Parole nella notte

lumaca

“Non abbandonarti”

Non abbandonarti, tienti stretto,

e vincerai.

Vedo che la notte se ne va:

coraggio, non aver paura.

Guarda, sul fronte dell’oriente

di tra l’intrico della foresta

si è levata la stella del mattino.

Coraggio, non aver paura.

Son figli della notte, che del buio battono le strade

la disperazione, la pigrizia, il dubbio:

sono fuori d’ogni certezza, non son figli

dell’aurora.

Corri, vieni fuori;

guarda, leva lo sguardo in alto,

il cielo s’è fatto chiaro.

Coraggio, non aver più paura.

(R. Tagore)

Il cavaliere e il serpente

serpente C’è un proverbio che, dice: “l’ opposizione dell’uomo di conoscenza è preferibile all’ approvazione dell’imbecille”.

Io, Salim Abdali, attesto che ciò è vero tanto nelle sfere superiori quanto in quelle dei livelli inferiori dell’esistenza.

Questa verità è evidenziata nella tradizione dei saggi, che hanno trasmesso il racconto del cavaliere e del serpente.

Un cavaliere vide dall’alto del suo cavallo un serpente velenoso infilarsi nella gola di un uomo addormentato, e si rese conto che se quell’uomo avesse continuato a dormire, il veleno lo avrebbe sicuramente ucciso.

Di conseguenza prese a frustare il dormiente finché non si svegliò. Non avendo tempo da perdere lo trascinò a forza sotto un albero, ai piedi del quale c’erano delle mele marce; lo costrinse a mangiarle, poi lo obbligò a bere lunghi sorsi di acqua del ruscello.

Mentre cercava continuamente di divincolarsi, l’uomo gridava al cavaliere: “Che ti ho fatto, nemico dell’umanità, per maltrattarmi così?”.

Al calar della notte, finalmente, l’uomo, esausto, stramazzò a terra e vomitò le mele, l’acqua e il serpente. Quando vide ciò che era uscito dal suo corpo, capì quanto era accaduto e implorò il perdono del cavaliere.

Questa è la nostra condizione.

Quando leggerete questo, non confondete la storia con l’allegoria, ne l’allegoria con la storia.

Coloro che hanno ricevuto la conoscenza hanno in cambio delle responsabilità.

Coloro che non l’hanno ricevuta non ne hanno, indipendentemente da quello che pensano.

L’uomo che era stato salvato disse al cavaliere: “Se mi avessi avvertito, avrei accettato di buon grado il tuo trattamento”. “Se ti avessi avvertito”, rispose il cavaliere, “non mi avresti creduto, oppure saresti rimasto paralizzato dalla paura o saresti fuggito, oppure, ancora, ti saresti riaddormentato per cercare l’oblio. E non ci sarebbe stato più tempo”.

Spronando il suo cavallo, il misterioso cavaliere si allontanò al galoppo.

(Rumi)

Salim Abdali (1700-1765) attirò sui Sufi delle calunnie quasi senza precedenti da parte degli intellettuali, per aver affermato che un maestro sufi sa cos’è che non va in un uomo e che può essere costretto ad agire in fretta – e in modo paradossale – per salvarlo, esponendosi cosi alla collera di coloro che non conoscono il suo scopo.

Abdali cita questa storia di Rumi. Ancora oggi, ci sono probabilmente poche persone pronte a riconoscere la verità delle affermazioni contenute in questo racconto. Eppure, questo principio è stato accettato, sotto questa o altre forme, da tutti i Sufi. Commentando questo punto, il maestro Haidar Gul dice semplicemente: “C’è un limite oltre il quale è malsano che l’umanità dissimuli la verità per non offendere coloro che hanno una mentalità ristretta”.

Cattiveria & Perfidia

La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno

(A. Merini)

E così ricopro la mia nuda perfidia con antiche espressioni a me estranee rubate ai sacri testi e sembro un santo quando faccio la parte del diavolo.

(W. Shakespeare, Riccardo III)

pucci

La cattiveria è color grigio, colore anonimo e niente affatto attraente mentre la perfidia è verde, verde bottiglia.

Lo stress fa davvero male alla salute?

(tratto da Internazionale. Di Oliver Burkeman)

stress

Stress è una di quelle parole che possono assumere tanti di quei significati da rischiare di non significare più nulla. Se vi dicessi che ho avuto una giornata “molto stressante” perché dovevo andare in troppi posti, pensereste semplicemente che sono stato un po’ melodrammatico. Ma se foste gli unici sopravvissuti di un autobus turistico che è precipitato in una scarpata, potreste ragionevolmente dire che gli anni successivi sono stati “molto stressanti”.

Un concetto così ampio non può che essere ambiguo. Nel suo nuovo libro “The upside of stress” (Il lato positivo dello stress), la psicologa Kelly McGonigal lo dimostra chiaramente citando uno studio condotto nel 2011 su trentamila statunitensi, secondo il quale lo stress era legato a un aumento del 43 per cento del rischio di morte. Guarda caso, però, questo aumento riguardava solo quelli che pensavano che lo stress fosse dannoso per la salute.

Questa non è l’unica prova del fatto che c’è qualcosa che non va nell’ipotesi che essere stressati equivalga a essere infelici, mentre una vita priva di stress sia pura beatitudine. Dai sondaggi emerge che nei paesi in cui è più stressata la gente è anche più felice, e viceversa. Gli abitanti della Mauritania, per esempio, sono tra i più infelici del mondo, anche se il loro livello di stress è molto basso.

