Parole nella notte

cielo

“Cercavo te nelle stelle”

Cercavo te nelle stelle

quando le interrogavo bambino.

Ho chiesto te alle montagne,

ma non mi diedero che poche volte

solitudine e breve pace.

Perché mancavi, nelle lunghe sere

meditai la bestemmia insensata

che il mondo era uno sbaglio di Dio,

io uno sbaglio del mondo.

E quando, davanti alla morte,

ho gridato di no da ogni fibra,

che non avevo ancora finito,

che troppo ancora dovevo fare,

era perché mi stavi davanti,

tu con me accanto, come oggi avviene,

un uomo una donna sotto il sole.

Sono tornato perché c’eri tu.

(P. Levi)

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Rumore sottile

note

Rumore sottile

di parole che si accendono

e brillano riflesse.

Rumore sottile

di parole che diventano note

sotto palpebre stanche.

Rumore sottile

di parole che prendono il volo

attraverso pensieri danzanti.

E mentre il sorriso si accende

ed il riso fiorisce

si illuminano le stelle.

Boristene

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(…) Rinunciare al cavallo è un sacrificio ancor più penoso per me; una belva non è che un avversario, ma il cavallo era un amico. Se mi si fosse lasciata la scelta della mia condizione, avrei optato per quella di Centauro. Tra Boristene e me i rapporti erano d’una precisione matematica: obbediva a me come al suo cervello, non come al padrone. Ho mai ottenuto altrettanto da un uomo? Un’autorità così totale comporta, come qualsiasi altra, il rischio d’un errore per chi la esercita, ma il piacere di tentare l’impossibile in fatto di salti all’ostacolo era troppo grande per rimpiangere la lussazione d’una spalla o la frattura d’una costola. Il mio cavallo surrogava i mille concetti inerenti al titolo, alla funzione, al nome, che complicano le amicizie umane, con la sola conoscenza del mio peso esatto. I miei slanci erano per metà suoi; conosceva con precisione, e forse meglio di me, il momento in cui la mia volontà diverteva dalle mie forze.

(M. Yourcenar – Memorie di Adriano)

passi

Gli Amici sono come i cavalli.

Non c’è bisogno di parole.

Alcune Bionde sono come i cavalli e non sono “solo” delle bionde.

Perché sotto al biondo c’è di più.

Perché oltre le gambe c’è di più.

Un cuore grande ed un coraggio indomito.

E gli Amici se li scelgono con cura perché conoscono il valore della parola Amicizia.

E non accettano cuori meno valorosi dei loro.

Amen.

Sul far della sera

Coi piedi gonfi, le gambe a pezzi, la palpebra calante

Guardi fuori dal tuo finestrino (posizione toilette, of course)

lo spiraglio di luce che unisce il giorno alla sera

E il mondo corre veloce

Mentre la luce va via e lascia posto al crepuscolo.

Stanca. Ma non troppo.

Felice.

trionfo

Venite amici, che non è tardi per scoprire un nuovo mondo.

Io vi propongo di andare più in là dell’orizzonte, e se

anche non abbiamo l’energia, che in giorni lontani mosse la

terra e il cielo, siamo ancora gli stessi, unica ed eguale

tempra d’eroici cuori, indeboliti forse dal fato, ma con

ancora la voglia di combattere, di cercare, di trovare

e di non cedere.

(dal film “L’attimo fuggente” di Peter Weir)

Arcano VII (Le Chariot)

Chariot

Mi son tirata tardi…

Sono pieno, completamente pieno di forza. Nulla va sprecato: ancorato al pianeta, amante di tutte le sue energie, avanzo con esse. Come un cavaliere di fuoco, non mi muovo dal mio posto. Non scivolo sopra la Terra. Vedo dall’alto. Viaggio insieme al tempo senza mai uscire dall’attimo. Senza passato, senza futuro, l’unico tempo possibile: il presente, come un gioiello dal valore incommensurabile. Ciò che non sta qui non è in nessun altro luogo.

Sono l’origine di tutti i guerrieri, dei campioni, degli eroi, di ogni capacità di sopportazione e di ogni coraggio. Nulla mi spaventa, nessuna impresa. Posso andare in guerra oppure nutrire tutti gli abitanti della Terra. Sono nel mio pieno centro, nel cuore dell’universo, attraversato da tutte le energie della materia e dello spirito.

L’ entusiasmo non é tutto

Boost si o boost no?

entusiasmo

(Tratto da Internazionale. Scritto da Oliver Burkeman)

Quando nel Regno Unito o negli Stati Uniti esce un libro sulle pratiche spirituali orientali – meditazione, yoga, reiki – la regola non scritta è che nel titolo e in copertina ci devono essere un fiore di loto, qualche sassolino, un cielo limpido, un placido laghetto o una statua sorridente. Volendo si possono anche combinare questi elementi a caso, per esempio un sassolino sorridente in un cielo limpido: l’arte della meditazione. Nelle migliori librerie.

