Come un gatto e buonanotte

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Le chat qui dorme

L’ estate digrada ed io mi liquefaccio spaparanzata sulla sdraio mentre la luna piena illumina il naso di Argo.

31 agosto.

E mi domando se riuscirò mai ad alzarmi. Se arriverà presto Natale e se quest’anno mi toccherà preparare la tacchina ripiena. In quanti saremo al pranzo di Natale e se farò tombola. A cosa posso chiedere al Babbo. Se riuscirò a mandare tutti al diavolo il primo di gennaio o a cosa mi riserverà l’anno che verrà.

Perché pensiamo sempre a quello che verrà anticipando lo scorrere del tempo?

Lascio che le palpebre calino sui tasti del tablet e buonanotte.

Ciò che deve essere sarà.

Amarsi un po’ – Step six

Riempire troppo non è bene come fermarsi al momento giusto;
affilare troppo una lama le fa perdere il filo.
Riempi la tua casa di tesori e non potrai difenderla.
Ammassa beni, occupa posizioni, mostra arroganza e presto sarai colpito da perdite.
Questa è la via del Cielo: fa il tuo lavoro e poi ritirati quieto.
(Lao Tzu)

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Trompe l’oeil, Florac

Guardi i pezzi di me e li metto insieme. Con amore. Perché ognuno di essi è una scheggia di vetro colorata o un dipinto sul muro. Un tavolo appoggiato ad una parete od una sedia vuota. Oppure una finestra fatta con colori e pennello che l’acqua può lavare via. Ognuno di essi è qualcosa, un pezzo, ma ciascuno sta nel tutto e nell’armonia di un disegno.

Non lo so perché di fronte ad un immenso trompe l’oeil ho pensato al concetto di amarsi…, forse perché amarsi è accettare di essere un potpourri di cose, un caleidoscopio dove l’importante è il disegno completo.

Amarsi allora è rinunciare a vedere il dettaglio per arrivare a contemplare l’insieme.

Amarsi forse è solo imparare a vedersi.

Ed accettarsi per il disegno che l’infinito ha abbozzato per noi.

Questo è un concetto
che la cultura occidentale ha dimenticato:
tutto è uno!
L’idea della dicotomia è profondamente sbagliata
e niente meglio di un grande simbolo cinese,
la ruota dello yin e dello yang,
rappresenta la vita:
l’universo è l’armonia degli opposti,
perché non c’è acqua senza fuoco,
non c’è femminile senza maschile,
non c’è notte senza giorno,
non c’è sole senza luna…
non c’è bene senza male!
E questo simbolo è perfetto
perché il bianco e il nero si abbracciano
e all’interno del nero c’è un punto del bianco
e all’interno del bianco c’è un punto del nero.
(T. Terzani)

Anima Mundi

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Questo universo è un animale unico che contiene in sé tutti gli animali, avendo una sola Anima in tutte le sue parti.

(Plotino, Enneadi)

E lui è Argo, parte di me e insieme siamo parte del Tutto.

Argo che dall’alto del dirupo non vuole scendere la scala perché è troppo ripida e sotto c’è la voragine.

Argo che piange e a nulla vale vedere che chi ama che è già sceso e gli racconta che non deve aver paura.

Argo che trema e scappa.

Argo che non ha altra via, perché quando la fuga ti è preclusa, quando non puoi tornare indietro, allora è il momento nel quale trovi nel tuo profondo il coraggio per andare avanti e superare le tue paure.

Argo che si butta a capofitto giù per la scala ed arriva tremante e felice otto metri più in basso.

Argo dagli occhi lucidi e felici.

Argo che ce l’ha fatta.

…l’ uomo è ben misera cosa,/giacca stracciata su uno stecco, a meno/che l’anima non batta le mani e/canti, canti più forte/ ad ogni strappo nella sua veste mortale,/ né vi è altra scuola di canto che studiare/ i monumenti della sua magnificenza…”

(W.B. Yeats, Sailing to Byzantium)

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Arcano XII (Le Pendu)

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Nell’ Arcano XII (L’ Appeso) dei Tarocchi di Marsiglia è raffigurato un personaggio androgino, appeso per un piede a due alberi: simboleggia il dono di se stesso, uno stato di meditazione in cui viene a cessare qualsiasi pretesa. In alcune versioni dalle tasche gli fuoriescono delle monete d’oro, perché nel momento in cui smette di appropriarsi dei suoi molteplici ego (…), si fa canale di ricchezze cosmiche. Non pensa, è pensato. Non ama, trasmette l’amore. Non desidera, obbedisce ai disegni universali. Riceve incessantemente il dono, ringrazia e lo trasmette a sua volta. Non vi è nulla per lui che non sia anche per altri. Ma quello che da agli altri, lo da anche a se stesso. Se non ci amiamo, non possiamo amare nessuno e invece di dare, pretendiamo.

