I calzini hanno un’ anima?

Io lo trovo simpatico e con un fondo di verità…

calzini

Articolo di Oliver Burkeman tratto da Internazionale

Prima di darvi le ultime notizie sul mondo del decluttering, o cioè l’eliminazione del superfluo, vorrei soffermarmi un attimo a riflettere, con un certo orrore, sul fatto che esiste un “mondo del decluttering”. Lo scherzo peggiore che il capitalismo ci ha fatto è stato quello di convincerci che comprare cose ci avrebbe reso felici. E, se questo non succedesse, che dovremmo comprare libri su come liberarci di quelle cose, o spazi dove immagazzinarle, per fare posto a nuovi acquisti.

È una strana situazione, quindi c’è poco da meravigliarsi se anche i consigli sul decluttering sono piuttosto strani. Questo aggettivo si addice perfettamente all’ultimo libro di Marie Kondo, Il magico potere del riordino. Mettiamola così: Kondo pensa che dovremmo trattare i nostri calzini come persone in miniatura, che quando stanno nel cassetto sono “praticamente in vacanza”.

Lasciate che vi spieghi. Kondo è un’“esperta di pulizie” giapponese. Quando la primavera scorsa il suo libro è arrivato nel Regno Unito ha fatto grande scalpore, e adesso sta per essere pubblicato anche negli Stati Uniti. È chiaramente una fanatica (racconta che da adolescente correva a casa tutta eccitata, impaziente di riordinare la sua stanza) e il risultato è un misto di ottimi consigli e suggerimenti discutibili.

Per esempio, non riesco ad accettare la sua idea di prendere ogni oggetto che possediamo, chiederci: “Mi dà gioia?” e gettarlo via se la risposta è negativa (mentre scrivevo la prima cosa che ho visto alzando gli occhi dallo schermo è stata una scatola di graffette. Non è che mi diano tanta gioia, però mi servono). Uno dei suoi consigli che ho trovato più saggi, invece, è quello di mettere in ordine procedendo per categorie e non per collocazione: non prima la stanza da letto e poi il soggiorno, ma prima i vestiti, poi i libri e così via.

La cosa che colpisce di più è la sua insistenza sul fatto che anche gli oggetti hanno dei sentimenti e meritano di essere trattati come esseri viventi. Si ha la sensazione che Kondo non sia mai sola in casa: il suo mondo è popolato di vestiti che sono più felici quando sono piegati bene e di posate che sono contente di aiutarla a mangiare. È famosa per il suo metodo per piegare le magliette in modo tale da poterle sistemare in piedi nel cassetto, anche perché pensa che impilarle una sull’altra non sia giusto per quelle che rimangono sotto. Dovremmo assegnare un posto a ogni cosa, perché “avete mai pensato come sarebbe destabilizzante vivere senza fissa dimora?”. Occuparsi così degli oggetti “è il modo migliore per invogliarli a esserci utili”. E, certo, li possiamo buttare, ma prima dobbiamo dirgli addio come si deve.

Lo so, è assurdo. Ma se questo è pensiero magico, non si tratta forse dello stesso pensiero magico che pervade l’economia? Tantissime pubblicità ci spingono a considerare gli oggetti e le marche come qualcosa che ci gratifica quanto il rapporto con un essere umano. Ci prendiamo gioco dei popoli primitivi perché pensano che gli alberi abbiano un’anima, e poi insultiamo il navigatore satellitare e chiediamo al nostro cellulare di organizzarci una riunione. Accumulare senza mai gettare via nulla, sostiene qualcuno, è un modo per cercare negli oggetti la sicurezza che non troviamo negli esseri umani.

Forse dovremmo smettere di trattare le cose come persone. Ma fino a quando non ci riusciremo non sarebbe meglio rispettarle, come fa Kondo, invece di desiderarle ardentemente per poi gettarle via quando non ci emozionano più? Se lo facessimo con le persone saremmo considerati esseri spregevoli. Almeno così la penso io. E dopo aver consultato i miei calzini, sono lieto di comunicarvi che anche loro sono d’accordo.

(Traduzione di Bruna Tortorella)

21 Replies to “I calzini hanno un’ anima?”

      1. no, è solo un mondo popolato da bimbetti capricciosi cui tutto è dovuto ma che non devono nulla a nessuno, per i quali il mondo è solo un grande supermercato a loro completa disposizione(persone incluse), e che perciò non sono in grado di dare valore ad alcunché; neppure alla loro stessa esistenza

      2. Ahimè questa è la massa caro… ma ci sono persone “diverse”. E torniamo al discorso di ieri sull’ educazione che non è solo insieme di regole… ma… :D:D

      3. educare dovrebbe esser questo…

        E un maestro disse:
        Parlaci dell’Insegnamento.
        E lui disse:
        Nessuno può insegnarvi nulla
        se non ciò che già sonnecchia nell’albeggiare della vostra conoscenza.
        Il maestro che cammina all’ombra del tempio
        tra i discepoli non elargisce la sua sapienza,
        ma piuttosto la sua fede e il suo amore.
        E se davvero è saggio,
        non vi invita ad entrare nella dimora del suo sapere,
        ma vi guida alla soglia della vostra mente.
        L’astronomo può dirvi ciò che sa degli spazi,
        ma non può darvi la sua conoscenza.
        Il musico può cantarvi la melodia che è nell’aria,
        ma non può darvi l’orecchio che fissa il ritmo,
        né l’eco che rimanda il suono.
        E colui che è esperto nella scienza dei numeri
        può descrivervi il mondo del peso e della misura,
        ma oltre non può condurvi.
        Poiché la visione di un uomo non presta le proprie ali a un altro uomo.
        E così come ognuno è solo nella conoscenza di Dio,
        ugualmente deve in solitudine conoscere Dio e comprendere la terra.