Questi cliché riflettono la convinzione diffusa che la cultura del sudest asiatico sia basata sulla lentezza, sull’introspezione e sulla ricerca della pace interiore, in altre parole, su quello che facciamo quando vogliamo sfuggire ai ritmi frenetici della vita moderna (ovviamente, occidentale). Ma secondo l’esperto di psicologia giapponese Gregg Krech le cose non stanno proprio così. Analizzando più a fondo le filosofie orientali, scrive nel suo nuovo libro “The art of taking action”, ci rendiamo conto che sono piene di consigli pratici. È vero, sulla copertina del libro troviamo le solite canne di bambù in riva a uno stagno, ma il suo contenuto è tutt’altro che placido.

Secondo Krech il problema degli inviti all’azione del tipo “coraggio, datti da fare” è che sono troppo legati all’importanza di provare entusiasmo per quello che facciamo e allo sforzo di evitare il disagio associato agli aspetti noiosi, difficili e meno affascinanti di un lavoro: in poche parole, sono troppo legati alle emozioni. Se vediamo la vita in questo modo, per evitare di rimandare all’infinito c’è un unico sistema: trasformare la riluttanza in entusiasmo.

Ma cercare di controllare le proprie emozioni “è come cercare di far risalire le acque del fiume Kamo verso la sorgente”, diceva lo psicologo giapponese Shoma Morita, le cui teorie sono al centro del libro di Krech: è impossibile. L’alternativa che suggerisce Morita, l’arugamama, consiste nel rinunciare a combattere le sensazioni spiacevoli, accettarle e fare comunque le cose, il che è molto più pratico che essere schiavi delle emozioni del momento. Krech cita anche il maestro di meditazione Eknath Easwaran: “L’affermazione che sentiamo tanto spesso – ‘Lo farò perché mi piace’ – è indice di mancanza di libertà”.

Pensare all’entusiasmo in questi termini è illuminante: non è più qualcosa che nella vita tutti dovremmo cercare, ma come un handicap leggermente imbarazzante che rischia di distrarci da quello che conta pur guidandoci in quella direzione. “L’unico modo per risolvere veramente il problema dell’entusiasmo”, scrive Krech, “è smettere di esserne dipendenti”: è proprio quando si smorza l’entusiasmo che scopriamo di che pasta siamo fatti.

Questo non vuol dire che dobbiamo accettare con rassegnazione un rapporto o un lavoro che odiamo. Significa che per decidere cosa fare non dobbiamo basarci sull’entusiasmo o sul desiderio di evitare il disagio. La vita (per parafrasare il Buddha) è insoddisfacente di per sé. E rendersene conto è liberatorio: non dovremo più chiederci se la strada che stiamo seguendo ci porterà a vivere grandi emozioni e nessuna frustrazione, perché siamo già certi che non sarà così.

In una vecchia parabola zen citata da Krech, un monaco chiede al suo maestro cosa deve fare quando ha troppo caldo. “Quando fa caldo, lascia che il caldo ti uccida”. Questo consiglio non va preso alla lettera. Ma perché non sprecare meno tempo a lottare contro il disagio? Questo sì che è un ottimo consiglio. Essere capaci di fare quello che c’è da fare, che ci piaccia o meno, è quasi come disporre di un superpotere.

(Traduzione di Bruna Tortorella)

Rispondiamo all’ appello

Dedicato ad equilibristasquilibrato

Scrivere è un’occupazione solitaria. Avere qualcuno che crede in te fa una grande differenza.

(S. King)

Amico. Io credo in te. Sempre

Di tutto quanto è scritto io amo solo ciò che uno scrive col sangue. Scrivi col sangue e allora imparerai che il sangue è spirito.

(F. Nietzsche)

Tra il caffè ed il treno – 6 maggio

strada

“Il mio passato”

Spesso ripeto sottovoce

che si deve vivere di ricordi solo

quando mi sono rimasti pochi giorni.

Quello che è passato

è come se non ci fosse mai stato.

Il passato è un laccio che

stringe la gola alla mia mente

e toglie energie per affrontare il mio presente.

Il passato è solo fumo

di chi non ha vissuto.

Quello che ho già visto

non conta più niente.

Il passato ed il futuro

non sono realtà ma solo effimere illusioni.

Devo liberarmi del tempo

e vivere il presente giacché non esiste altro tempo

che questo meraviglioso istante.

(A. Merini)

Chiudi gli occhi e ascolta. Uno. Col Tutto.