Arcano XI (La Force)

la forza

Ama la vita
Ama la vita così com’è
Amala pienamente,senza pretese;
amala quando ti amano o quando ti odiano,
amala quando nessuno ti capisce,
o quando tutti ti comprendono.

Amala quando tutti ti abbandonano,
o quando ti esaltano come un re.
Amala quando ti rubano tutto,
o quando te lo regalano.
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo nemmeno un po’.

Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta.
Amala quando sei forte,
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura,
o quando hai una montagna di coraggio.
Amala non soltanto per i grandi piaceri
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime gioie.

Amala seppure non ti dà ciò che potrebbe,
amala anche se non è come la vorresti.
Amala ogni volta che nasci
ed ogni volta che stai per morire.
Ma non amare mai senza amore.

Non vivere mai senza vita!

(Madre Teresa di Calcutta)

Sabato ovvero una parabola sufi

pavone

“Accrescere il bisogno”

Il tiranno che regnava sul Turkestan stava una sera ascoltando un derviscio raccontare delle storie, quando gli venne in mente di interrogarlo a proposito di Khidr.

“Khidr arriva in risposta a un bisogno”, disse il derviscio. “Afferra il lembo del suo mantello quando appare, e la conoscenza sarà tua”.

“Può succedere a chicchessia?”, chiese il re. “A chiunque ne è capace”, rispose il derviscio. “Chi potrebbe esserne più ‘capace’ di me?”, pensò il re, che fece proclamare dai suoi araldi: “Colmerò di ricchezze colui che mi presenterà a Khidr l’invisibile, il grande protettore degli uomini”.

Udendo questa notizia, un vecchio di nome Bakhtiar Babà, che viveva in miseria, ebbe un’idea e disse a sua moglie: “Ho un piano e presto saremo ricchi. Poco dopo dovrò morire, ma ciò non ha importanza perché la nostra fortuna assicurerà la tua sussistenza”.

Bakhtiar si presentò al re e annunciò che avrebbe trovato Khidr entro quaranta giorni, se il monarca gli avesse dato mille monete d’oro. “Se troverai Khidr”, rispose il re, “riceverai una somma dieci volte superiore, altrimenti sarai giustiziato all’istante, come monito per coloro che si prendono gioco dei re”.

Bakhtiar accettò le condizioni. Tornò a casa e diede l’oro a sua moglie. Con quella somma il suo avvenire era assicurato. Trascorse i quaranta giorni che gli rimanevano da vivere, in contemplazione, preparandosi per l’altra vita.

Al quarantesimo giorno si presentò al re e disse: “Maestà, la vostra avidità vi ha portato a pensare che il denaro potesse costringere Khidr a manifestarsi. Ma è stato detto che Khidr non appare in risposta a un desiderio scaturito dall’avidità”.

Il re era furibondo. “Maledetto, pagherai con la tua vita! Chi sei per prenderti gioco delle aspirazioni di un re?”.

“La leggenda afferma che ogni uomo può incontrare Khidr, ma dice anche che rincontro è fruttuoso solo se le sue intenzioni sono pure. Si dice che Khidr può apparire a un uomo nella misura e per il tempo in cui questi merita il suo intervento. Su ciò, ne voi ne io possiamo esercitare il benché minimo controllo”.

“Basta con queste disquisizioni!”, esclamò il re. “Non ti prolungheranno certo la vita! Non mi resta che chiedere consiglio ai miei ministri qui presenti sul modo migliore di giustiziarti”. Si rivolse al primo visir e gli chiese: “Come deve morire quest’uomo?”.

“Fatelo arrostire vivo”, disse il primo visir, “perché serva da monito”.

Parlando in ordine di precedenza, il secondo visir propose a sua volta: “Fatelo squartare”. “Provvedete ai suoi bisogni essenziali nella vita, anziché costringerlo a truffare per sovvenire ai bisogni della sua famiglia”, disse il terzo visir.

Mentre stavano deliberando, un vecchio saggio era entrato nella sala delle udienze. Non appena il terzo visir ebbe finito di parlare, il nuovo venuto disse: “Ognuno esprime l’opinione che corrisponde ai propri pregiudizi nascosti e permanenti”.

“Che cosa intendi?”, chiese il re.

“Intendo dire che il primo visir ha esordito nella vita come panettiere. Egli parla quindi usando i termini del proprio mestiere e propone di arrostirlo. Il secondo visir è stato a suo tempo macellaio, e parla di squartare. Il terzo visir, che è un esperto di politica, comprende ciò che è all’origine della questione che state dibattendo.

“Notate due cose. Primo, che Khidr appare e serve ognuno in funzione della sua capacità di approfittare della sua venuta. Secondo, che quest’uomo di nome Bakhtiar – che chiamerò Babà a causa del suo sacrificio – è stato spinto dalla disperazione a fare ciò che ha fatto. Egli ha accresciuto il suo bisogno e, di conseguenza, mi ha costretto ad apparirvi”.

Mentre lo guardavano, il vecchio saggio svanì sotto i loro occhi. Il re fece del suo meglio per seguire le direttive di Khidr. Concesse una rendita vitalizia a Bakhtiar, mentre il primo e il secondo visir furono destituiti dalle loro funzioni. Bakhtiar Babà e sua moglie, riconoscenti, restituirono le mille monete d’oro al tesoro reale.

Come il re poté incontrare nuovamente Khidr e ciò che accadde tra loro, si trova racchiuso nella storia della storia della storia del Mondo Invisibile.

* * *

Si dice che Bakhtiar Babà fu un saggio sufi che visse una vita modesta e ordinaria nel Khorassan fino agli eventi riportati in questa storia. Attribuita anche ad altri sceicchi sufi, la storia illustra il concetto di interazione tra le aspirazioni umane e un altro piano dell’esistenza. Khidr è il legame tra queste due sfere.

Il titolo è ispirato alla famosa poesia di Jalaludin Rumi:

“II bisogno crea nuovi organi di percezione.

Uomo, accresci dunque il tuo bisogno,

per poter accrescere la tua percezione”.

Questa versione proviene dalla bocca di un maestro derviscio dell’Afghanistan.

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