Facciamo due conti

anima

Replica sintetica ad Equilibristasquilibrato

Tu non hai scoperchiato il “vaso di Pandora”, tu stai scatenando tutte le Morrigan che stanno nel 2 percento della popolazione femminile.

Secondo te, se io trovo il “tipo” di cui sopra, dopo tutto il culo che mi sono fatta…

1. Me lo lascio scappare?

2. Lo scambio con una “scamorza industriale”, leggasi “ilico assolutamente inadeguato”?

Ti sei già risposto…

ANCHE NO.

Mica sono “babba”

Questo fa al caso mio…

Essere disordinato è sinonimo di intelligenza e creatività: i risultati di una una nuova ricerca del neuroscienziato Robert Thatcher

Redazione, L’Huffington Post

Più sei disordinato, più sei brillante.

Può sembrare assurdo, ma è quello che sostiene Steve Johnson nel suo libro “Da dove vengono le buone idee: la storia naturale dell’innovazione”, come Racconta il Time. Nell’opera, che si basa sui risultati di un esperimento di neuroscienze effettuato da Robert Thatcher, emerge che la creatività è caotica. Le idee hanno bisogno di “spaziare” e di entrare in contatto con altre idee perché ci sia una scintilla creativa.

Infatti, afferma Johnson, il numero di idee è più alto nelle grandi città rispetto ai piccoli centri. Anche avere più hobby consente al tuo cervello di comparare e risolvere problemi e situazioni, grazie a connessioni che si creano in maniera inconscia. Allo stesso modo, leggere contemporaneamente più libri rende più facile la nascita di nuove idee, cosa che, secondo Johnson, viene più facile a chi tende ad avere una mente che divaga.

Ma chi si specializza non ha nulla da temere. Studiare a fondo un determinato settore, infatti, non sembra limitare la creatività. Anzi, è il vero il contrario: le idee producono altre idee. Tuttavia bisogna essere aperti al confronto perché il dibattito è, secondo Johnson, di gran lunga molto più produttivo. Anche quando si lavora in team, è meglio mettere insieme diversi livelli di esperienza piuttosto che tendere all’uniformità e cercare la perfezione. Anzi, proprio quando non si è al massimo della forma, potrebbero venire buone idee. Il disturbo bipolare e quello del deficit d’attenzione, ad esempio, sono associati ad alti livelli di creatività. Johnson afferma addirittura che quando si è ubriachi o esausti il cervello è predisposto a nuove scoperte.

Alla fine del libro, Johnson raccomanda:

Fate una passeggiata, coltivate le intuizioni, scrivete tutto ma lasciatelo in disordine, scoprite per caso, fate errori, coltivate più hobby, frequentate le caffetterie, seguite i link, lasciate che altri elaborino le vostre idee, prestate, riciclate, reinventate. Costruite un ammasso di intrecci.

disordine

Capito? Puntini uniti…

Essenza

2014-08-26 16.42.49

L’uomo ama, non perché ha interesse di amare questo o quello, ma perché l’amore è l’essenza dell’anima sua, perché egli non può non amare.

(L. Tostoj)

Arcano V (Le Pape) ovvero in fondo lo Yamabushi é un “Papa” o no?

Una cosa importante che non insegna nessuno è che ci sono due dualismi: uno orizzontale, che è il classico yin/yang, ed uno verticale dove in alto c’è lo spirituale/ideico ed in basso il materiale tangibile. Ed ecco uno dei significati più profondi del simbolo della croce. L’esistenza umana ideale, ossia perfettamente equilibrata, si svolge nel punto d’incrocio tra le due rette.
Il Papa rappresenta lo Spirito, ovvero la parte maschile della nostra Coscienza, mentre l’Anima è la controparte femminile. Io lo chiamo “picciolo” perché amo usare la metafora per cui noi siamo frutti/foglie su di un albero. Il picciolo è perlappunto ciò che ci tiene in connessione con l’unità e attraverso cui fluisce la linfa dell’albero stesso, la Coscienza universale.

Ricordando che il Papa è Pontifex, cioè è colui che connette il Divino all’Umano.

(Equilibristasquilibrato)

A volte il Guerriero della Luce ha l’impressione di vivere due vite nello stesso tempo.
In una è obbligato a fare tutto ciò che non vuole, a lottare per idee nelle quali non crede.
Ma c’è anche un’altra vita, ed egli la scopre nei sogni, nelle letture, negli incontri con uomini che la pensano come lui.
Il Guerriero consente sempre alle due vite di avvicinarsi.
“C’è un ponte che collega quello che faccio con ciò che mi piacerebbe fare,” pensa.
A poco a poco, i suoi sogni cominciano a impadronirsi della vita di tutti i giorni, finché egli avverte di essere pronto per ciò che ha sempre desiderato.
Allora basta un pizzico di audacia, e le due vite si trasformano in una.

(P. Coelho – Il Guerriero della Luce, grazie a Claudio Chiaramonte)

Arcano V (Le Pape)

le pape

Ops… è “nuovo”…

Sono al servizio di questa comunicazione tra il basso e l’alto, la mia missione è unire gli opposti apparenti. Un ponte non è una patria, è soltanto un luogo di passaggio. Consente la circolazione delle energie creatrici del fenomeno, magnificamente illusorio, che chiamiamo esistenza. Non è isolandomi, ma imboccando tutte le vie che comunico la buona novella.

