L’ABBONDANZA E’ UNA CONSEGUENZA (NON UNA CAUSA) DI UNA COSCIENZA ESPANSA

RISVEGLIO DAL SOGNO PLANETARIO


immagina di avere un miliardo in banca
se ti danno dello straccione non ti offendi…
quelle parole non ti toccana, la tua coscienza va oltre quelle piccinerie

Allo stesso modo, colui che vive secondo una coscienza allargata (indipendentemente dal suo conto in banca) non si offende mai, rimane sempre sereno di fronte alle seccature dei piccoli io

il senso di abbondanza (coscienza allargata) non scaturisce dalla quantità di oggetti esterni posseduti ma dalla qualità delle esperienze vissute e “interiorizzate”

l’errore che viene commesso comunemente è quello di far dipendere tale coscienza espansa (il senso di sicurezza e tranquillità) dalla quantità di ornamenti esterni

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Il valore del “com”

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La compassione – il rimedio universale –

Solo la compassione è terapeutica, perché tutto ciò che è malato nell’uomo nasce dalla mancanza d’amore. Tutto ciò che non va nell’uomo è in qualche maniera collegato con l’amore: o non è stato capace d’amare oppure non è stato capace di ricevere amore. Non è riuscito a condividere il suo essere. Da qui la sofferenza che crea complessi d’ogni genere.

Queste ferite interne possono venire a galla in molti modi: possono diventare disturbi fisici o malattie mentali – ma, di base, ciò di cui l’uomo soffre è la mancanza d’amore. Proprio come il cibo è necessario per il corpo, l’amore lo è per l’anima. Il corpo non può vivere senza nutrimento e l’anima non può vivere senza amore. In realtà, senza amore l’anima non nasce neppure – non arrivi nemmeno al punto di pensare alla sopravvivenza.

Ecco perché sostengo che la compassione è terapeutica. Ma che cos’è la compassione? È la forma più pura d’amore. Il sesso è la forma più bassa dell’amore, la compassione la più alta. Nel sesso il contatto è soprattutto fisico, nella compassione è soprattutto spirituale. Nell’amore, sesso e compassione sono mescolati, fisico e spirituale sono mescolati. L’amore è a metà strada tra il sesso e la compassione.

Puoi anche chiamare la compassione preghiera, oppure meditazione. È in ogni caso la forma più alta dell’energia. La parola compassione è molto bella: comprende in sé passione — la passione dev’essere raffinata al punto da non essere più passione ma diventare compassione.

Nella compassione dai solamente; nell’amore sei grato perché l’altro ti ha dato qualcosa. Nella compassione, sei grato che l’altro abbia accettato qualcosa da te; sei grato perché l’altro non ti ha rifiutato. Eri venuto con dell’energia da dare, con tanti fiori da condividere, e l’altro te l’ha permesso, è stato ricettivo. Sei grato perché l’altro è stato ricettivo.

La compassione è la forma più alta dell’amore.

L’angoscia più grande nella vita è quella di non riuscire a comunicare, a condividere. L’uomo più povero è colui che non ha nulla da condividere, o che, pur avendo qualcosa, ha perso la capacità, l’arte di condividerla – allora è veramente povero.

L’uomo sessuale è veramente povero; al confronto l’uomo che ama è più ricco. L’uomo di compassione è il più ricco di tutti: è in cima al mondo. Non ha né confini, né limiti. Dà, e poi va per la sua strada. Non aspetta neppure che tu gli dica grazie; condivide la sua energia con grandissimo amore.

Questo è ciò che chiamo terapeutico.

Se la compassione non ti è ancora accaduta, non pensare di aver vissuto bene o di aver vissuto affatto.

La compassione è la fioritura. E quando accade a una persona, milioni possono essere guariti. Chiunque si avvicini a quella persona verrà sanato. La compassione è terapeutica.

(Osho, A Sudden Clash of Thunder)

Arcano IIII (L’Empereur) (equilibristasquilibrato devoted)

l'imperatore
Con l’Imperatore inizia il secondo ternario dei Tarocchi.

E’ un ternario di ordine morale, relativo al sentimento e all’esercizio della volontà, quindi all’Anima.

Dal punto di vista cabalistico l’Imperatore corrisponde alla quinta Sephirah: Chesed, misericordia, grazia, benignità, grandezza, magnificenza.

E’ la bontà creativa che chiama gli esseri all’esistenza, il potere che dona e diffonde la vita, non più l’anima giunta al termine della sua ascesa, ma l’essenza stessa dell’anima.

L’Imperatore è il principe di questo mondo; egli regna sul concreto, su ciò che è materiale, corrisponde all’immutabile, poiché egli è seduto sul cubo perfetto, punto di partenza determinante di ogni cristallizzazione costruttiva.
Ciò che è fisso e immutabile esercita un’azione determinante su ogni sostanza disorganizzata, è vago, fluttuante e lunatico.

L’Imperatore non è un despota che si impone con la propria volontà; il suo potere egli non lo esercita con la forza.

Egli si esprime ad un ideale di bontà, gentilezza e bellezza.

Il suo dominio è legittimo e sacro, perché mette in opera tutte le forze vive, anche se sono opache nella loro sorgente impura.

Egli regna sovrano sulla materia.

