credo il “femminismo” ci abbia reso un favore.

Anzi, sono totalmente d’accordo che è l’unione tra il maschile ed il femminile a creare l’armonia e  a consentire all’umanità di elevarsi spiritualmente, moralmente e socialmente.

E’ il vecchio discorso del Dio in Cielo e della Dea in terra.

Ed a questa unione che dovremmo tendere cercando di ritrovare, ognuno di noi, la nostra autenticità nel rispetto di chi è diverso, uomo o donna. Ma anche bianco o nero. Abile o disabile.

Senza dimenticare che, ognuno di noi, vale…

Namaste