0968. Rapporti tra Grandezze

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La Sfinge di Edipo (equilibristasquilibrato inspired & devoted)

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Se il sedano ti fa schifo… è un “gusto” o un “difetto”?

È più facile accettare una limitazione o una mancanza?

È meglio non mangiare il sedano perché ci schifo o perché accettiamo di autolimitarci per fare contento qualcuno?

Nel primo caso sarei un punto mentre nel secondo sarei una circonferenza.

E, c’è più “potenza” nella circonferenza o nel punto?

E, c’è più “controllo” nel punto o nella circonferenza?

La carta avvolge il sasso e… vince…

ma la forbice taglia la carta…

Accettazione (Giacomo inspired & totally devoted)

Non devi cercare di fare in modo che le cose vadano come vuoi, ma accettare le cose come vanno: così sarai sereno.

(Epitteto)

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Continuare a rompere per essere dimessi dall’ospedale nonostante uno stato di salute precario potrebbe significare fare spazientire mamma ed è altamente sconsigliato se si vuol organizzare la festa del diciottesimo compleanno.

(Chiediloamanu)

La cura del Sorriso

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Mio figlio è in ospedale con la mononucleosi.

Devo assolutamente parlare con i medici: è a letto, febbre alta, possibilità di complicanze, eccetera eccetera eccetera…

Devo dare il cambio al padre quindi esco dall’ufficio trafelata, faccio la strada che mi porta alla stazione correndo sotto al sole, svengo ma riesco a salire su un treno senza l’aria condizionata (maledetti…), dormo, chatto, telefono.

Ho nausea e vomito di mio, ma prendo l’auto e vado in ospedale.

Non c’è parcheggio.

La sbatto in un buco ed entro nell’androne del nosocomio (si dice così…).

Mi infilo in chiesa.

Poi compero una focaccia che non va giù.

Cerco un medico da tediare con le mie mille domande che hanno già le risposte perché io so tutto, ma proprio tutto, della mononucleosi…: mentre vomitavo e chattavo mi ripetevo a memoria la “lezione”.

E poi questo medico è un bambino… boh…

Poi vado da mio figlio.

“Ciao mamma” mi dice mesto e felice. Strana combinazione…

“Ciao” rispondo mentre guardo la magnifica ragazzina che mi osserva e penso ” Che penserà di una tipa in pantaloni e occhiali arancio, con due telefoni e un tablet sbattuti tra le mani… tanto sconvolta per la nausea e il vomito che neanche riesce a darle la mano? Dovrebbe afferrare qualche cosa con i denti… ma, come si fa?”

Però… Però hanno uno sguardo tenero i due.

Diciassette anni. Anche io a quell’età feci la prima vacanza col mio ragazzino: due giorni a Santa Margherita Ligure in Vespa…

Allora saluto e mi ritiro nella sala ricreativa della pediatria a scrivere… e aspetto che venga il mio turno circondata di pupazzi e seduta su una microseggiola.

Col mio tablet, i telefoni che squillano, il vomito e la focaccia.

E gli stessi sogni loro.

Sorrido.

COLLEGATI AL CIELO

Io lo chiamo in un altro modo…. 😊😊😊😊😊😊 (equilibristasquilibrato inspired)

RISVEGLIO DAL SOGNO PLANETARIO

… se congiungi con un filo un corpo fortemente caricato con uno meno carico la corrente passa dal primo al secondo, dal più elevato (pieno, abbondante) al più basso (vuoto)
cosa significa?
-il filo sta per simbolo (o anche sentimento, fiducia/fede, visione, immagine sacra)
-il corpo molto carico sta per energia superiore (es. Sole o a liv. più sottile forze  invisibili agli occhi volgari)
-il corpo meno carico sta per corpo fisico
ok… metti insieme i pezzi:
se riesci ad utilizzare il mezzo di collegamento adeguato (parola significativa, simbolo, emozione intensa, visione profonda) al fine di relazionare la tua attuale identità con qualcosa di autenticamente elevato, percepirai una corrente energetica che si muoverà verso di te.
Un buon praticante riesce a riempire ogni giorno il proprio serbatoio di pura energia.
Alcuni praticanti sono dei veri e propri portatori di energia ad alta intensità.
La loro missione è la semplice condivisione…

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Reverse negative to positive – Ek Ong Kar Satgur Pras (Lightness of Being)

😊😊😊😊😊

chiediloamanu

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È vietato piangere senza imparare,

alzarti al mattino senza saper cosa fare,

aver paura dei ricordi

È vietato non sorridere ai problemi,

non lottare per ciò che vuoi,

abbandonare tutto per paura,

non far diventare i tuoi sogni realtà.