Per lui l’azione è il fine dell’intelligenza e la saggezza non servirebbe a nulla se non si unisse alla forza; attraverso l’unione la loro energia penetra all’interno di questo mondo, di cui egli è il sovrano indiscusso.

Questa lama rappresenta il governo, la protezione, il lavoro costruttivo ed intelligente la solidità, il consiglio, la tradizione, l’autorità del saggio.

Sul piano psicologico l’Imperatore ci invita a prendere possesso di noi stessi a ordinare tutto nel senso della volontà di potenza; egli ci insegna a far valere la nostra autorità personale, la nostra affermazione e ci insegna a come difenderla a tutti i costi.
Sotto il profilo divinatorio questa lama significa potere energico, diritto, volontà, fissità, concentrazione, certezza assoluta per deduzione matematica, costanza, fermezza, rigore, esattezza, equità e positivismo.

“Abbi fede, coraggio, volontà, tempra il tuo carattere alla luce della saggezza e dell’amore; sii consapevole di essere un uomo di desiderio, sappi che la tua forza interiore non è data solo dalla fede, ma anche dall’amore. Solo l’amore può farti continuare e farti giungere alla meta. L’amore sarà la tua fonte di energia vitale. In questo luogo, che ti appare così simile ad un paradiso, non sentirti un estraneo; l’uomo nuovo che sonnecchia in te conosce queste cose e sa che il sentiero è impervio, ma che potrà comunque raggiungere la vetta. Tu dovrai arrivare in alto per sapere che non sei ancora giunto, che, dopo questa montagna, ve ne saranno altre. Ma non temere! Ora saprai affrontare le difficoltà in modo diverso, con un coraggio nuovo! Questa forza proviene dalla nuova conoscenza della tua anima. Ora conosci le forze benefiche dell’esistenza; sai di poter contare su di esse, e sai anche di possedere una forza interiore spirituale cha va ben oltre ogni coraggio fisico. Per cui ricordati che anche nelle difficoltà nulla è perduto”.

Sei giunto in cima alla vetta, la conquista ti appartiene ed è tua.

(tratto da testo di Emanuela Cella Ferrari)

  

Caldo

caldo

Non so da che parte prendere: mi sento in un frullatore a tutta velocità…

Corri corri corri… su e giù che scende il culo… scale scale scale… si rassodano i glutei… rispondi rispondi rispondi che ti si scioglie la favella in tutte le lingue del mondo… metti in fila tutti… signori miei, pregasi prendere il numero e rispettare le distanze previste dalla privacy… fermi tutti… qui non si entra più…

e intanto si ammala pure il fattorino… mal di pancia notturno e devastante… si sa… il caldo… come dire? “La sciolta prima della tempesta“…

Ma quand’è che arriva un bel temporale che ci ritempra e ci rinfresca?

Mi sa che è meglio poetare… davanti ad una tisana… fredda.

Smile

Perdere

Ieri sera, serenamente e caldamente allungata sul divano, mi sono vista un bellissimo film ( “In her shoes”).

Non posso che riportare questa meravigliosa poesia.

perdere

“L’arte di perdere”

L’arte di perdere non è difficile da

imparare;

così tante cose sembrano pervase

dall’intenzione

di essere perdute, che la loro perdita

non è un disastro.

Perdi qualcosa ogni giorno. Accetta

il turbamento

delle chiavi perdute, dell’ora

sprecata.

L’arte di perdere non è difficile da

imparare.

Poi pratica lo smarrimento sempre

più, perdi in fretta:

luoghi, e nomi, e destinazioni verso

cui volevi viaggiare.

Nessuna di queste cose causerà

disastri.

Ho perduto l’orologio di mia madre.

E guarda! L’ultima, o la penultima,

delle mie tre amate case.

L’arte di perdere non è difficile da

imparare.

Ho perso due città, proprio graziose.

E, ancor di più, ho perso alcuni dei

reami che possedevo, due fiumi, un

continente.

Mi mancano, ma non è stato un

disastro.

Ho perso persino te (la voce

scherzosa, un gesto che ho amato).

Questa è la prova. È evidente,

l’arte di perdere non è difficile da

imparare,

benché possa sembrare un vero

(scrivilo! ) disastro.

(E. Bishop)

Il libero pensiero nasce irrimediabilmente postumo ed incompreso ( ma bisogna farsene una ragione e continuare ad agirlo)

margot.croce


“…è iniquo pensare in forza di una sottomissione ad altri, è da mercenari, da servi,  è contrario alla dignità della umana libertà assoggettarsi e sottomettersi, è cosa stupidissima credere per consuetudine, aderire ad un’opinione in forza della moltitudine di quelli che la professano”.(G.Bruno)

Il libero pensiero è una specie di maleficio mentale, un grosso pericolo per la società, un manifestarsi pernicioso delle idee che non sono riconducibili agli schemi tradizionalmente imposti e finalizzati ad un opportunismo tanto bieco quanto interiorizzato.

Un libero pensatore è un individuo talmente raro nella società contemporanea che quando se ne avvista uno lo si scambia per un qualunquista degenerato oppure uno che mina le fondamenta di una struttura (peraltro già di per sé  marcia), o un santo bevitore o, nella migliore delle ipotesi, un folle.

L’ostilità che scatena il libero pensiero in alcuni, coloro nei quali il processo di interiorizzazione delle regole è talmente radicato…

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