Parole nella notte

“Poesia della solitudine al Kyohakuin”

Solo per nascita. Solo nella morte.

Esisto nell’ intermezzo, solo, il giorno e la notte.

L’Io che nasce e muore solo

è l’io che solo abita quest’ umile capanna.

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Ancora, in termini di solitudine un’ immagine della libertà profonda della mente illuminata. Sapersi collocare, consapevolmente, “nell’ intermezzo” dell’ esperienza rifiutando di sposare le categorie opposte e universali del pensiero: questo è il segreto della libertà Zen (ovvero della “via di mezzo” della saggezza buddhista).

(La saggezza dei Maestri Zen nell’ opera di Sengai)

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Message in the bottle

Fu cosi che Gandalf prese il comando dell’ultima difesa della Città di Gondor. Ovunque egli si recava i cuori degli uomini si riconfortavano e le ombre alate svanivano dalla memoria. Instancabile andava dalla Cittadella al Cancello, da Nord a Sud, facendo tutto il giro delle mura (…)

(J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli)

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Riflessioni personali

Dedicato alla mia amica Paola

Amore…, io spero tu ti stia godendo il tuo fantastico tour della Cina rossa.

Spero tu ti stia godendo Pechino e la Piazza Rossa, Shanghai, Hong Kong e il Peak, il giro in catamarano e tutto il resto.

Spero tu abbia fatto incontri interessanti in aereo perché sul suolo cinese dubito…

Insomma, ti auguro il meglio. Il divertimento, la cultura, ecc. ecc.

Mi spieghi però, perché per mandare te in Cina abbiamo dovuto accettare di accattarci un numero smisurato di “figli di mandarini” che scaricati a frotte dai bus turistici si avventano come fameliche formiche “rosse” contro le mura del Castello Sforzesco, come tante carpe dilagano nel pianoro del fossato, ed occhieggiano come tante apine dalla papaiuola (l’aiuola dei papaveri) miracolosamente comparsa?

Io lo so che tu tornerai, e non vedo l’ora. So anche che costoro torneranno nelle loro terre lontane ma mi rimarrà sempre il dubbio che possano smontarsi il Castello per portarselo via nella valigia, un mattone ciascuno…

Questo non è uno scambio equo… tesoro mio…

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Power of Flowers

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Filastrocca di primavera,

come tarda a venire la sera.

L’hanno vista ferma in un prato

dove il verde è rispuntato,

un profumo di viole in fiore

l’ha trattenuta un paio d’ore,

ha perso tempo lungo la via

presso un cespuglio di gaggia,

due bimbi con un tamburo di latta

hanno incantato la sera distratta.

Adesso è tardi, lo so bene:

ma però la sera non viene

(G.Rodari)

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Non é serio

Riso. Convulsione interna che altera i lineamenti del viso ed è accompagnata da suoni inarticolati. È infettivo e, seppure intermittente, incurabile.

(A. Bierce)

Questa mattina sono arrivata in ufficio e una collega mi ha chiesto come faccio a sorridere sempre. Beh io non riesco a fare a meno di ridere e non riesco a far a meno di trovare un motivo per non ridere, forse sarà la meravigliosa leggerezza che ho dentro. 

Scelgo una gonna e sarà a fiori. Scelgo uno delle trenta paia di scarpe e sarà azzurro o rosso. Scelgo un paio di orecchini e saranno indiani, aztechi, maya o comunque assolutamente colorati.

Mi sento il riso negli occhi ma anche nella bocca, nelle labbra, nel tono della voce, nel colore degli abiti, nei capelli refrattari a pieghe e parrucchieri, nei passi di cui ricopro la strada o le scale che salgo, nel modo in cui sfioro i passanti sul marciapiede.

Niente mi sembra serio ma tutto mi sembra terribilmente magico.

Non va bene per una donna “di mezza età”, mi dico… o si? tanto non lo sono… o si?