È vietato non dimostrare il tuo amore,

far pagare a qualcuno i tuoi debiti e il tuo malumore

È vietato abbandonare i tuoi amici

non tentare di capire ciò che avete vissuto insieme

chiamarli soltanto quando hai bisogno

È vietato non fare le cose per te stesso

non creder in Dio e fare il tuo destino

Aver paura della vita e dei suoi compromessi,

non vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo respiro

È vietato sentire la mancanza di qualcuno senza rallegrarsi,

dimenticare i suoi occhi e la sua risata

solo perché le vostre strade non si incrociano più

È vietato dimenticare il tuo passato e pagarlo con il tuo presente.

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Bianco e nero

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Io non penso di avere qualità speciali, non pretendo niente per il lavoro che svolgo.
È opera sua. Io sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient’altro.È Lui che pensa. È lui che scrive. La matita non ha nulla a che fare con tutto questo.
La matita deve solo poter essere usata.

(Madre Teresa di Calcutta – Pensieri)

Arcano I (Il Bagatto o il Mago)

I Tarocchi rappresentano un vero e proprio linguaggio interiore, un percorso di auto–conoscenza rivolto alla crescita spirituale e al raggiungimento della saggezza perché, messi di fronte a queste immagini mute, destinate a far pensare, noi abbiamo il compito di scoprire ciò che si nasconde in noi stessi.

Ognuna delle Lame rappresenta una tappa della nostra vita, un obiettivo da raggiungere ed assimilare completamente. Giunti alla fine del cammino, arrivati cioè al Matto (inizio e fine), possederemo una consapevolezza in più, conosceremo meglio noi stessi ed inoltre avremo salito un importante gradino nella nostra evoluzione, pronti per incominciare una nuova vita più matura e più saggia. le bateleur
Astrologicamente il Bagatto o Mago, corrisponde al segno del TORO, la sua costellazione è ORIONE. Simbolicamente il numero che lo rappresenta è il numero UNO, l’unità, l’inizio, il principio di tutte le cose.

Egli è il prestigiatore per eccellenza, il Mago, il grande Ispiratore di tutti gli inizi di attività. In quanto mago, il Bagatto gioca con la bacchetta e cattura l’attenzione degli spettatori.
I suoi occhi brillano di intelligenza, hanno uno sguardo penetrante e magnetico. Da essi emana una luce radiosa splendente: la luce della vera intuizione.

Egli, infatti intuisce, conosce, sa.

Conosce il proprio futuro, vuole attuarlo, intuisce le difficoltà che incontrerà sul suo cammino, ma non le teme, perché sa come combatterle.

Egli è il principio creativo: infatti il Bagatto crea, intuisce; egli desidera conoscere ed è pronto a compiere il primo passo per arrivare alla vera conoscenza.

Dinnanzi a lui sono presenti quattro simboli: COPPE (il SAPERE), la SPADA(l’OSARE), il BASTONE (il VOLERE), i DENARI (il  TACERE). Questi quattro oggetti rappresentano le virtù che il Bagatto conosce ed interiorizza.

Il volto del Mago è serio e riflessivo; è un personaggio molto fine ed intelligente, poco disposto a confidare il proprio pensiero ed infatti la sua virtù migliore è il silenzio.

Simbolicamente il Bagatto rappresenta il giovane presente in ognuno di noi; colui che possiede tutte le migliori virtù, in potenza, e che è pronto a realizzarle nella propria vita.

Il Mago è l’inizio di tutte le cose, l’Unità-Principio, la Causa Prima, lo Spirito Puro. E’ il soggetto pensante, unico e universale, che si riflette nell’Io di tutte le persone intelligenti.

Questa Lama significa, quindi, iniziativa, centro d’azione, spontaneità d’intelligenza, acutezza di pensiero, presenza di spirito, padronanza di sé, autonomia, rifiuto di ogni suggestione estranea. Significa destrezza, abilità, finezza, diplomazia, perseveranza.

Il Bagatto è colui che ha compreso il significato della propria iniziazione che sa amare, e vuole fare agli altri il dono del suo amore.

Rappresenta colui che parte, che inizia il cammino: il sentiero luminoso, la Via di Luce è davanti a lui, colui che con la bacchetta cattura le energie divine e le convoglia nella realizzazione.

Il suo cuore è libero ed aperto, colmo di un amore che chiede solo di essere donato. Non si pone delle domande su ciò che lo attende: la sua forza interiore è essere pieno di fiducia nei confronti di se stesso e della vita.

E’ consapevole di dover trasformare la pietra grezza in pietra cubica per poter partecipare alla costruzione del Tempio della Saggezza. Si rende conto che molta di quella saggezza gli manca ancora e, per poterla possedere, da Bagatto deve diventare Imperatore e poi Papa.

Il Mago è il Principio e il catalizzatore, attraverso la sua bacchetta convoglia le energie universali e le rende utili affinché ogni passo che compiamo verso la luce sia un passo che facciamo per migliorare noi stessi.

(Tratto e rivisto da testo di Emanuela Cella Ferrari)