        Khalil Gibran

    1. Però è una bella cosa quella di rispettare gli oggetti intorno a noi perché fonte di “felicità”. Certo prima bisognerebbe farlo con persone e non solo perché ci possono procurare felicità ma solo in quanto “altro noi” ;D;D

      1. un tempo c’era la buona abitudine di ringraziare anche per il piatto di minestra sulla tavola… che era un modo per ricordarci che nulla ci è dovuto, e che dobbiamo saper apprezzare anche le più piccole cose a nostra disposizione.
        Ma noi moderni siamo superiori a queste sciocche “superstizioni”, è tutto e solo insulsa e servile materia di cui è legittimo far l’utilizzo che più aggrada… e sticazzi per i posteri. La stupidità è quella di non accorgersi che trattare le cose e le persone come oggetti senza valore significa fare di se stessi altrettanto.
        In occidente Tantra significa metodo per trombare per otto ore di seguito, ma la filosofia tantrica a monte delle tecniche per ottenere l’illuminazione(di cui quelle sessuali sono solo una minima parte) consiste proprio nella sacralizzazione di ogni cosa e gesto. E sacralizzare qualcosa significa semplicemente attribuirgli importanza e valore e dedicargli quindi attenzione consapevole.

  1. Allora mio caro. A volte credo di “esagerare” con i GRAZIE ma in realta il grazie nn e solo l inizio o la prima regola dell essere educato. E riconoscere la sacralita appunto del dono e del ricevere. E attribuire valore alle cose anche quelle minime. Per certi versi e riconoscere che tutto tutto tutto e um dono. C vuole ancora una volta consapevolezza di cio x esprimere un grazie sincero e consapevole. E dove lo trovi oggi? Eppure basterebbe l esercizio banale d trovare ogni giorno 2 cose per le quali dire grazie e lentamente il tuo approccio si modifica in magia. (Continua)

      1. E ci credo profondamente. Ho fatto otto anni girando in giro per il giappone. Metterei uno qualunque dei pischelli che trovo in treno a curare uno stone garden solo per vedere arrivare la pioggia e mandare tutto in vacca… Cosa ci sta dicendo tutto ciò? Io lo so ma loro? boh…

      2. Ti dico un’altra cosa. ho fatto fare almeno 3 corsi al mio cane perché “non riuscivo a tenerlo” grande e grosso com’è e, alla fine… io sono stata educata. Anche in questa “cosa” la via è sempre n due direzioni :D:D vabbè lui si siede per avere il biscotto.

  2. Le parole di Gibran sono bellissime e vere. Diciamo che me ne approprio. Torniamo al Maestro Mon Cher e al fatto che ognuno è Maestro di se stesso e chi condivide la tua strada ti è Compagno. in una dimensione di scambio a due vie… Non esiste altro Maestro se non quello che abbiamo dentro e chi ci è vicino nulla altro fa che educarci. Ed è per questo che il Grazie è quanto di più importante possa esistere. Di più, ti diro, nulla ma nulla è scontato ma tutto ci è dato per essere messo a frutto nel modo migliore. E questa si chiama responsabilità. Non è teoria neanche un po’… Curarsi dei propri calzini è il primo passo per curarsi di chi amiamo e di noi stessi. Avevo un libro che parlavo di cucinoterapia quale espressione di amore e cura degli “altri” attraverso la preparazione del cibo e della preparazione del cibo quale rispetto per i tempi della natura (es. il valore della lievitazione del pane). Banalità? non credo. Banale invece è prendere da altre filosofie “lontane” solo quello che ci piace e ci conviene… o no? ;D

    1. saggia donna, sisisi… L’Amore è la chiave di tutto l’ambaradam. Pensa al caso estremo di quando si è innamorati, la nostra attenzione è totalmente rivolta ad un unico e solo ente. Se c’è l’Amore c’è rispetto, cura, attenzione, responsabilità e consapevolezza… manco a dirlo, questo è un mondo senza Amore

      1. Saggia forse perché ho preso talmente tante padellate in faccia che qualcosa mi è rimasto. E hai totalmente ragione. Ti ripeto, la mia esperienza col cibo (in positivo e in negativo) in quanto esperienza d’amore o di odio è stata fondamentale. Non lo so se è un mondo senza Amore. Voglio pensare che l’Amore sia stato solo sotterrato sotto quintalate di indifferenza e superficialità ed egoismo ma ti ripeto, credo fermamente che volendolo lo si può ritrovare integro ed intatto. Basta veramente poco per cominciare. Ne sono certa. 😀 cmq GRAZIE, le tue parole mi danno gioia :D:D

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