Koan VIII ovvero rabdomante di facezie (avvocatolo devoted)

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Cos’ è la Tentazione?

È l’irrefrenabile desiderio di uscire in terrazzo, saltare sul parapetto e urlare al mondo “Avv♥ ti l♥vv♥”, ma piove a dirotto e allora lo scrivo nel vento… ops, nel web

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Koan VII ovvero rabdomante di facezie

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Cos’ è la Gioia?

È il lampo silenzioso che vedi balenare negli occhi di chi ti aspetta. Tu gli dici “Hai mangiato?” e non serve altro: è tutto li. Vero Argo?

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La gioia non è condizionata dalle circostanze esterne, ma è come un faro le cui fondamenta poggiano su basi eterne.

La felicità è un effetto delle condizioni esterne, e quindi sparisce quando cambiano le circostanze favorevoli, lasciando la tristezza della depressione.

La gioia invece non cambia mai, anzi, aumenta, mentre nella nostra vita aumentano i problemi e i conflitti; cresce indipendentemente dalle condizioni.

La gioia non è né un sentimento un’emozione,  ma è uno stato di coscienza distaccato dalla dominazione dei tre mondi inferiori, i cui problemi non possono raggiungerla.

(tratto da Agni Yoga Society,  Fiery World,  Vol. II)

Caro amico ti scrivo…

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Perché le amicizie finiscono?

Difficile dirlo.

Come gli amori, le amicizie che finiscono sono sicuramente quelle dove non c’è stato ne l’impegno né la fede per renderle “grandi”.

O forse non erano tali, cioè erano amicizie solo in apparenza, più simili ad opportunismo.

O forse è destino che  alcune amicizie durino quel tanto per percorrere un pezzo di strada insieme, il tempo sufficiente per traghettarci su qualcosa di diverso,  a volte migliore a volte peggiore.

Libero arbitrio. Come sempre.

E come sempre, dobbiamo vivere con la gioia nel cuore e pochi, veri e selezionati Amici.

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Non ho bisogno di un amico che cambia quando cambio e che annuisce quando annuisco; la mia ombra lo fa molto meglio.

(Plutarco)

Alcune amicizie sono fatte a mano, la maggior parte in serie.

(D. Basili)

L’ antidoto per cinquanta nemici e un amico.

(Aristotele)

Arcano XI (La Force)

la forzaÈ la forza interiore che ci permette di affrontare la vita in modo sicuro ed equilibrato, senza cedere mai se ciò che facciamo è per noi giusto.

Il messaggio che ci arriva è che la costanza, la determinazione e la dolcezza sono la nostra vera forza.

Nel nostro percorso dobbiamo imparare ad equilibrare le forze negative e positive della nostra personalità unendole alla semplicità d’animo, che nel mondo non pare avere importanza, non sembra mai venire considerata molto, ma è la forza del puro, che non si cura molto di ciò che gli altri pensano di lui, segue la sua anima, il suo istinto e il mondo non può nulla contro di lui.

Tutto è più facile per chi è semplice: sarà se stesso, non avrà timore dell’ignoto, delle novità, non avrà paura di rischiare, vorrà osare nella vita, perché conosce le proprie capacità e le pone al servizio degli obiettivi da raggiungere. Egli saprà essere un vero guerriero.

Per diventare tale dovrà, però, anche comprendere che non siamo un’isola, non possiamo essere niente senza il nostro prossimo; il confronto con gli altri ci aiuta a maturare e a crescere, a vedere chiaro in noi stessi e fa diventare la nostra mente più aperta. Capire che non dobbiamo porre a noi stessi limiti assurdi: imparare a diventare dei possibilisti, senza temere nulla, neppure il dolore che ci viene da esperienze sbagliate. Capire che la dignità è la base del rispetto verso noi stessi, ed è una delle cose che ci distinguono dalle bestie. Provare la tensione verso la conoscenza, ammettere che ben poco sappiamo, imparando l’umiltà e con essa accettando di conoscere la verità e di accostarci ad essa.

La persona saggia rispetta tutte le energie; anche quelle pericolose, perché pensa che esse esistono per essere captate ed utilizzate in modo giusto. Non bisogna disprezzare ciò che è inferiore; anche gli istinti meno nobili sono utili perché rappresentano lo stimolo necessario di ogni azione.

E’ inutile pretendere da tutti gli uomini il bene, la virtù, il disinteresse, il compimento del dovere. L’egoismo, in tutte le sue forme, rimane il principio di questo mondo; il saggio comprende tutto ciò, ne trae profitto.

Le considerazioni legate a questa lama e che ho ricostruito attingendo a “chi ne sa più di me” sono dedicate ad un caro Amico, per me sempre esempio e lezione. Namaste

Koan VI ovvero rabdomante di facezie

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Cos’ è la Stupidità?

È il povero volo di un galletto che guarda un’ aquila in cielo e si lancia giù dalla scaletta piena di escrementi del pollaio. Non è nato per volare ma solo per fare “chicchiricchi”.

“Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio.”

(W. Shakespeare)

Ognuno deve vivere la propria vita

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Potreste lavorare dieci anni con un Maestro

cercando di capire se i suoi insegnamenti sono veri.

Ma ciò che imparerete è solo questo:

che ognuno deve vivere la propria vita.

 Buona Vita a chi la merita.