Poesia un po’ cosi…

wpid-sigaretta-images.jpg.jpeg

Pizza e cipolle

su un bicchiere di vino ghiacciato.

In terrazzo l’aria calda

muove la luna

sulle cime degli alberi.

E la brace di una sigaretta

galleggia nel buio.

Linee indistinte

che si riflettono

nella tazza di un caffè bollente.

E la notte che scende lenta

come resina dai pini.

Momenti come gocce.

Annunci

Autocommiserevolmente non fa per me

carcere

Molti di noi costruiscono da soli la propria prigione e, dopo averla occupata per un certo periodo, si abituano alle sue mura ed accettano la falsa premessa di essere incarcerati a vita.

Io amo le sfide.

Io amo gli errori.

Io amo chi mi critica con senso ed amore.

Io amo sorridere.

Io amo portare la gioia.

Io amo essere felicità e bellezza come e dove e più che posso.

“Amo la luce perché mi mostra la vita, ma amo anche il buio perché mi mostra le stelle”

Io amo donare vita alla parte migliore di me

per amore mio

e di chi amo.

“Non esiste modo migliore di gestire la propria vita, se non toccare la vita di un altro, con amore e un sorriso”

Amore, Amore, Amore… solo chi non ne ha dentro di se non sa cosa sia.

Perché l’ Amore non è un sentimento.

L’Amore è una scelta di vita.

Detto indiano.

Una sera un anziano capo Cherokee raccontò al nipote la battaglia che avviene dentro di noi.
Gli disse:

“Figlio mio la battaglia è fra due lupi che vivono dentro di noi.

Uno è il male, è rabbia, paura, preoccupazione, gelosia, invidia, dispiacere, autocommiserazione, rimpianto, rancore, avidità, falsità, senso d’inferiorità.

L’altro è il bene, gioia, amore, pace, speranza, serenità, umiltà, gentilezza, benevolenza, empatia, generosità, verità, compassione, fiducia.

… il piccolo ci pensò su un minuto e poi chiese: “Quale lupo vince?”

L’anziano Cherokee rispose semplicemente: “Quello a cui dai da mangiare”.

.

Arcano XVI (La Maison Dieu)

maison dieu
Sotto il profilo cabalistico, la lettera ebraica che corrisponde alla Torre è GHAIN. Significa rumori sordi, senza armonia; tutto ciò che è falso, perverso e cattivo.
Il suo valore numerico è 16; ed è 4+4+4+4. Nell’Imperatore il quattro simboleggia ciò che è stato creato, manifestato, ciò che è tangibile. Ma 16 si può anche scrivere 1+6=7; il Carro.

Solo superando l’orgoglio del potere materiale che può schiacciarlo, l’uomo riporterà la vittoria su se stesso.

Questa lama ci presenta una Torre: essa è il primo edificio che incontriamo nei tarocchi. La Torre rappresenta la Grande Opera costruita dall’uomo. Essa è in corso di esecuzione e non può essere giudicata se non quando è finita. La bellezza di un edificio non si manifesta se non quando vengono tolte le impalcature che hanno permesso di costruirlo. Noi non possiamo ammirare il nostro mondo imperfetto e rendergli giustizia se non immaginando la perfezione verso la quale tende.

Sotto il profilo divinatorio la torre rappresenta lo spirito imprigionato nella materia. Simboleggia orgoglio, presunzione, inseguimento di chimere. Materialismo che si attacca alle apparenze grossolane, avidità di conquista, smania di ricchezze materiali. Megalomania, ambizioni, conquiste smodate. Eccessi ed abusi che spingono alla rivolta. Dogmatismo ristretto, punizione che arriva da eccessi compiuti. Errore del presuntuoso che intraprende azioni superiori alle sue forze e che non sa arrestarsi al momento opportuno. Quando questo arcano non è sfavorevole, mette in guardia contro ciò che minaccia. Timore salutare, riservatezza, timidezza che preserva da rischi sconsiderati; semplicità di spirito, buon senso e saggezza.

Caduta, giace in mille pezzi sul terreno: la Torre è crollata. Un terribile fulmine ha colpito ciò che era vano, inutile, superfluo.

Non esistono più false speranze, i falsi desideri sono stati distrutti.

La verità in tutta la sua spietatezza e brutalità è di fronte a noi.

Questa lama non ha mezze misure e distrugge tutto ciò che è costruzione della presunzione umana, ciò che l’orgoglio umano aveva osato erigere: la Torre di Babele, simbolo della vanità degli uomini.

Ciò che è terreno non è destinato a essere eterno: ”Non accumulate tesori sulla Terra ma nel Cielo”: le speranze reali devono avere basi spirituali.

La nostra casa deve essere costruita sulla roccia, non sulla sabbia, altrimenti il vento ed il fulmine la distruggeranno. La torre è distruzione di ciò che è vecchio e sorpassato, ma anche ricostruzione, vita, nuove speranze solide e reali. Il fulmine è tremendo ma non è negativo: significa cambiamento, anche se doloroso, rinnovamento, personalità più forte, decisa e sicura.
Il negativo è stato distrutto, i nemici sono stati sconfitti, l’ipocrisia cancellata, la vita ripulita e liberata dagli errori di cui è rimasto solo il positivo.

