Diario di Cammino, Notte di San Lorenzo (10 agosto)

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    Butterfly (Chiediloamanu)
  • Dimentica per un momento la felicità, non è possibile conquistarla in modo diretto. Pensa piuttosto a cosa ti piace, a che cosa ti diverte di più quando la fai: falla e lasciati assorbire; allora la felicità sorgerà in te spontaneamente. Se ti piace nuotare, nuota e gioisci; se ti piace spaccare la legna, spaccala e gioisci. Fà qualsiasi cosa ti piace fare e lasciati assorbire. Mentre sarai assorto in quel fare, improvvisamente sentirai accadere in te quell’atmosfera, la calda e soleggiata atmosfera della felicità. D’un tratto ti sentirai avvolgere dalla felicità.
  • (Osho)
  • Felicità è fare il bagno nel lago senza vestiti e poi starsene appollaiata sul ramo a piedi scalzi e spettinata dal vento, incurante di tutto.
  • Libera e felice mentre sorrido all’obbiettivo.
  • Non ho bisogno di essere più magra o più bella o più piacente.
  • Perché sono immensamente io.
  • E sono felice.
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Diario di Cammino, Nesso (10 agosto)

L’orrido di Nesso è una suggestiva gola naturale, dove si incontrano due torrenti che si buttano spettacolarmente nel lago. Lo si può “gustare” dall’antico ponte della Civera sul lago, raggiungibile scendendo oltre 340 gradini che portano a lago affiancati alle belle case, per fermarsi sulla piazzetta che degrada nel lago.

E li ti siedi e ti prendi qualche minuto di silenzio guardando nel nulla, mentre l’acqua del lago lambisce i gradini e il rumore della cascata nascosta ti penetra nelle orecchie.

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La vite e l’acqua del lago (Chiediloamanu)

“Meriggiare”

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe dei suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

(E. Montale)

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Il ponte sull’acqua (Chiediloamanu)

Diario di Cammino, La mosca (10 agosto)

Mi sono alzata presto ed ho portato fuori Argo, poi mi sono rimessa a dormire.

L’aria è fresca, dopo il temporale, e profuma della lavanda del giardino.

Il cielo è così, opalescente: tra la luce e le nuvole.

Una mosca… una singola mosca, fastidiosa, mi ha svegliata posandosi in continuazione sul mio viso.

Non lo conosco il motivo ma, aprendo gli occhi, ho pensato a ciò che diceva mia nonna: quando una singola mosca ti ronza intorno, aspettati una visita. Bene, sono pronta…

Intanto ho letto il pensiero di oggi di Omran. Bene, sono pronta…

Allora adesso mi alzo, mente tutti gli altri “abitanti” dormono ancora e preparo colazione in terrazzo, al fresco. Lenta. Senza tempo e senza fretta. Bene, sono pronta…

Poi mi sistemero, infilero qualcosa senza curarmi di nulla e poi le infradito.

Oggi è San Lorenzo, ma io le mie stelle cadenti le ho già viste: tre in una notte di agosto appena passata… stelle che precipitavano nel Mera… il mio desiderio è già stato espresso.

Bene, sono pronta…

Vediamo  che arriva… basta non sia il postino con qualche comunicazione di Equitalia.

Abbiamo bisogno di poesia.

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“Io non ho bisogno di denaro”

Io non ho bisogno di denaro

ho bisogno di sentimenti

di parole

di parole scelte sapientemente

di fiori detti pensieri

di rose dette presenze

di sogni che abitino gli alberi

di canzoni che facciano danzare le statue

di stelle che mormorino

all’orecchio degli amanti.

Ho bisogno di poesia

questa magia che brucia

la pesantezza delle parole

che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

(A. Merini)

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Isola Comacina, Expressely devoted (Chiediloamanu)

Arcano X (La Roue de Fortune)

La ruota fluttua,

gira instancabile.

Un senso c’è l’ha?

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E dimentichiamo spesso e volentieri di essere atomi infinitesimali per rispettarci e ammirarci a vicenda, e siamo capaci di azzuffarci per un pezzettino di terra o di dolerci di certe cose, che, ove fossimo veramente compenetrati di quello che siamo, dovrebbero parerci miserie incalcolabili.

(L. Pirandello)