Parole nella notte

immensità

Mi chiedi in quale modo io sia divenuto folle.

Accadde cosi: un giorno, assai prima che molti dei fossero generati, mi svegliai da un sonno profondo e mi accorsi che erano state rubate tutte le mie maschere – le sette maschere che in sette vite avevo forgiato e indossato -, e senza maschera corsi per le vie affollate gridando: “Ladri, ladri, maledetti ladri”.

Ridevano di me uomini e donne, e alcuni si precipitarono alle loro case, per paura di me.

E quando giunsi nella piazza del mercato, un giovane dal tetto di una casa gridò: “È un folle”.

Volsi gli occhi in alto per guardarlo; per la prima volta il sole mi baciò il volto, il mio volto nudo. Il sole baciava per la prima volta il mio viso scoperto e la mia anima avvampava d’amore per il sole, e non rimpiangevo più le maschere.

E come in trance gridai: “Benedetti, benedetti i ladri che hanno rubato le maschere”.

Fu cosi che diventai folle.

E ho trovato nella follia la libertà e la salvezza: libertà dalla solitudine e salvezza dalla comprensione, perché quelli che ci comprendono asserviscono qualcosa in noi.

(K. Gibran)

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Tuono, Mente perfetta

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(…)

Perché io sono quella che da sola esiste,

ed io non ho alcuno che mi giudicherà.

Perché sono molti i gradevoli aspetti che esistono

in numerosi peccati

e smoderatezze

e passioni scandalose

e piaceri momentanei

che (gli uomini) assaporano finché non diventano equilibrati

e salgono al loro luogo di riposo.

E loro mi troveranno li

ed essi vivranno

ed essi non moriranno di nuovo.

Dedicato al frigorifero di 7evendevils

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(…) Serrero la bocca.

Non udranno un grido dalle labbra morse.

Legami alle comete, come

Alle code de cavalli,

Trascinami,

Squarciandomi sulle punte delle stelle (…)

(V. Majakovskij)

Ogni frigorifero che ti tormenta dolcemente

con ogni genere di tentazione notturna

merita una dedica così.

Abbraccio cara amica.

Festa della Liberazione -25 aprile

A volte la “Liberazione” piu importante è quella dai condizionamenti e dalle paure, dai blocchi che ognuno ha dentro di sé.

A volte “Liberazione” è ritrovare la propria essenza: un campo devastato sul quale ricostruire.

A volte “Liberazione” è liberarsi da catene per volare liberi e leggeri nel cielo.

La “Liberazione” più bella è quella che ci facciamo da noi con fatica ed umilta, dolore e gioia.

sogno 2

Evito l’ammorbamento sulle differenze psicologiche e comportamentali tra l’universo femminile e quello maschile perché è riconosciuto: siamo diversi.

Destinati a comprenderci? Certo, forse basta volerlo, anche se “it’ s a long way to run”.

Volerlo e cercarlo in una dimensione “superiore”, che è solo l’ultimo step di un viaggio che ciascuno di noi compie in solitudine alla ricerca di se stesso, in una “Liberazione” dai nostri terrori e dai nostri limiti.

Ho due matrimoni alle spalle e, non so se può essere un vanto, una discreta esperienza dell’universo maschile. Non mi sono mancate figure maschili di colleghi e capi con i quali ho lavorato e viaggiato a lungo per lavoro, ho amici tra gli uomini, ho avuto fidanzati. E mi faccio un vanto che, salvo qualcuno, tutti loro nutrano per me grande affetto. Forse perché sono vera e genuina nelle mie relazioni col mondo.

Ma… beh, ho detto di avere esperienza e non conoscenza: in fondo degli uomini non ne capisco nulla…

E lo dimostra il numero di scarpe nel mio guardaroba.

E lo dimostra “Come trovare l’anima gemella” che, tra il serio e il faceto, mi ritrovo sul comodino.

E lo dimostrano le 15 caratteristiche dell’anima gemella che, sempre ridendo, ho steso ed illustrato qualche tempo fa.

In tutto questo però mi sono però dimenticata di una cosa che, invece, è importantissima e mi è tornata in mente leggendo il post di Sister 7evendevils. Grazie Sister. Sempre preziosa.

Non so per quale strano collegamento mentale, forse perché ho sempre pensato che un uomo potesse liberarmi da qualcosa…

Cosa voglio io da un uomo?