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Noi vogliamo che il mondo sia meno serio e più sensibile alla vita; certo, dev’essere sincero, ma non serio.
Noi vogliamo che il mondo impari che il senso dell’umorismo è una delle qualità fondamentali di un uomo religioso.
Se non ridi, ti lasci sfuggire moltissimi misteri della vita: la risata ti rende un bambino innocente e ti collega all’esistenza; ti unisce al fragore dell’oceano, al silenzio delle stelle.
La risata, fa dell’uomo l’unico essere intelligente del mondo, perché solo chi è intelligente può ridere. Ma l’intelligenza va stimolata, va usata, altrimenti si impigrisce e muore.
Accade a qualsiasi parte del corpo: se non usi le gambe per anni, si atrofizzano… non riuscirai più a camminare. Se tenessi gli occhi chiusi per tre anni, perderesti il senso della vista.

(…) Ma la serietà è sempre stata ritenuta un requisito indispensabile, per avere il rispetto sociale; e questo ha reso tutti seri.
E oggigiorno, non si è più seri per un motivo particolare, si è semplicemente seri: è diventata una seconda natura; la gente ha scordato che è una malattia… è la morte del senso dell’umorismo.
Eppure la vita, tutt’intorno a noi, è colma di motivi per ridere… se hai il senso dell’umorismo, ti accorgi che non c’è tempo per essere tristi; a ogni istante, accade una cosa o l’altra…
Certo, il mio compito è riportare il sorriso all’intera umanità, che lo ha dimenticato. E quando dimentichi di ridere, ti dimentichi sempre di cantare, di amare, di danzare… non solo di ridere.
La risata è unita ad altre qualità, così come alla serietà si uniscono altre cose: se ti dimentichi di ridere, ti dimentichi di amare. Come fai, con una faccia lugubre, a dire a una donna: “Ti amo”‘? Per lo meno un sorrisino dovrai pur farlo!
Con un volto serio, non riuscirai più a dire nulla… e la gente prende le cose con tale e tanta serietà, che tutto diventa opprimente.
Impara a ridere sempre di più.
La risata, per me, è sacra come lo è la preghiera: è la sola preghiera possibile.

(Osho)

Arcano XI (La Force)

La fede riceve, l’amore dà. Nessuno può ricevere senza la fede. Nessuno può dare senza l’amore. Per questo, appunto, crediamo, per ricevere veramente; è così che possiamo amare e dare, giacché se uno non dà per amore, non trae profitto da ciò che dà.

(Vangelo di Filippo)

la forza

Luce e tenebre, vita e morte, destra e sinistra, sono tra loro fratelli. Non è possibile separarli. Perciò né i buoni sono buoni, né i cattivi sono cattivi, né la vita è vita, né la morte è morte. Per questo ognuno si dissolverà nel suo stato originale. Ma coloro che sono al dì sopra del mondo sono indissolubili ed eterni. I nomi dati alle cose terrestri racchiudono una grande illusione: infatti distolgono il cuore da ciò che è consistente per volgerlo a ciò che non è consistente.

(…) I nomi che si odono sono nel mondo per indurre in inganno;

(…) Ma la verità addusse nel mondo dei nomi, poiché è impossibile insegnarla senza nomi. La verità è una unità, ma è anche molteplicità per noi, affinché impariamo tale unità attraverso la molteplicità.

(Vangelo di Filippo)

Talenti ovvero grazie del dono

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Esistono uomini e donne i cui talenti ci lasciano stupefatti: essi possiedono un dono.

E cos’ è un dono? Un’ entità venuta ad abitare in un essere per manifestarsi attraverso lui.

I nostri contemporanei, che si dicono razionali, forse non ammetteranno mai l’idea che i talenti e le capacità siano entità che dimorano negli esseri umani. Ma allora quei talenti? Appunto perché un dono è un ospite venuto da lontano: aveva accettato di stabilirsi nella tal persona, ma dato che questa gli ha creato condizioni insopportabili, ha finito per andarsene. E’ capitato a molti che, invece di vegliare sul tesoro che possedevano, lo hanno dilapidato con una vita di disordini, di atti disonesti e intrighi. Si illudevano che il  loro talento fosse qualcosa di definitivamente acquisito. Eh no, purtroppo non è cosi. Perciò, se non volete perdere i vostri doni, se volete amplificarli o acquisirne altri, dovete preparare per le entità celesti le condizioni adatte: la pace, l’armonia, la luce.

(O. M. Aivanhov)