Amicizia

IMG_132184251620930

Un Facebook-dipendente mi ha detto: ho fatto 500 amicizie e in un giorno: io non le ho fatte in 86 anni. Ma quanti amici può davvero avere un essere umano?. Risposta: 150. Non di più. È questo il Numero di Dunbar: ovvero, la quantità massima di persone che possono far parte del nostro paesaggio emotivo. Andare oltre sarebbe un esubero, uno spreco di tempo. Ebbene ora la situazione è ben diversa. Ma il punto è che si può fare amicizia anche con 5000 persone su Fb, ma oltre i 150 non sono altro che semplici voyeur che ficcano il naso nella vostra vita quotidiana. Insomma, una “massa di surrogati che hanno come pregio per il consumatore contemporaneo quello di non darci quei fastidi che i rapporti umani portano inevitabilmente con sé.

(Zygmunt Bauman)

Io ne ho molti di meno.

Io la chiamo “bolla prossemica” ed è ciò che mi salva in questo mondo di surrogati.

Annunci

Over Verrazzano Bridge

gabbianibis

“Gabbiani”

Non so dove i gabbiani abbiano il nido,

ove trovino pace.

Io son come loro,

in perpetuo volo.

La vita la sfioro

com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo.

E come forse anch’essi amo la quiete,

la gran quiete marina,

ma il mio destino è vivere

balenando in burrasca.

(V. Cardarelli)

Balliamo sul mondo

BALLIAMO SUL MONDO

LUCIANO LIGABUE

Siamo della stessa pasta bionda non la bevo sai.

Ce l’hai scritto che la vita non ti viene come vuoi.

Ma e’ la tua e per me e’ speciale e se ti puo’ bastare sai

Che se hai voglia di ballare uno pronto qui ce l’hai

Balliamo sul mondo!!

Va bene qualsiasi musica

cadremo ballando

sul mondo lo sai si scivola.

Facciamo un fandango

La’ sotto qualcuno ridera’

Balliamo sul… mondo!!!!

Non ti offro grandi cose pero’ quelle li’ le avrai

Niente case ne’ futuro ne’ certezze, forse guai

Ma se dall’Atlantide all’Everest non c’e’ posto per noi

Guido io in questo tango ci facciamo posto dai

Balliamo sul mondo!!

Va bene qualsiasi musica

cadremo ballando

sul mondo lo sai si scivola.

Facciamo un fandango

La’ sotto qualcuno fischiera’

Balliamo sul… mondo!!!!

Fred e Ginger sono su una supernova sopra noi

Chiudi gli occhi e tieni il tempo e sara’ quasi fatta dai

C’e’ chi vince e c’e’ chi perde, noi balliamo casomai

Non avremo classe ma abbiamo gambe e fiato finche’ vuoi

Ballando, ballando sul ballando sul mondo

Facendo, facendo un facendo un fandango

Ballando, ballando sul ballando sul mondo

Ballando, ballando sul ballando sul

Balliamo sul mondo!!

Va bene qualsiasi musica

cadremo ballando

sul mondo lo sai si scivola.

Facciamo un fandango

La’ sotto qualcuno applaudira’

Balliamo sul… mondo!!!!

Preghiera del Viaggiatore

lumaca

« יְהִי רָצוֹן מִלְפָנֶיךָ ה’ אֱ-לֹהֵינוּ וֵא-לֹהֵי אֲבוֹתֵינוּ, שֶתּוֹלִיכֵנוּ לְשָלוֹם וְתַצְעִידֵנוּ לְשָלוֹם. וְתִסְמְכֵנוּ לְשָלוֹם. וְתַדְרִיכֵנוּ לְשָלוֹם. וְתַגִיעֵנוּ לִמְחוֹז חֶפְצֵנוּ לְחַיִּים וּלְשִֹמְחָה וּלְשָלוֹם וְתַצִּילֵנוּ מִכַּף כָּל אוֹיֵב וְאוֹרֵב וְלִסְטִים וְחַיּוֹת רָעוֹת בַדֶּרֶךְ וּמִכָּל מִינֵי פּוּרְעָנִיּוֹת הַמִתְרַגְּשוֹת לָבוֹא לָעוֹלָם וְתִשְלַח בְּרָכָה בְּכָל מַעֲשֵֹה יָדֵינוּ, וְתִתְּנֵנוּ לְחֵן וּלְחֶסֶד וּלְרַחֲמִים בְעֵינֶיךָ וּבְעֵינֵי כָל רוֹאֵינוּ וְתִשְמַע קוֹל תַּחֲנוּנֵינוּ. כִּי אֵ-ל שוֹמֵעַ תְּפִלָּה וְתַחֲנוּן אָתָּה: בָּרוּךְ אַתָּה ה’, שוֹמֵעַ תְּפִלָּה. »

Sia la Tua volontà, Signore, nostro Dio e Dio dei nostri avi, di guidarci alla pace, di guidare i nostri passi verso la pace, e farci raggiungere la nostra desiderata destinazione per la vita, la felicità e la pace.

Salvaci dalle mani del nemico, dagli agguati lungo la via e da tutte le punizioni della terra.

Benedici il nostro lavoro e concedici grazia, bontà e misericordia ai Tuoi occhi e agli occhi di tutti coloro che ci incontrano.

Ascolta la nostra umile supplica perché Tu sei Dio e ascolti le nostre richieste in preghiera.

Sii benedetto Tu, o Signore, che ascolti le preghiere.

Tre Consigli

uccello

Un giorno un uomo catturò un uccello. L’uccello gli disse; “Non posso esserti utile finché sono prigioniero. Liberami e ti darò tre preziosi consigli”.

