Parole nella notte

magic

 

Io sono la Luna,

dappertutto e in nessun luogo.

Non cercarmi al di fuori;

abito nella tua stessa vita.

Ognuno ti chiama verso di sé;

io ti invito solo dentro te stesso.

La poesia è la barca

e il suo significato è il mare.

Vieni a bordo, subito!

Lascia che io conduca questa barca!

(Rumi)

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Siamo come foglie

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Siamo come Foglie,

Tutte uniche

ma Tutte facenti parte

dello stesso Albero.

Splendenti e dipinte di mille colori.

Riflesse dal sole

ci agitiamo nella brezza

e ci avvitiamo in un soffio di vento.

Ci adagiamo lente

sulla terra bagnata

e ci solleviamo leggere

mirando l’azzurro del cielo.

Grazie

Magica Magia ovvero Wiz this is 4 U :P

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“Le parole sono Magia”

Lettera persa

nei Venti impazienti

e appesi all’Amo 

della Coda splendente

di una Luna gigante,

mentre il Sole rifulge

e Taglia impetuoso

Minuti sfuggenti

di Vite aggrappate

ad una Legge non detta

ad una Lettera “M”

scritta su Venti fogli dispersi

che Amo col cuore…

ed io son sempre in Coda paziente

ed è L’una

e Sole rimangono le mie parole

mentre Taglia non trovo e dimensione non ho

Minuti son gli Arti

aggrappati alla Vite ricolma di frutti

mentre l’anima Legge la verità nell’immenso.

(Maro’… chissonooooo)

Alma de cantaora ovvero dedicato a Tati (che l’ha dedicata a me)

Soy el poder dentro de mí
Soy el amor del sol y la tierra
Soy gran espíritu y soy eterna
Mi vida esta llena de amor y alegría
Y cuando lo cantas muchas veces, pues, mira, te la crees
Yo creo que lo mejor es no tener miedo,
no tener miedo
Soy mañana, soy Aurora
Soy la luz, soy la sombra
El presente, el ahora
Alma de cantaora
Alma de cantaora
Hablar del despertar femenino
Soy la tierra soy el cielo
Soyla luna en un espejo
Soy chamana, sanadora
Alma de cantaora
Alma de cantaora
El poder es dentro de nosotros
Y cantaré mientras me quede voz
No dejaré un rincón sin mi canción
Y cantaré como una bendición
La libertad de ser lo que soy
Soy la lluvia soy el trueno
Soy la Madre, rayo y fuego
Soy hermana luchadora
Alma de cantaora
Alma de cantaora
Alma de cantaora
Soy chamana, sanadora
El presente, el Ahora
Soy mañana, soy Aurora
Alma de cantaora
Lelere lo le, lelere lo la
Alma de cantaora
Lelere lo le, lelere lo la
Alma de cantaora
Hablar del despertar femenino
por miles y miles de años la mujer era considerada
igualito que el hombre
y mientras que la mujer fue tomada así en cuenta
nunca se envenenó la tierra, nunca, por miles y miles de años
Y cantaré mientras me quede voz
No dejaré un rincón sin mi canción
Y cantaré como una bendición
La libertad de ser lo que soy
Yo creo que lo mejor es no tener miedo
Lelere lo le, lelere lo la
Alma de cantaora
El poder es dentro de nosotros
El despertar femenino
Por miles y miles de años
Realizarse con amor

Errare humanun

Sempre tratto da “Il potere della Stupidità” di Giancarlo Livraghi.

sbagliare

Sarebbe sciocco illudersi che ci sia un modo per non sbagliare mai. Non esiste un patrimonio di intelligenza, esperienza, competenza, conoscenza e metodo così perfetto da eliminare ogni possibilità di errore.

Non sempre gli errori sono stupidi. Quando la lezione che si impara vale di più del danno provocato da un errore, il risultato si colloca nel quadrante dell’intelligenza (di questo si è parlato nel capitolo 4 a proposito della “legge di Murphy”).

Può accadere anche che un errore riveli un difetto nel modo in cui era stata presa una decisione o impostato un progetto. Se non ci limitiamo a correggere l’errore, ma riusciamo a capirne le cause, possiamo arrivare a una soluzione più intelligente.

Se mettessimo un neonato in un ambiente chiuso e sterile, e lo lasciassimo crescere in quella situazione, al primo contatto con il mondo esterno rischierebbe di morire, per un inadeguato sviluppo del suo sistema immunitario.

