Ostrica, limone e… niente pepe!

2015-07-15 17.45.48

Venerdì ho deciso che avrei trascorso il week end in Spa: ci vado spesso e sempre in quella, da una decina d’anni… sono “fidelity” anzi “fidaty”. È un posto bellissimo e di relax totale.

Ma… beh… chi ti trovo questa volta? Un tizio col quale ho avuto una “frequentazione” di qualche mese lo scorso anno… un “supposto amico” diciamo (nota: il ratto si è tenuto la mia sciarpa cachemire seta di Emilio Pucci… ma, la “classe non è acqua” e lui non ne ha, no…)

Ma, io mi domando e dico… tipotopodifogna… dio mio, la tua fantasia (o il tuo Tom Tom) è così limitata da portare la ganza di turno nel posto che ti dissi essere quello mio “del cuore” quando ti proposi di andarci e tu mi dicesti che avevi l’imbianchino?

Che stress pensare a qualcosa di originale eh?

E che faccia quando mi hai vista eh? Bau… settete…

Costretto a mangiare guardandomi… Che stress…

Costretto a stare attento a dove andavi per non incrociarmi… Che stress…

Costretto ad ascoltare la mia voce suadente… Che stress…

Alla fine sei stato tappato in camera… Che stress che stress che stress… Provarci e riprovarci… Che stress… Eh?

Altro che wellness e relax…

Io invece!? Mi stresso o non mi stresso?

Eh no che non mi stresso… IO…

Post scriptum: lupacchiotto spelacchiato, il “vecchio caro amico” di cui parli a sproposito (tanto per cambiare) era il MIO! Che ho avuto il dispiacere e la vergogna di presentare ad altre persone, ed era proprio questo tizio qui: ma più che caro è carogna, un po’ come te per capirci, ma più furbo (sai che sforzo…). Hai presente i manipolatori, i mentalisti, che tanto ti affascinano? Ecco, questo tizio ne è il prototipo, una vera merda Docg. Non sei primo manco in questo, mi dispiace!

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La Magia del Male

 

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LA PICCOLA FATTORIA E LA VACCA di Paulo Coelho

Un filosofo passeggiava in un bosco con un discepolo, conversando sull’importanza degli incontri inaspettati.

Secondo il maestro, tutto ciò che si trova davanti a noi ci dà un’occasione per apprendere o insegnare.

In quel momento incrociarono il cancello di una piccola fattoria che, malgrado si trovasse in un’ottima posizione, aveva un aspetto miserabile. “Guardate questo posto,” disse il discepolo. “Avete ragione: ho appena imparato che tanta gente si trova in Paradiso, ma non se ne rende conto e continua a vivere in condizioni miserabili.” “Io ho detto apprendere e insegnare,” ribatté il maestro. “Constatare ciò che accade non basta: è necessario verificarne le cause, poiché comprendiamo il mondo solo quando ne comprendiamo le cause.”

Bussarono alla porta e furono ricevuti da chi vi abitava: una coppia con tre figli, tutti vestiti con abiti stracciati e sporchi. “Lei sta qui in mezzo a questo bosco, e non c’è nessun negozio nei dintorni,” disse il maestro al capofamiglia. “Come riuscite a sopravvivere?”

E l’uomo, tranquillamente, rispose: “Amico mio, abbiamo una vacca che ci dà vari litri di latte tutti i giorni. Una parte di questo prodotto lo vendiamo o lo barattiamo nel paese vicino con altri generi alimentari. Con l’altra parte, produciamo formaggio, caglio, burro per il nostro fabbisogno. E così tiriamo avanti.”

Il filosofo ringraziò per le informazioni ricevute, contemplò il posto per alcuni istanti e poi se ne andò via.

A metà del cammino, disse al discepolo: “Prendi la vacca, conducila fino al precipizio laggiù e scagliala di sotto.” “Ma è l’unico mezzo di sostentamento di quella famiglia!”

Il filosofo rimase in silenzio.

Non avendo alternative, il ragazzo fece ciò che gli era stato chiesto, e la vacca morì nella caduta.

L’episodio rimase impresso nella memoria del discepolo. Dopo molti anni, quando ormai era un imprenditore di successo, decise di tornare in quello stesso luogo, raccontare tutto alla famiglia, chiedere perdono e aiutarla finanziariamente. Quale non fu la sua sorpresa nel vedere il luogo trasformato in una bella fattoria, piena di alberi fioriti, con una macchina nel garage e alcuni bambini che giocavano nel giardino. Si sentì disperato, immaginando che l’umile famiglia avesse dovuto vendere la fattoria per sopravvivere. Affrettò il passo e fu accolto da un fattore molto gentile.

“Dov’è finita la famiglia che viveva qui dieci anni fa?” domandò. “Sono sempre i padroni della fattoria,” fu la risposta che ricevette.

Stupito, egli entrò in casa di corsa, e l’uomo lo riconobbe. Gli domandò come stava il filosofo, ma il giovane era troppo ansioso di sapere come fosse riuscito a migliorare in quel modo la fattoria e a sistemarsi tanto bene: “Be’, avevamo una vacca, ma cadde nel precipizio e morì,” disse l’uomo. “Allora, per mantenere la famiglia, dovetti piantare erbe e legumi. Le piante tardavano a crescere e, così, cominciai a tagliare il legname per venderlo. Dovetti, pertanto, ripiantare gli alberi ed ebbi bisogno di comprarne degli altri. Comprandone degli altri, mi ricordai dei vestiti dei miei figli e pensai che, forse, avrei potuto coltivare il cotone.

