Koan V ovvero rabdomante di facezie

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Cos’ è la donna?

È un multiverso patchwork oppure a bolle (son nove le tipologie), un universo di dimensioni parallele, pieno di toppe o bolle che si ripetono ciclicamente e che non sai come stanno insieme.

Mancanza

lumaca

Al tempio c’è una poesia intitolata “la mancanza”, incisa nella pietra.
Ci sono 3 parole, ma il poeta le ha cancellate.
Non si può leggere la mancanza, solo avvertirla.

(dal film “Memorie di una Geisha)

Ora stop.

La gatta è tornata: mi aspettava placidamente sdraiata al portoncino.

Mi ha guardata con sufficienza allungandosi sulle scale fino all’entrata, ha varcato la soglia, ha controllato la ciotola che io ho prontamente riempito di leccornie tanto ero felice, ha mangiato, si è strusciata, bacetto e riposino.

La mancanza però continuo ad avvertirla.

Di qualcosa di “buono”?

Fior di Loto ovvero dedicato a Frankie69, la mia Frankie

Per la tradizione indiana, ma in generale nella spiritualità orientale,
il fior di loto ha un significato simbolico ed esoterico:
è un simbolo di purezza e di elevazione spirituale,
poiché cresce incontaminato al di sopra delle acque fangose.
Metafora delle fasi evolutive dell’uomo, é simbolo dello spirito che trascende la materia.


FB_IMG_1420274262943(collezione privata chiediloamanu)

Il loto affonda le sue radici in profondità, nella terra fangosa e nel buio.
Allo stesso modo noi esseri umani affondiamo le nostre radici in quei pensieri e quelle emozioni che generano paure, angosce, ansie, senso di possesso dalle quali si generano falso amore e bisogno di identificazione.
Tutto ciò porta a recitare dei ruoli, ad atteggiamenti innaturali e costruiti, a falsi desideri e bisogni, a competizioni e a quei comportamenti inconsapevoli, gretti, bassi, poveri e meschini, che nulla sono se non la manifestazione inconsapevole degli istinti primordiali di sopravvivenza di un io egoico spogliato dal Sé.
Quotidianamente siamo alle prese con tutto questo che ci alimenta e che manteniamo alimentato: come il loto con le sue radici, noi non possiamo prescindere da questi radicamenti terreni, ma possiamo “vedere” cosa attingiamo.

Il loto allunga il suo stelo dentro l’acqua in un moto spontaneo, alla ricerca di aria e luce.
Questa crescita rappresenta il nostro vivere, l’affrancamento da paure e angosce, l’accettazione e il superamento di rigidi pensieri, le intuizioni e i sentimenti più nobili, le aspirazioni profonde, i sogni nel cassetto e la volontà di andare oltre. A differenza dalla spontaneità della natura, per noi umani questo processo, sempre mediato dalla mente e dalla qualità dei nostri pensieri, è estremamente faticoso, perché si originano disillusioni, aspettative mai o non sufficientemente colmate, traumi emotivi, sofferenze sentimentali, blocchi relazionali, difficoltà comunicative e tanto altro.
Ricordare la spontaneità dello stelo del loto, ci aiuta a vivere l’attimo presente e ad eliminare il giudizio ritrovando la naturalezza dell’Essere quando ci confondiamo altalenando fra polarità contrastanti: luce e buio, giusto e sbagliato, buono e cattivo, passato e futuro, ecc,

Il loto poi trova l’aria e la luce, sboccia e si apre gioiosamente: prende forma, si colora ed emana profumo.
Con determinazione, costanza, in un moto spontaneo e naturale, con un’offerta di se stesso libera, gratuita, unica e irripetibile, senza chiedersi quando, come o con chi troverà la luce, il loto arriva a trasmutare e a trascendere la pesante materia di cui si nutre.
E’ così può essere l’espressione di ogni essere umano: creativa, completa, perfetta per come è, svincolata da modelli e confronti, senza mai perdere la consapevolezza di essere nutrito dalle necessarie energie: quelle terrene, materiali, confinate, grossolane, pesanti e quelle aeree, allargate, spaziose, leggere, eteree.
E’ meraviglioso pensare che gli esseri umani, pur con culture, usi e costumi differenti, possano aprirsi alla luce di una personale, naturale e profonda spiritualità, nutrita costantemente dalla materia che, trascesa, accende la sacralità di ogni cosa, di ogni essere, di ogni evento, di ogni esperienza, per portare colore, forma e profumo in quell’istante di un tempo infinito, che consuma la vita terrena.

Buongiorno

ha

Buongiorno a chi amo

e a chi voglio bene.

Vicino a me o lontano

ma sempre al mio fianco

come io al suo.

Buongiorno ai gatti

ancora dormienti

ognuno al proprio posto

nel mondo.

Buongiorno ad Argo

sdraiato sotto al mio letto.

Buongiorno al sole

che inonda di luce.

Buongiorno al caffè

solitario stamane.

Buongiorno a te.

Che sia un Buon Giorno.