È altrettanto pericoloso non sbagliare mai – o illudersi di essere infallibili. Se cadiamo nell’abitudine (capitolo 15) di ripetere gli stessi comportamenti, anche se in passato avevano dato buoni risultati, il problema non è solo che smettiamo di imparare. Sta anche nel fatto che, in pratica, le situazioni e i comportamenti non sono mai esattamente uguali. L’abitudine e la routine si sclerotizzano, attenuano le capacità percettive e ci inducono a perdere progressivamente contatto con la realtà.

Una forma diffusa di stupidità è l’incapacità di ammettere i propri errori. Non solo di non confessarli agli altri, ma di nasconderli anche a se stessi. Il coraggio di dire, e di pensare, “ho sbagliato” non è solo onesto. È anche un modo intelligente di ridurre il potere della stupidità.

È importante anche saper gestire gli errori altrui. Quando qualcuno sbaglia non basta strillare “sei stupido”. Perdonare può essere più civile, ma non è sufficiente. Dobbiamo chiederci se abbiamo fatto (o non fatto) qualcosa che ha messo quella persona in condizione di sbagliare.

Dobbiamo anche cercare di capire se quella persona sia irrimediabilmente stupida (o anche solo inadatta a un particolare compito) e, in quel caso, trovare un modo efficace per metterla in condizione di non nuocere. Ma più spesso la soluzione è un’altra: aiutare la persona a capire l’origine dell’errore – e così ridurre la possibilità che lo ripeta.

Questo è ovvio? Sì, in teoria. Ma in pratica è molto più frequente che si giochi allo scaricabarile – e che si vada alla ricerca di un “colpevole” o di un “capro espiatorio” invece di capire che cosa si può imparare da un errore.

Quando si ha la fortuna di trovarsi in un ambiente aperto, dinamico, collaborativo, in cui si è abituati a condividere gioie e dispiaceri, successi e insuccessi, problemi e soluzioni… può essere utile un esame collettivo degli errori, dalle origini fino alle conseguenze. Non per diluire le responsabilità, consolarsi a vicenda o piangere sul latte versato, ma per cercare di arricchire il patrimonio comune di esperienza.

“Sbagliando si impara”, dice il proverbio. Ma si può fare molto di più. C’è un’interessante metafora in Of Clouds and Clocks di Karl Popper (1966): “Einstein e l’ameba”.

«Nella scienza, come nella vita» – spiega Popper – «vige il metodo dell’apprendimento per prove ed errori, cioè l’apprendimento dagli errori. L’ameba ed Einstein procedono allo stesso modo, per tentativi ed errori; la sola differenza rilevabile nella logica che guida le loro azioni è che i loro atteggiamenti sono diversi. Einstein, diversamente dall’ameba, cerca consapevolmente di fare di tutto, ogni volta che gli capita di trovare una nuova soluzione, per coglierla in fallo. Assume un atteggiamento consapevolmente critico nei confronti delle proprie idee, cosicché – mentre l’ameba morirà a causa dei suoi errori – Einstein sopravvivrà proprio grazie ai suoi errori».

In altre parole, non basta imparare passivamente dagli errori, ma è utile “saper sbagliare”. La stupidità non sta nel commettere errori, ma nel non volersene accorgere, non volerli capire, non saperli usare come una fonte di apprendimento.

Un criterio di buon senso, che è anche un serio metodo di gestione, è il “rischio calcolato”. Si possono identificare (o costruire come campi di sperimentazione) situazioni in cui sia possibile commettere errori con effetti meno preoccupanti – e così imparare dall’esperienza concreta il modo più adatto a evitare, o correggere, problemi o “imprevisti” più gravi.

Se il più stupido degli stupidi è chi non sa di essere stupido, anche chi crede di non sbagliare mai. Ma c’è chi cade nell’errore opposto. È talmente ossessionato dalla paura di sbagliare da chiudersi in un esagerato e ripetitivo precisionismo, in una ritualità formale che spesso produce più errori di quanti ne possa prevenire o risolvere (di stupidità della burocrazia si è parlato nel capitolo 12).

Charles de Talleyrand era un birbante e un intrigante, ma non era stupido. Ai suoi discepoli insegnava: «Surtout pas trop de zêle». La precisione, l’attenzione, la disciplina, la cura dei dettagli sono intelligenti e possono togliere molto spazio alle insidie della stupidità. Ma l’eccesso di zelo non è solo noioso e irritante. Può essere anche la causa di molti errori.

Se sbagliare è umano, perseverare non è diabolico. È solo stupido. Non dobbiamo aver paura degli errori, né lasciarci innervosire, ma imparare a capirli. L’uso intelligente degli errori è uno degli antidoti alla stupidità.

Pensieri sconnessi

Solo perché non capite certe cose non significa che siano sbagliate.

