Tra il caffè e il treno – 18 maggio

corpi

“Dire, Fare”

Tra ciò che vedo e dico,

tra ciò che dico e taccio,

tra ciò che taccio e sogno,

tra ciò che sogno e scordo,

la poesia.

Scivola

tra il sì e il no:

dice

ciò che taccio,

tace

ciò che dico,

sogna

ciò che scordo.

Non è un dire:

è un fare.

È un fare

che è un dire.

La poesia

si dice e si ode:

è reale.

E appena dico

è reale,

si dissipa.

È più reale, così?

Idea palpabile,

parola

impalpabile:

la poesia

va e viene

tra ciò che è

e ciò che non è.

Tesse riflessi

e li stesse.

La poesia

semina occhi nella pagina,

semina parole negli occhi.

Gli occhi parlano,

le parole guardano,

gli sguardi pensano.

Udire

i pensieri,

vedere

ciò che diciamo,

toccare

il corpo dell’idea.

Gli occhi

si chiudono,

le parole si aprono.

(O. Paz)

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