L’uccello promise di dare il primo consiglio ancora nelle mani dell’uomo, il secondo quando avrebbe raggiunto il ramo di un albero e il terzo una volta raggiunta la cima di una montagna. L’uomo accettò e sollecitò il primo consiglio.

“Se perdi qualcosa”, disse l’uccello, “anche se ci tieni quanto la tua vita, non rimpiangerlo”.

L’uomo lasciò la presa e l’uccello andò ad appollaiarsi su un ramo.

“Non credere mai a cose contrarie al buonsenso senza chiedere prove”, elargì come secondo consiglio.

Poi l’uccello volò in cima alla montagna, dalla quale dichiarò: “Oh, sventurato! Il mio corpo racchiude due enormi gioielli. Se solo mi avessi ucciso, ora sarebbero tuoi!”.

L’uomo si tormentò al pensiero di ciò che aveva appena perso e chiese all’uccello: “Dammi almeno il terzo consiglio!”.

“Sei proprio un idiota!”, rispose l’uccello. “Sei ancora qui a chiedermi altri consigli, quando non ti sei nemmeno soffermato per un attimo sui primi due! Ti ho detto di non tormentarti per la perdita di qualcosa e di non prestare fede a cose contrarie al buonsenso. Ed è proprio ciò che stai facendo in questo momento! Ti stai lasciando andare a credere in ridicole assurdità e ti stai tormentando perché hai perso qualcosa! Non vedi che non sono abbastanza grande da contenere due enormi gioielli? Sei uno stupido! Pertanto, continuerai a essere prigioniero degli abituali limiti imposti a ogni uomo”.

(Parabola sufi)

Cosa c’é? Nulla

nullabis

Qualsiasi cosa facciate, se scaturisce dal nulla, è naturale, e questa è la vera attività. In essa provate la vera gioia della pratica, la vera gioia della vita. Ognuno scaturisce dal nulla attimo per attimo. Attimo per attimo, proviamo la vera gioia della vita. Perciò noi diciamo shin ku myo u: «Dal vero vuoto, l’essere mirabile appare». Shin significa «vero»; ku «vuoto»; myo «mirabile»; u «essere»: dal vero vuoto, mirabile essere. Senza il nulla, non c’è naturalezza, non c’è vero essere. Il vero essere scaturisce dal nulla, attimo per attimo. Il nulla è sempre presente, e da esso appare ogni cosa.

(Suzuki-Roshi, Mente zen mente da principiante)

Gandalf il Bianco ovvero una fiaba escatologica (equilibristasquilibrato inspired & devoted)

Una conclusione apparentemente inaccettabile, che deriva da premesse apparentemente accettabili per mezzo di un ragionamento apparentemente accettabile.

paradossi

A quello pensava Gandalf, morbidamente steso sul fondo del pozzo.

Ragionamenti fluidi ed escatologici fluivano dal suo cervello in volute grigie di pensieri assolutamente liberi, a volte dubbiosi, sempre educati e mai, mai “ignoranti”.

In alcuni momenti erano solo pensieri pensati, forse un po’ abbozzati e disegnati con il carboncino, mentre in altri erano saltati e saltellanti qua e là tra i puntini di stelle del Creato e la volta scura che avvolgeva il Tutto.

“Gatto Gatto, sogno o son desto: cosa è accettabile e cosa no?” si diceva tra sé e sé.

E intanto guardava Gandalf… e guardava: rimirava i suoi pensieri bizzarri e straordinari e li vedeva volteggiare, alzarsi in alto verso la luna contraddicendo l’esperienza quotidiana che tiene i comuni mortali ancorati al suolo.

Lui non era un gatto, lui era il Gatto.

Un Gatto grigio come la perla.

Caduto in fondo al pozzo nel giardino in una notte di luna piena era ora li a rimirare i puntini arancio dei cachi dell’ albero che si stagliavano contro l’astro latteo e luminoso e che sembravano scintille di fuoco confuse con le stelle.

Splat: l’unico suono oltre al fruscio dei propri pensieri.

Pensieri librati nell’aria e nel buio, liberi e volteggianti come fantasmi inconsistenti ed eterei, apparentemente accettabili di essere o no perché presenza e assenza sono la stessa cosa.

Niente più che essere.

Perché pensar l’assenza nella presenza del pensiero implica la presenza del pensiero.

O no?

Perché fu li che seppe.

Seppe che…

Siamo Uno: pensieri pensati che attraversano il cuore e arrivano all’anima.

Siamo Tutto: niente più del paradosso dei paradossi, perché esistiamo nei nostri pensieri e moriamo nelle sensazioni che attraversano l’anima per diventare gioia d’amare attraverso i moti inconsistenti della nostra mente.

E così avvolgiamo il mondo e lo tratteniamo dentro di noi.

Incessantemente esistiamo e moriamo insieme e nell’attimo, lungo il filo della nostra bizzarra e straordinaria vita. Siamo perennemente appesi all’orlo dell’inconsistenza e della burla di esseri che non sono stati e forse non saranno mai, ma che di sicuro sono ed esistono dentro e fuori di loro, anche se siamo già passati e magari non diverremo mai.

E attraverso una fenditura luminosa nella nostra Coscienza, simile al crepuscolo che unisce il giorno alla sera, noi scorriamo nei nostri pensieri e moriamo nell’amore che riluce dell’energia come un atomo impazzito e appeso al filo della vita.

“Io e i miei pensieri non siamo non più di quanto io e l’amore siamo” disse Gandalf alla luna.

E la luna lo avvolse nella sua luce.

E non fu più grigio ma bianco.

Latteo come la luce riflessa sul fondo del pozzo.

Aveva compreso.