(tratto dal film “La Spada nella Roccia” di W. Reitherman)

spada

– Merlino: Vedi giovanotto, questa faccenda dell’amore… è una cosa potentissima!
– Artù: Più forte della gravità?
– Merlino: Beh sì figliolo, in un certo senso… io direi che è la forza più grande sulla terra!

(tratto dal film “La Spada nella Roccia” di W. Reitherman)

Perché oggi ho in mente “La spada nella roccia”?

Non lo so. E un periodo di “cose” che ballano e favole che rispecchiano la realtà e ci aiutano a trovare la via.

Ma tutto torna perché anche questa favola, come tutte le altre, ha una morale che in questo caso è molto semplice: la “via col cuore” è dire la verità, essere sempre onesti e umili: nel tempo premia perché solo i coraggiosi che intraprendono una strada spesso non battuta saranno premiati prima o poi dal destino.

Mamma in attesa

treno

Sono molto indecisa.

Oggi devo fluire, con la vita e con la leggerezza di chi sa quale è il sentiero da percorrere, la strada col cuore insomma…

In realtà ho il “canino sanguinante” con le “entità” che, stupidamente sicure della propria posizione, pensano di esprimere giudizi gratuiti dall’alto di un pulpito fatto solo di arroganza e tronfia sicurezza o pensano di insegnare qualche cosa agli altri quando non riescono neanche ad imparare.

In few words, pensano che il prossimo sia cretino.

Mi limiterò a lanciare i miei strali contro il servizio ferroviario che, in quanto pendolare, uso giornalmente. E mi fermo qui.

Un bel tacer non fu mai scritto

Questa mattina ho fatto un viaggio disumano seduta davanti alla toilette senza poter allungare le gambe e con la gente che mi camminava sui piedi. Tutto perché è giornata di sciopero e sembra che i treni siano stati “accorciati” per recuperare carrozze in favore dei convogli diretti ad Expo…

E questo è il primo punto: io pago ed esigo un servizio. Punto. Perché a volte non viene rispettata neppure la mia dignità?

Il secondo punto è più una “nota di colore“.

L’ altra sera mi sono seduta al posto di un’ ipotetica “attending” o “expecting” mother. Prima c’erano gli invalidi di guerra, ora non ci sono più e quindi… ma diomiooooo… l’espressione non funziona in italiano, perché viene tradotta in un inglese inesistente? Maccheronico? Siamo la città di Expo…

“Mamma in attesa”, cioè, semplicemente: “donna incinta”

Cosi il cervello ti si arrovella in una spirale di equilibrismi logici e illogici: una donna è mamma perché in attesa di un figlio o in quanto in attesa di un figlio è mamma? Che perversione… E’ incinta. Stop.

E, in inglese, la corretta definizione o traduzione per incinta è “pregnant”.

Ci possiamo poi aggiungere “woman” ma va da se che solo una donna può essere “pregnant”…

Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem”

(cioè, non moltiplicare gli enti più del necessario)

(ps. non ho mai studiato latino, mi sono limitata alla “rosa” di scolastica memoria e me ne rammarico… Ho messo la citazione in latino perché fa “figo”, lo ammetto… smile)

Arcano II (La Papesse)

Papessa

Il Tuono, Mente Perfetta

Io fui mandata avanti dal potere,
ed Io sono venuta presso coloro che riflettono su di me,
ed Io sono stata trovata tra quelli che mi cercano.

Cercatemi, voi che meditate su di me, e voi uditori, ascoltatemi.
Voi che mi state aspettando, portatemi a voi.
E non allontanatemi dalla vostra vista.
E non fate in modo che la vostra voce mi possa odiare, e neppure il vostro ascolto.
Non ignoratemi, ovunque ed in ogni tempo. State in guardia!
Non ignoratemi.

Pensieri Pendolari

“Pensieri pendolari” su un treno pieno all’inverosimile in una giornata di sciopero mentre l’unico posto che trovi seduta è davanti alla toilette.

E tutti vogliono passare.

Ma ci sono solo dieci centimetri di spazio… dove volete andare?

Non c’è posto… Non ce n’è…

L’ uomo superiore è calmo senza essere arrogante; l’uomo dappoco è arrogante senza essere calmo.

(Confucio)

Aum <3<3<3<3 Enjoy life!

Tra il caffè ed il treno – 28 aprile

alba

La brezza dell’alba ha segreti da dirti.

Non tornare a dormire.

Devi chiedere quello che davvero vuoi.

Non tornare a dormire.

C’e’ gente che va avanti e indietro attraverso le porte dove i due mondi si toccano.

La porta e’ tonda e aperta.

Non tornare a dormire.

(Rumi)