Un livello più alto è invece spesso associato a una vita più piena, e alcuni studi suggeriscono addirittura che ridurre lo stress possa provocare la depressione. Il che è imbarazzante, perché significa che tutti quei libri su come vincere lo stress e tutte quelle pubblicità che invitano a fare vacanze rilassanti potrebbero peggiorare le cose rinforzando la convinzione che dobbiamo evitarlo.

Solo un noioso sostenitore del pensiero positivo potrebbe concludere che basta uno schiocco di dita per smettere di trovare sgradevole lo stress. Ma questo non significa che non possiamo riformulare il concetto, considerarlo “neutro” rispetto alla felicità. A volte è causa di sofferenza, altre serve da stimolo, proprio come un peso da venti chili è letale se ci cade in testa, ma è utile in palestra. In fondo, scrive McGonigal, non è sbagliato dire che “l’effetto che ti aspetti è quello che otterrai”. Da uno studio condotto sulle cameriere d’albergo è emerso che quando erano incoraggiate a pensare che il loro lavoro fosse un buon esercizio fisico stavano meglio, mentre questo non succedeva se lo vedevano solo come una fatica.

Avrete già intuito le sinistre potenzialità politiche di questa scoperta. Se potessimo convincere tutti che i mestieri faticosi e i carichi di lavoro eccessivi sono una cosa positiva, perché dovremmo preoccuparci di costruire una società più sana? Ma sarebbe una deduzione sbagliata: solo perché le cameriere di albergo riescono a vedere un lavoro massacrante come un’opportunità di crescita, non significa che sia giusto così.

Comunque questa riflessione ci aiuta a capire che lo stress non è sempre quello che sembra, e che un compito apparentemente sfiancante può essere reinterpretato come una piacevole sfida. Un consiglio che si sente spesso è che dovremmo smettere di dire “devo” (presenziare a un evento, fare un viaggio) e cominciare a dire “ho l’opportunità di”. Sono solo chiacchiere? Forse. Ma potete sinceramente affermare di non esservi mai lamentati di qualcosa che altre persone sarebbero molto contente di poter fare? Io no. Lo ammetto, anche a me piace lamentarmi. Ma teniamo fuori i miei problemi psicologici da questo discorso.

(Traduzione di Bruna Tortorella)

Gatto

MICETTO

Gatto Geloso Goloso Galante e Gaudente

Galvanizzato in Gabbietta Guardando un Gabbiano

e Girando Girando con Gioco Gommato su Gancio

Ganzo e Garbuglione Gareggia

Garrulo Gasando sul Giro

è Gastone.

Il mio Gatto Gattone.

Arcano XXI ( Le Monde )

ILMONDOSono qui davanti a voi, intorno a voi e entro di voi, con immenso piacere. Sono un essere completo. In me non v’è nulla che mi opponga resistenza. Tutto è unità. Ogni cosa sta al suo posto, sono una coscienza invulnerabile, sono la danza perpetua della totalità.

Se riesci ad arrivare fino a me, se mi sviluppi dentro di te, potrai assaporare la gioia suprema che è la gioia di vivere.

Mediante l’obbedienza faccio si che il tuo intelletto impari a essere; mediante la pace assoluta faccio si che il tuo cuore impari ad amare; mediante l’apprendimento della ricezione faccio si che il tuo sesso impari a creare; mediante l’accettazione della morte faccio si che il tuo corpo impari a vivere.

Gioia ineffabile.

Rinascita

ARC EN CIEL

(Lake Como by chiediloamanu)

“Rinascita”

All’improvviso un giorno, mentre vai
e quasi ti addolori del passato
e temi anche il futuro
ecco senti due braccia
leggere che ti cingono la fronte
e parole e sorrisi odi improvvisi
che non udisti mai così soavi:
sbigottito ti volgi: luce e aria
null’altro ti circonda, solo sei:
ma da un albero cade lieve un fiore,
il primo fiore della primavera
che di nascosto il vento
gitta ai tuoi piedi, muto ambasciatore
della nuova stagione.
A quella vista senti
che l’erba cresce e la neve si scioglie,
da ogni cicatrice spunta un’ala
col fremito d’un fiore sullo stelo.
Scompare ogni tua doglia, anche il tuo cuor si spetra
e nel futuro hai fede e nel passato

(N. Moscardelli)

Il Guerriero della Luce

guerriero

Un guerriero non si accompagna a chi vuole fargli del male. Né tanto meno viene visto in compagnia di coloro che desiderano “consolarlo”.

Evita chi gli sta accanto solo in caso di sconfitta: questi falsi amici vogliono dimostrare che la debolezza ricompensa. Portano sempre cattive notizie. Tentano sempre di distruggere la fiducia del guerriero, sotto il mantello della “solidarietà”.

Quando lo vedono ferito, si sciolgono in lacrime, ma in fondo al cuore sono contenti perché il guerriero ha perduto la battaglia. Non capiscono che questo fa parte del combattimento.

I veri compagni di un guerriero sono sempre al suo fianco, nei momenti difficili e in quelli favorevoli.

È venuta così…

tacere

“Seduti”

Seduti sulle nostre seggiole

Aspettiamo pazienti che un treno passi

E si fermi.

Passeggeri nella vita che scorre dal finestrino

Verso una destinazione attesa

voluta

scelta

desiderata

o subita.

E guardiamo il mondo passare.

Piano.

Non correre.