Paradosso

Tra una  cloud, un bim, ottanta telefonate, sessanta cravatte, dieci piani di scale, otto smartphone, cinque BlackBerry, centocinquanta mail distribuite su sei caselle di posta e un pomeriggio che non finisce più mi sono beccata l’aforisma della giornata…

“Manu tu sei una donna da sposare da un uomo che non si vuol sposare.”

Sto ancora cercando di capire se è un complimento o semplicemente la predizione che morirò zitella a Cuba senza aver visto la mia anima gemella (già presente in spirito…) incarnarsi.

cuba

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Pagine a caso ovvero “Ricordati di sapere sempre quello che vuoi”

Credo di avere un sacco di “cose” da fare e di sogni da inseguire.

Mai come ora, che dovrei sentirmi “a posto”, sento dentro di me prepotente il bisogno di ricominciare e non perché io ritenga di avere sbagliato (l’ho fatto…) o non sia soddisfatta con la mia vita (non mi manca proprio nulla…)

E’ assai difficile da spiegare, ma la differenza sta proprio qui e non risiede neppure nel “volere di più”.

Ma semplicemente nell’ Essere.

Essere ciò che si E’.

Realizzare la propria Leggenda Personale.

to be

“Perché non andate alla Mecca adesso?” gli domandò il ragazzo.

“Perché la Mecca mi fa sentire vivo. E’ quello che mi fa sopportare questi giorni tutti uguali, questi vasi silenziosi sui loro scaffali, il pranzo e la cena in quell’ orribile ristorante. Ho paura di realizzare il mio sogno e di non avere, poi, più alcun motivo per mantenermi vivo. Tu sogni pecore e piramidi. Sei diverso da me, perché desideri realizzare i tuoi sogni. Io voglio soltanto sognare La Mecca. Ho già immaginato migliaia di volte la traversata del deserto, il mio arrivo nella piazza in cui si trova la Pietra Sacra, i sette giti che devo compiervi intorno prima di toccarla. Ho già immaginato quante persone staranno accanto a me, davanti a me, e le parole e le preghiere che reciteremo insieme. Ma ho paura che sia una grande delusione, e allora preferisco limitarmi a sognare.”

Quel giorno, il Mercante diede al ragazzo il permesso di costruire la vetrina. Non tutti possono vedere i sogni nella stessa maniera.

(P. Coelho, L’ Alchimista)

Io posso

giudizio

Per realizzare grandi cose, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare; non solo progettare ma anche credere.

(A. France)

IO POSSO

Arcano XI (La Force)