Passai un anno difficile, ma quando arrivò il raccolto avevo ormai cominciato a esportare legumi, cotone ed erbe aromatiche. Non mi ero mai reso conto del mio potenziale: meno male che quella piccola vacca morì!”

Il paradosso del Male o la Magia di chi sa trasformare il piombo in oro?

La vita ci pone spesso di fronte a situazioni drammatiche o disgrazie che sembrano insuperabili ma, forse, sono solo ostacoli che ci vengono “regalati” affinché possiamo fare un salto ed essere migliori di quello che eravamo.

Dentro di noi, e solo dentro di noi, la capacità di coglierle e la Magia di trasformarle.

Abbiamo sempre due strade, di fronte a qualunque scelta: a noi scegliere quella giusta.

Quella luminosa. Naturalmente.

Arcano IIII (L’Empereur)

l'imperatoreCosa molto difficile trovare un commento a quest’arcano oggi, per il modo ed il “filo” che lo hanno portato a condurre questa giornata ed a farmi riflettere sulla vita, sulle “cose” e sulle circostanze che sempre lo accompagnano.

Per ognuno di noi è indispensabile diventare “l’imperatore di se stesso” e per fare questo dobbiamo comprendere gli errori compiuti nel passato come pure interiorizzare i passi falsi compiuti fino a questo momento, che dovranno diventare utili esperienze.

Il negativo del passato deve trasformarsi nel positivo del futuro.

Chiudere con il passato, riconoscersi potenziale imperatore e proseguire nella conquista delle “proprie” montagne. 

Comprendere il nostro destino ed acquistare la certezza di doverlo seguire, lasciandosi guidare dalle energie sottili che sentiamo nella mente per arrivare alla piena maturità spirituale. Questo è l’obbiettivo.

E, attraverso l’Imperatore, arriviamo a scontrarci con l’immagine che possedevamo della nostra personalità.

Ora la nostra conoscenza interiore rinnovata ha fatto sì che possiamo comprendere i nostri desideri e le nostre passioni per trasformarli e diventare migliore.

Possiamo sorridere sereni e felici perché siamo giunti in cima e la vetta, finalmente, è nostra: lo guardo vaga ad ammirare il paesaggio intorno. Da semplici discepoli possiamo diventare un giorno maestri, ma la strada da percorrere è ancora lunghissima. 

Vi saranno per noi, ad ogni passo, nuovi ostacoli, ma non saremo soli: l’Imperatore in noi è vigile e forte: dobbiamo solo imparare ad ascoltarlo.
 
(Tratto e rivisto da testo di Emanuela Cella Ferrari)

Maranatha

Ben ritrovato

Ben ritrovato…

Hai aspettato le 13 per venire a vedere cosa avevo combinato mentre tu non potevi spiare da dietro le imposte, piccolo e insulso guardone?

Niente di che…

Solo Magia…

2014-08-16 16.11.43

Maranatha

20150726_072928 Rota d'Imagna-20150726-00395 Sant'Omobono Terme-20150726-00393 Mi sono alzata presto ed ho preso l’auto.

Ho guidato seguendo la strada che impervia sale lungo il fianco della montagna tra i boschi. Sotto la valle. Sopra il cielo.

Mi inerpico vero il santuario anche se non è lui la mia destinazione.

La mia meta è la grotta, la mia Grotta.

Quella dove, tolte le luci e le candele e gli addobbi di riti esteriori io ritrovo la forza e la potenza della Dea che c’è in me. Della mia Anima.

Mi sono seduta ed ho accarezzato la roccia, immerso la mano nell’acqua gelida che scorre lungo le pareti e assorbito attraverso la pelle il freddo, la bellezza e la potenza della natura e dell’Amore che nutre l’Universo.

Poi ho ascoltato da lontano i riti e le parole che come un serpente si svolgevano nell’aria: parole come mantra che mi sono corsi con il sangue ad alimentare parti infinitesimali di me.

Ed ho sentito la Gioia salire.

Questo è il mio posto del cuore, quello dove in un incessante ciclo di morti e rinascite, io Vivo.

Sono uscita ed ho preso i miei amati tarocchi ed ho tirato la lama di oggi, con un gesto che hai più può sembrare blasfemo mentre per me è profondamente sacro.

Ho guardato la carta e la figura che mi riguardava a sua volta ed ho riso forte lasciando che la Gioia sgorgasse cristallina dal mio cuore.

Sono qui.

Non mi pento dei problemi che mi sono creato, perché mi hanno portato fin dove desideravo arrivare.

(P. Coelho, Il Manuale del Guerriero della Luce)

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Proverbio Zen

il terzo orecchio

Louis Janmot Le Poème de l'âme Le Passage des âmes Passage of the Souls 1854 oil on canvas 113 x 145 Signed and dated at lower right Musée des Beaux-Arts, Lyon inv. 1968-158 De l'ange gardien la mission commence. Dieu lui donne, il emporte en ses bras, endormi Celui dont il sera le conseil et l'ami ; Dans l'espace il s'élance Louis Janmot
Le Poème de l’âme
Le Passage des âmes
Passage of the Souls
1854
oil on canvas
113 x 145
Signed and dated at lower right
Musée des Beaux-Arts, Lyon
inv. 1968-158
De l’ange gardien la mission commence.
Dieu lui donne, il emporte en ses bras, endormi
Celui dont il sera le conseil et l’ami ;
Dans l’espace il s’élance

Un granello di polvere contiene tutto l’universo.

Quando un fiore si apre, il mondo appare.

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