Incarno la benedizione: davanti a me siete in presenza di un mistero.

Investite della mia missione le vostre azioni, svegliatevi di fronte alla forza del sacro: ogni vostro gesto minimo, ogni atto, diventerà a sua volta sacro. Conoscerete l’estasi di chi non parla per sé.

I miei sacchetti di patatine son spariti

cuciare

Questa mattina la macchina delle merendine era sistemata ma i sacchetti di patatine spariti: qualcuno se li è “babbati” e io rimango qui con la voglia di patatine…

Il cibo.

Anni fa, quando vivevo in cucina ma non mangiavo nulla ma proprio nulla, avevo trovato e comperato un libro: “Cucinoterapia – curare, accudire, amare se stessi e gli altri con il cibo” e siccome tutto torna, mi sono partite delle riflessioni, in parte già nell’aria…

Allora ho recuperato il libro.

Odiato o amato, preparato con cura o consumato al volo, il cibo è sempre in cima ai nostri pensieri, anche quando non vogliamo. Lo sa bene chi, in un momento d’ansia, si ingozza di salatini e patatine; o chi, per lenire un dispiacere, divora un panettone intero. Ma il cibo è molto più che la valvola di sfogo delle nostre tensioni: il cibo è nutrimento e vita, è cura e attenzione, è socialità e comunicazione. Cucinare diventa quindi un atto profondamente creativo, giocoso, rassicurante, in cui ogni fase della realizzazione di una ricetta diventa un momento prezioso, da godere da soli o condividere con gli altri: preparare gli ingredienti, manipolare la materia, attendere la cottura, assaggiare. Fino al momento più bello e più atteso, quello del convivio.

Cucinare e alimentare l’Altro è l’atto supremo di accudimento, e non comincia davanti ai fornelli ma molto prima, nella mente di chi decide di concepire un piatto e di realizzarlo. L’idea, il progetto si attua a partire dalla scelta degli ingredienti sino alla sua materializzazione attraverso fasi ben precise.

Cucinare con e per l’Altro cura l’anima, il cuore e la mente.

Che dire? Meditate gente… meditate…

Se non siete capaci di qualche stregoneria, è inutile che vi occupiate di cucina.
(G. C. Sidonie)

Tutto ciò che viene dalla mia cucina è cresciuto nel cuore
(P. Eluard)

Non si sa di nessuno che sia riuscito a sedurre con ciò che aveva offerto da mangiare, ma esiste un lungo elenco di coloro che hanno sedotto spiegando quello che si stava per mangiare.
(M. Vàzquez Montalbàn)

Il Guerriero della Luce

Il guerriero della luce ha in sé la scintilla di Dio.

Il suo destino è quello di stare con gli altri guerrieri, ma a volte avrà bisogno di praticare, solitario, l’arte della spada: perciò quando è separato dai compagni, si comporta come una stella.

Illumina quella parte dell’Universo che gli è stata destinata e tenta di mostrare galassie e mondi a coloro che guardano il cielo.

La perseveranza del guerriero sarà ben presto ricompensata. A poco a poco, altri guerrieri si avvicinano, e i compagni si riuniscono in costellazioni, coi loro simboli e i loro misteri.

Jump!

tuffo1

La vita a volte è solo un tuffo.

Niente più di un tuffo.

Tu sei li, in alto.

Pelle contro cielo, pelle sotto al sole.

E guardi giù.

Il blu dell’acqua.

Ma non lo sai.

Non sai come sarà quando i tuoi piedi la toccheranno e ne fenderanno la superficie.

Magari sarà fredda, magari calda, magari dura, magari produrrai tanti spruzzi o magari no.

Chiudi gli occhi.

Respiri a fondo. Riempi i polmoni d’aria.

Il cuore batte perché sotto c’è l’ignoto.

Il tuffo.

Il niente e il tutto.

Fai un salto.

E poi giù.

Ad occhi chiusi e senza respiro.

Col cuore che batte.

Spacchi la superficie e l’acqua ti accoglie.

Ti avvolge, ti entra nelle orecchie.

E ti riporta su.

Pelle contro cielo. Pelle sotto al sole.

Jump!

My way

And now, the end is here

And so I face the final curtain

My friend, I’ll say it clear

I’ll state my case, of which I’m certain

I’ve lived a life that’s full

I traveled each and ev’ry highway

And more, much more than this, I did it my way

Regrets, I’ve had a few

But then again, too few to mention

I did what I had to do and saw it through without exemption

I planned each charted course, each careful step along the byway

And more, much more than this, I did it my way

Yes, there were times, I’m sure you knew

When I bit off more than I could chew

But through it all, when there was doubt

I ate it up and spit it out

I faced it all and I stood tall and did it my way

I’ve loved, I’ve laughed and cried

I’ve had my fill, my share of losing

And now, as tears subside, I find it all so amusing

To think I did all that

And may I say, not in a shy way,

“Oh, no, oh, no, not me, I did it my way”

For what is a man, what has he got?

If not himself, then he has naught

To say the things he truly feels and not the words of one who kneels

The record shows I took the blows and did it my way!

(…)

Yes, it was my way