la forza

Questo arcano rappresenta la lotta interiore, il conflitto dell’uomo con se stesso, la vittoria dello spirito sulla materia. La lama rappresenta una giovane donna bionda che, senza sforzo apparente, domina il leone e glitiene aperte le mascelle. Questa idea della Forza quale virtù cardinale, si allontana dall’immagine d’Ercole appoggiato alla clava e rivestito delle spoglie del leone. L’arcano XI non presenta il valore fisico dei muscoli, ma l’esercizio di una potenza femminile più irresistibile nella sua dolcezza di tutte le manifestazioni di forza brutale.
La belva, incarnazione di forza indisciplinata e di veemenza passionale, è il Leone divoratore dello zodiaco, il cui ritorno annuale segna l’epoca in cui il Sole, diventato bruciante, inaridisce ed uccide la vegetazione. Il Leone è vinto dalla Vergine (l’Imperatrice, arcano III), della quale ha fatto maturare le messi. Nonostante la sua ferocia, non è un animale malefico. Lasciato a se stesso prende, divora e distrugge con rabbia; ma tutto cambia quando viene domato perché, come la Sfinge nera del Carro, rende grandi servizi a chi lo sa dominare. Quindi non è il caso di uccidere l’animale, anche nella nostra personalità, come fanno gli asceti.
Il Saggio rispetta tutte le energie; anche quelle pericolose, perché pensa che esse esistono per essere captate ed utilizzate in modo giusto. Non bisogna disprezzare ciò che è inferiore; anche gli istinti meno nobili sono utili perché rappresentano lo stimolo necessario di ogni azione. La padronanza vitale esige che le forze tendenti al male vengano modificate in energie benefiche. Ciò che è vile non deve essere distrutto, ma reso nobile trasformandolo, come il piombo che bisogna saper elevare alla dignità di oro. Tale regola è applicabile in tutti i campi.
E’ inutile pretendere da tutti gli uomini il bene, la virtù, il disinteresse, il compimento del dovere. L’egoismo, in tutte le sue forme, rimane il principio di questo mondo; il saggio comprende tutto ciò, ne trae profitto, e tiene conto del Diavolo per costringerlo a collaborare, sia pure controvoglia, alla Grande Opera.
Questo è l’insegnamento dell’arcano XI.
La maga che realizza in questo modo il suo programma di iniziazione, si chiama INTELLIGENZA. E’ la Fata alla quale dobbiamo le conquiste della scienza e i progressi della civiltà. Senza l’intervento della Forza, nella quale si fondono l’Imperatrice e la Giustizia, gli egoismi individuali si opporrebbero ad ogni vita collettiva.
Quando ognuno pensa solo a se stesso, la nazione è in pericolo; se resiste all’attacco degli appetiti individuali, è grazie all’intervento dell’Anima razionale, simboleggiata nei Tarocchi dalla Donna che vince la Bestia.
Analoga a quella del Bagatto, l’acconciatura della Forza ha la forma di un otto coricato, il simbolo dell’infinito. Il cappello del Bagatto è più semplice di quello della Forza: non ostenta né la corona, né pennacchio cangiante, perché il potere spirituale (corona) si acquista soltanto esercitandolo, ed il sapere pratico non è innato.
Il Bagatto ha la capacità di acquisire tutto, ma può disporre delle sue potenzialità soltanto dopo essersi istruito nella sua carriera iniziatica. A questo punto l’arcano undici rappresenta l’ideale che è possibile raggiungere. L’uomo saggio può disporre di una forza immensa, se pensa giudiziosamente e se il suo valore individuale si identifica con la Verità Suprema.
Domerà la violenza con la dolcezza; nessuna brutalità potrà resistergli, purché egli sappia esercitare la potenza magica cui deve aspirare ogni vero adepto.
Impariamo a dominare in noi stessi il leone delle passioni dominatrici e degli istinti egoistici, se aspiriamo alla Forza veramente unica e superiore a tutte le forze! Sotto il profilo divinatorio la Forza rappresenta l’energia psichica: ragione e sentimento uniti per sottomettere l’istinto. Verbo individuale, irradiazione del pensiero. Volontà che proviene dall’individuo. Simboleggia il trionfo dell’Intelligenza sulla brutalità. Significa virtù, coraggio, calma. Forza morale che si impone alla forza brutale ed alle passioni egoistiche. Padronanza assoluta di se stessi. Anima forte. Natura energica, attiva. Lavoro, attività intelligente. E’ un carattere vivo, ardente.

SIA LA COSTANZA LA TUA VERA FORZA: NON CEDERE MAI SE CIO’ CHE FAI E’ GIUSTO PER TE! IN QUESTO MODO VINCERAI GLI OSTACOLI.
L’iniziato ha varcato un’altra porta ed ora è in un nuovo giardino, dove tutto sembra ancora più luminoso. Luce, forza, potenza. E proprio il desiderio di forza e potenza sono le virtù da acquistare. La nuova lama, la Forza, gli parla:

“Rinnova la tua energia, la tua forza; devi rendere te stesso più resistente, più potente. Devi fare del tuo nuovo io qualcosa di molto grande, di immenso, che niente e nessuno possa distruggere. Chiuditi nella tua fortezza interiore, vi troverai energia e vitalità immense. Il tuo coraggio aumenterà nelle prove della vita: esse ti vengono date per verificare la tua forza interiore, per accrescerla. Acquisterai la capacità di vedere e percepire ciò che agli altri è negato e la tua nuova energia, resa più luminosa, sarà una fonte di aiuto per chi ti vive accanto. E’ presente in te il leone ruggente: non devi distruggerlo, ma farlo tuo schiavo, dominarlo, usare la sua forza a tuo vantaggio, renderlo sensibile al tuo richiamo. Sappi che tu puoi”.

TU PUOI

(Tratto da testo di Emanuela Cella Ferrari)

Sul treno – 24 giugno

albero vita1

“Il tuo cuore lo porto con me”

Il tuo cuore lo porto con me.

Lo porto nel mio

Non me ne divido mai.

Dove vado io, vieni anche tu, mia amata;

qualsiasi cosa sia fatta da me,

la fai anche tu, mia cara.

Non temo il fato

perché il mio fato sei tu, mia dolce.

Non voglio il mondo, perché il mio,

il più bello, il più vero sei tu.

tu sei quel che luna sempre fu

e quel che un sole sempre canterà sei tu

Questo è il nostro segreto profondo

radice di tutte le radici

germoglio di tutti i germogli

e cielo dei cieli

di un albero chiamato vita,

che cresce più alto

di quanto l’anima spera,

e la mente nasconde.

Questa è la meraviglia che le stelle separa.

Il tuo cuore lo porto con me,

lo porto nel mio.

(E. E. Cummings)