Parole nella notte

Gandalf: Il coraggio sarà d’ora in poi la migliore arma di difesa.

umilta

Dammi il supremo coraggio dell’Amore,

questa è la mia preghiera,

coraggio di parlare,

di agire, di soffrire,

di lasciare tutte le cose

e di essere lasciato solo.

Temperami con incarichi rischiosi,

Onorami con il dolore,

e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadro.

Dammi la suprema certezza nell’amore,

e dell’amore,

questa è la mia preghiera,

la certezza che appartiene alla vita nella morte,

alla vittoria nella sconfitta,

alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,

a quella dignità nel dolore,

che accetta l’offesa,

ma disdegna di ripagarla con l’offesa.

Dammi la forza di amare

sempre

e ad ogni costo.

(Tagore)

armonia

Aragorn: Figli di Gondor! Di Rohan! Fratelli miei! Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore! Ci sarà un giorno, in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza, ma non è questo il giorno! Ci sarà l’ora dei lupi e degli scudi frantumati quando l’era degli uomini arriverà al crollo, ma non è questo il giorno! Quest’oggi combattiamo! Per tutto ciò che ritenete caro su questa bella terra, vi invito a resistere! Uomini dell’Ovest!

I sogni sono luce

Il grado di libertà

di un uomo

si misura dall’intensità

dei suoi sogni.

(A. Merini)

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Il gatto e la luna

luna

Il gatto andava qui e là

E la luna girava come trottola,

E il parente più stretto della luna,

Il gatto strisciante, guardò in su.

Il nero Minrialoushe fissava la luna,

Perché, per quanto vagasse e gemesse,

La luce fredda e limpida nel cielo

Turbava il suo sangue animale.

Minnaloushe corre fra l’erba

Alzando le sue zampe delicate.

Vuoi ballare, Minnaloushe, vuoi ballare?

Quando s’incontrano due parenti stretti

Che c’è di meglio che mettersi a ballare?

Forse la luna imparerà,

Stanca delle mode di corte,

Un nuovo passo di danza.

Minnaloushe striscia fra l’erba

Di luogo in luogo illuminato dalla luna,

La sacra luna sul suo capo

È entrata in una nuova fase.

Lo sa Minnaloushe che le sue pupille

Passeranno di mutamento in mutamento,

Che vanno dalla tonda alla lunata,

Dalla lunata alla tonda?

Minnaloushe striscia, fra l’erba

Solo, importante e saggio,

E leva alla luna mutevole

I suoi occhi mutevoli

(W. B. Yeats)

So resistere a tutto tranne che alle tentazioni

(O. Wilde)

Smile.

Il fascino delle insicurezze

Tratto da Internazionale. Di Oliver Burkeman

papavero

Se mai vi trovaste ad aver bisogno di lasciare un paese in fretta – chi di noi non è mai stato oggetto di una caccia all’uomo al livello nazionale? – il mio consiglio è: non date mai per scontato che un aeroporto con la parola “internazionale” nel nome sia il posto migliore per prendere un volo per Rio de Janeiro. Da uno studio pubblicato di recente sul blog di psicologia Science Of Us è emerso che la parola “internazionale” è un segno di insicurezza: i piccoli aeroporti come il Norwich international airport la usano più di quelli grandi come Heathrow.

Lo psicologo Paul Rozin e i suoi colleghi hanno anche scoperto che è molto più probabile che gli studenti dell’università della Pennsylvania affermino che il loro ateneo fa parte della “Ivy league” rispetto a quelli di Harvard, che come tutti sanno fa parte di quel gruppo di prestigiose università statunitensi. Tra parentesi, lo studio è apparso su Psychological Science, che è esattamente il nome che ci aspetteremmo per una rivista di psicologia, visto che gli psicologi sono paranoicamente preoccupati di non essere considerati veri scienziati.

Tutto questo non fa che confermare la saggezza della battuta di Amleto a proposito della signora che protestava troppo: quando affermiamo energicamente qualcosa spesso significa che, in realtà, ne dubitiamo o pensiamo esattamente il contrario. I freudiani la chiamano “formazione reattiva”: quando ci si vergogna dei propri desideri, un possibile meccanismo di difesa è dichiarare categoricamente che è vero il contrario. Questo è il motivo per cui certi pastori statunitensi diventano aggressivamente omofobi: perché non vogliono ammettere di essere gay. È anche per questo che bisogna sospettare di chiunque continui a ripetere quanto è contento di essere single o sposato, di non avere figli o di averli: sembra che voglia disperatamente convincere se stesso.

Ma c’è anche qualcos’altro in questo atteggiamento, che non si applica solo alle persone che negano l’evidenza: cioè, sui nostri sentimenti riveliamo sempre più di quel che crediamo. Le cose di cui le persone scelgono di parlare o di scrivere, i mestieri e i tipi di rapporti che le attraggono spesso non esprimono le loro preferenze, ma piuttosto indicano quello che più le tormenta. I fondamentalisti atei, per esempio, si lasciano spesso coinvolgere emotivamente nelle questioni religiose (non sarebbero fondamentalisti atei se non fosse così). I medici che decidono di lavorare al pronto soccorso forse cercano qualcosa, o fuggono da qualcosa, ma di sicuro non sono indifferenti alla morte, ai traumi o alla vita umana. Quindi, devo dedurre che anche questa rubrica sia la mappa delle mie fobie, piuttosto che una serie di consigli forniti da chi le ha superate tutte.

“Insegniamo meglio ciò che più abbiamo bisogno di imparare”, diceva in proposito un vecchio saggio hippy come Richard Bach. Quasi per definizione, le cose che abbiamo capito perfettamente ci annoiano, mentre troviamo decisamente più affascinanti le questioni irrisolte. Siamo pubblicità ambulanti dei nostri tormenti interiori. Nessuno si salva, né io né voi, e neanche l’aeroporto internazionale di Norwich che, dopotutto, vuole solo sentirsi un grande aeroporto in un mondo che lo spaventa. Che c’è di male?

(Traduzione di Bruna Tortorella)

Nel Nulla, nel Tutto

parole

Nel Nulla, nel Tutto.

Parole.

Galleggio in parole come fiumi

Acque lente e calme

saltellanti ed impetuose

cristalline

dolci

avvolgenti

Immergo la pelle e le ferite

le ossa ed i dolori

Affondo la testa sotto la superficie

ad occhi chiusi

Mi invadono le orecchie

ballano sul fondo delle pupille nella notte

Le sento vibrare e diventare melodia

trasformarsi in musica senza suono

che danza al centro sul fondo della vita

e che muove i miei piedi in un cerchio di passi

attorno all’anima immobile.

Al centro del mondo

Chi non danza non sa cosa succede.

(Frammento gnostico)

Colui che danza cammina sull’acqua e dentro una fiamma.

(F.Garcia Lorca)

E i passeri cinguettano sui rami…

Sembra triste ma non è così…

magia2

“Cosa offrire alla morte”

Il giorno che la morte busserà
alla tua porta, cosa le offrirai?
Porgerò alla mia ospite la coppa
colma della mia vita: non lascerò
che se ne vada a mani vuote.
Tutta la dolce vendemmia
di tutti i miei giorni d’autunno,
di tutte le notti d’estate,
tutto quello che ho guadagnato,
tutto quello che ho spigolato
nella mia vita operosa,
lo porgerò a lei,
quando alla fine dei miei giorni
la morte busserà alla mia porta.

(R. Tagore)