(A. Jodorowsky, Cabaret Mistico)

Avalon

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Avalon, nella tradizione esoterica occidentale è luogo magico per eccellenza, centro dell’esperienza sapienziale dei Celti. I Celti delle isole britanniche credevano infatti che ad Avalon ci fosse una grotta, l’entrata celtica nell’Altro Mondo, ma, poiché nella tradizione celtica l’anima non muore mai, la grotta rappresenterebbe una porta tra i due mondi, quello reale e quello sovrasensibile (Fonte: https://giardinodellefate.wordpress.com/avalon/lisola-di-avalon/)

Cammini lungo il sentiero.

Gli occhi sfiorano le rocce ricoperte di muschio, si stendono sugli alberi, si inoltrano nel verde del bosco. Corrono.

I piedi calpestano il suolo con passi attutiti dalle foglie ma il rumore è Uno, non importa quanti sono i piedi che, in fila, procedono sicuri..

Il loro movimento è musica che si perde nell’aria.

Tutto è armonia, anche il peso sulle spalle, anche l’aria che esce dai polmoni.

Bellezza e magia camminano in fila e accompagnano i passi: sono nell’aria che respiri e nella luce che filtra attraverso le foglie e si riflette sulle rocce o sul greto prosciugato del fiume.

Sono nelle rocce, negli alberi e nel fruscio delle foglie, sono nell’acqua che scorre limpida e lenta del colore del cielo, sono nella nebbia che sale quando apri gli occhi la mattina.

E sei su un’isola dove l’ anima respira. Libera.

Avalon.

Avalon è l’armonia antica che viene ritrovata, è il sonno dell’anima che abbandona gli occhi, è il ridestarsi di fronte all’incanto… Il viaggio è ciò che ci conduce ad Avalon… Avalon è il sacro frutteto che vive dentro di noi, e che attende soltanto di essere scoperto. Avalon la si può trovare in un bosco incantato, ma quando la si trova in sé si diventa il bosco incantato… Poche parole, perché Avalon è tutto questo, ma anche molto di più… è una parola e mille parole. È un’intuizione luminosa e silenziosa. Eppure, esistono due Avalon, talvolta ben distinte, talvolta unite. La prima Avalon è quella che si trova nella Natura libera e rigogliosa, è quella “manifesta” in cui vivevano le sacerdotesse dagli abiti azzurri e dalla Luna tatuata sulla fronte… è un luogo naturale e bellissimo, ma è anche un luogo di apprendimento ed iniziazione… è un’isola vergine, un bosco antico, una radura fiorita, un angolo di giardino segreto… per molti è Glastonbury, ma questa Avalon in realtà esiste in ogni luogo che rispecchi la purezza della Natura, che canti con la sua voce, che mantenga traccia dell’antica magia, e trasmetta le sensazioni di armonia, amore e gioia che le sono proprie… e che sono una porta magica che si apre sulla seconda Avalon… La seconda Avalon, infatti, non è che uno stato dell’Essere, è il raggiungimento della stessa armonia, dello stesso amore e della stessa gioia che ci sono in natura, è diventare l’essenza della natura, è abbracciare la visione luminosa dell’esistenza, è quella libertà e pace dinnanzi alle quali non esiste più nulla intorno, tutto svanisce, scompare… le illusioni cessano di esistere, e siamo dentro e fuori noi stessi. Siamo nel Tutto e siamo il Tutto. Trovando la seconda Avalon è come se si riunissero in sé le due Avalon insieme, poiché la bellezza armoniosa e naturale che si ritrova in sé, non è che il riflesso di quella della natura che ci circonda.

(Fonte: https://giardinodellefate.wordpress.com/avalon/lisola-di-avalon/)

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Magia

 

Sul treno – 31 agosto

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L’iris e i suoi colori

“Donare”

Spesso dite:
“Voglio donare, ma solo a chi merita”.
Non così dicono
gli alberi del vostro frutteto,
né gli animali che portate al pascolo.
Danno per vivere perché trattenere é perire.
Sicuramente l’uomo che è degno di ricevere
i suoi giorni e le sue notti
é degno di ricevere da voi qualsiasi altra cosa.

(K. Gibran)