Essere saggi significa liberarsi dal proprio passato, rinnovandosi per il futuro senza più guardarsi indietro.

“Impara la verità, sii baluardo di essa, non tradirla mai; lotta contro chi cerca di distruggerla, difendila sempre, ad ogni costo; fai di essa l’obiettivo principale della tua vita. La tua anima era caduta in brandelli: tu questa situazione la conosci già! Ma devi saper guarire le tue ferite e, grazie ad esse, imparare a continuare il tuo cammino. Tutto questo ti sarà utile per salire un gradino in più nell’evoluzione, per comprendere meglio. Fino a questo momento la tua giovinezza ti è stata di grande aiuto, poiché ti ha donato entusiasmo e passione; ma ora devi raggiungere un equilibrio maggiore di quello precedente: l’equilibrio della maturità! Devi imparare a domare il tuo carattere; a trasformare i tuoi sentimenti aggressivi, a rendere il tuo comportamento più morbido e dolce: in questo modo renderai la tua vita futura più bella ed armoniosa, piena di nuove speranze e desideri: tutto questo, ricorda, è destinato a diventare realtà!“

Vivere significa rinnovarsi sempre, saper morire e rinascere continuamente.

Da questo momento il suo scopo sarà di innalzarsi sempre di più, diventare più spirituale e trasmettere ad altri la propria esperienza mentre l’orgoglio e la presunzione sono brutti difetti umani che devono essere allontanati, con fatica, per lasciare spazio all’umiltà.

La torre deve essere ricostruita, ma con basi più solide: umiltà, apertura mentale, solidità interiore e, alla fine, sarà il luogo sacro che è dentro ognuno di noi.

(Tratto e rivisto da testo di Emanuela Cella Ferrari)

Donna di Passione

Ti ringrazio cara Amica per questo post meraviglioso che ribloggo in onore di tutte le Donne e dell’Amore che salva.
Aggiungo uno stralcio di Kalil Gibran tratto da “Gesù, Figlio dell’Uomo”.
“Mi hai guardato e mi hai detto: La pace sia con te, Miriam. Quando mi ha rivolto la sua voce, la vita ha parlato alla morte. Perché, sai amico mio, io ero morta. Ero una donna che si era separata dalla propria anima. Vivevo separata da questo “IO” che tu vedi adesso. Appartenevo a tutti gli uomini e a nessuno. Ero chiamata prostituta. Ero maledetta e invidiata. Quando i suoi occhi dell’aurora mi hanno guardato negli occhi, sono state illuminate tutte le stelle della mia notte ed io sono diventata Miriam, semplicemente Miriam. Una donna che era perduta per il mondo, che aveva conosciuto e che si è ritrovata su una nuova terra. Gli ho detto “vieni nella mia casa e dividi con me pane e vino. Mi ha chiesto: ” perché mi inviti ad essere tuo ospite? Ma io l’ho solo pregato: Vieni nella mia casa!”
Tutto quello che veniva dal cielo e dalla terra gridava a lui. Mi guardava e il mezzogiorno dei suoi occhi riposava su di me. E parlava: ” Tu hai molti amanti, Miriam, ma solo io ti amo. Gli altri uomini cercano se stessi amando te. Io amo te solo per te stessa. Gli altri vedono in te una bellezza che passa più velocemente dei suoi anni. Ma io vedo in te una bellezza che non sfiorirà mai. E ancora nell’autunno dei suoi anni non avrà da temere a guardarsi allo specchio, perché non verrà umiliata. Io solo amo ciò che è in te e che non si vede”. Mi ha guardata e mi ha detto sorridendo: ” Tutti gli uomini ti amano per sé, ma io ti amo per te”. E si è allontanato. nessun uomo si muoveva come lui. era un vento del mattino che è nato nel mio giardino e si è spostatpo ad oriente, o era una tempesta che ha scosso ogni cosa fin nelle fondamenta: non lo so. Ma quel giorno, l’alba nei suoi occhi ha ucciso il drago in me. Sono diventata una donna, sono diventata Miriam. Miriam di Magdala.”

ANOTHERSEA

02283807

* Maria Maddalena, donna di Passione *

Il 22 Luglio la cristianità ricorda la nascita di Maria Maddalena. Molte cose sono state scritte su Maria Maddalena, molte sono state fraintese, nascoste, taciute; la figura di questa donna così importante nella storia evangelica arriva a noi nella tradizionale raffigurazione di dolore, pentimento, sacrificio. La prostituta redenta, salvata, il Dio uomo che nella sua infinita bontà accoglie la peccatrice donna, tutta la vita di Maria Maddalena è la parabola del divino femminile nella storia. Nascosto, insabbiato, diffamato.
Eppure il femminile che Maria Maddalena rappresenta non chiede vendetta per i torti subiti, non ritiene di aver subito torti, semplicemente guarda la storia passata come un passaggio necessario che ha portato l’umanità a dover necessariamente scoprire il dio/dea dentro di sè, poichè quello che veniva raccontato fuori non la rappresentava più.
Quando anni fa ho incontrato sulla mia via Maria Maddalena, l’ho riconosciuta…

View original post 292 altre parole