Parole nella notte

albero vita

“La bellezza”

La bellezza non ha causa: esiste.

Inseguila e sparisce.

Non inseguirla e rimane.

Sai afferrare le crespe

del prato, quando il vento

vi avvolge le sue dita?

Iddio provvederà

perché non ti riesca.

(E. Dickinson)

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Cherry

CILIEGIE

Le ciliegie che non ho mai colto

hanno il sapore delle ciliegie più buone io abbia mai mangiato

Io non sono…

corpi

“Io non sono…”

Che cosa farò, musulmani?

Non mi riconosco più…..

Io non sono né cristiano né ebreo,

né magio né musulmano.

Io non sono dell’Est né dell’Ovest,

né della terra né del mare.

Io non provengo dalla miniera della natura

né dalle stelle orbitanti.

Io non sono della terra o dell’acqua,

del vento o del fuoco.

Io non sono dell’empireo

né della polvere su questo tappeto.

Io non sono del profondo né dell’oltre.

io non sono dell’India o della Cina,

di Bulghar o di Saqsin.

Io non sono del regno dell’Iraq

né della terra del Khorasan.

Io non sono di questo mondo né dell’altro,

non del cielo né del purgatorio.

Il mio luogo è il senza luogo,

la mia traccia è la non traccia.

Non è il corpo e non è l’anima,

perché appartengo all’anima del mio amore.

Ho riposto la dualità

e visto i due mondi come uno.

Uno io cerco, Uno conosco.

Uno io vedo, Uno chiamo.

Egli è il Primo, egli è l’Ultimo.

Egli è l’Esterno, egli è l’Interno.

Non conosco che Hhuu, nient’altro che lui.

Ebbro della coppa d’amore,

i due mondi mi scivolano dalle mani.

Non mi occupo di nient’altro

che divertimenti e bere forte.

Se una volta nella vita ho trascorso un instante senza te,

mi pento della mia vita da quel momento in poi.

Se una volta in questo mondo

otterrò un istante con te,

mi metterò i due mondi sotto i piedi

e danzerò eternamente di gioia.

Oh Shams di Tabriz, sono così ebbro in

questo mondo

che salvo la baldoria e l’ebbrezza

non ho storie da raccontare.

(Rumi)

– See more at: http://www.sufi.it/sufismo/poesia/Mevlana_Jalaluddin_Rumi.htm#.dpuf

Grande

giudizio

Noi stessi siamo l’infinitamente piccolo

e l’infinitamente grande

e la vita che li unisce.

(K. Gibran, “da The Wanderer”)