Non parlo a nome del genere femminile perché sarebbe una generalizzazione senza senso: ognuna di noi vuole qualche cosa, una “Liberazione”  diversa, in relazione alle proprie necessità, ai propri trascorsi, ai propri archetipi culturali ed ai propri condizionamenti.

Dunque, premetto che so difendermi, se voglio, da chi pensa che vestire un tacco 16 azzurro col jeans slim fit significhi essere disponibile. Questo significa solo che sono Libera di essere me stessa e di scegliere come stare bene con me stessa. Poi pensi ciò che vuole. A suo rischio e pericolo. Il tacco sul cranio fa male, a volte. Sono Libera.

Perciò sicuramente non voglio un padre, come del resto, sicuramente non voglio un figlio.

Non me ne importa nulla della sicurezza in termini economici perché ho “del mio”, faticosamente costruito negli anni. Sono Libera.

Non ho bisogno né di essere vezzeggiata né di essere accudita, so difendermi da sola e so colpire se qualcuno mi attacca o cerca di colpire coloro ai quali voglio bene, e sono spietata. Sono Libera.

Non ho bisogno di chi mi porta in vacanza perché ci so andare da sola. Sono Libera.

Non ho bisogno di chi mi fa promesse perché mi importano i fatti e i fiori me li compero o li raccolgo da sola mentre guardo il mio cane correre nel prato, papaveri o tulipani o margherite che siano. Sono Libera.

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Quello che voglio l’ho sentito raccontato da una persona, un uomo, che ho ascoltato parlare durante una conferenza su youtube ed è semplicemente “la scintilla” tra i poli opposti che fa diventare yin e yang una cosa sola.

E la scintilla è niente più che comunione di intenti e di visione, superamento dei conflitti e delle differenze per un bene più alto.

Avuto questo tutto il resto è dettaglio e sfuma nel grigio, perché esistono due entità che fanno della fiducia e del rispetto il fondamento di un rapporto, del “lavoro” comune la base della vita e della passione una variante dell’affetto.

L’unico vero problema è che tutto ciò non è pre-esistente o dato per dono divino, bensì è la fine di un percorso che ognuno fa per essere “intero da solo”. E il risultato della Liberazione personale che ognuno di noi deve faticosamente fare per essere se stesso.

Oggi come oggi ognuno si deve Liberare da solo accumulando errori, frustrazioni, lacrime e 30 paia di scarpe nell’armadio (equivalenti ad altrettanti, o quasi, stronzi, sposati, opportunisti ed immaturi cocchi di mamme iperprotettive) perché, per la società in cui viviamo ciò che conta non è né l’interiorità ne la ricerca del proprio valore ma ben altro, e va dal suv al pataccone d’oro che fa tanta scena.

Lo ho detto: it’s a long way to run.

Per la Liberazione.

 

 

 

Arcano XIII (Senza nome – La Morte)

no name La mia “fedele compagna” è di nuovo qui a farmi compagnia. E non c’è nulla da aggiungere o da dire. Solo riporto uno stralcio meraviglioso di un commento di equilibristasquilibrato (18 aprile) che è una bellissima apertura per quella che sarà una bellissima giornata.

Poi ci sono i Maghi e le Streghe; la morte è la loro onnipresente compagna di viaggio! Non la dimenticano mai. La onorano e la rispettano. Le sorridono, consapevoli del Suo importantissimo ruolo. Le dicono “grazie” perché li tiene costantemente svegli e non gli permette di sprecare nemmeno una briciola di tempo. Per aver trasformato le loro vite, da scialbo ed inutile affannarsi annaspando nel buio, in un viaggio di Luce, Conoscenza, Meraviglie.

Namaste. Buon sabato.

Armonia di pensieri

follia

Notte ballerina.

Parole, musica, poesia, versi.

Tutto che risuona nella testa senza sosta.

Pace, calma.

E ora è tutto li sul fondo.

Ammassato sotto agli occhi aperti.

Informe e confusa amalgama di sensazioni avvolgenti.

Di sprazzi che a volte emergono dal niente.

È il nuovo giorno…

Senza titolo

“Il salvagente”

La poesia è il salvagente

cui mi aggrappo

quando tutto sembra svanire.

Quando il mio cuore gronda

per lo strazio delle parole che feriscono,

dei silenzi che trascinano verso il precipizio.

Quando sono diventato così impenetrabile

che neanche l’aria

riesce a passare.

(K. Gibran)

alba

I legami più profondi non sono farmi né di corde, ne di nodi, eppure nessuno li scioglie.

(Lao Tze)