Perché io mi so limitare… e solo il mambo mi fa sballare…

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Nel corso degli anni ho imparato che ciò che è importante in un abito è la donna che lo indossa.

(Yves Saint Laurent)

Ho terminato la mia borsa…

4 reggiseni (2 di pizzo) – 8 brasiliane (4 di pizzo) – 3 costumi due pezzi (1 mimetico, 1 rosso con le pailettes, 1 bianco) – 8 Tshirt (3 bianche, 2 rosa, 3 colorate) – 3 canotte (2 bianche, 1 fluo) – 2 body (1 Emilio Pucci, 1 nero) – 8 paia di calzini bianchi – 1 pantalone mimetico – 4 shorts ( 2 di jeans, 1 di pizzo sangallo, 1 di microfibra) – 1 miniabito – 1 abito lungo gitano – 1 camicia bianca di sangallo – 2 camicie indiane – 2 paia di sandali infradito – 1 paio di scarpe da tennis – 1 paio di infradito in plastica… niente trucchi… solo una crema… occhiali da sole… cappello… ma niente orecchini in più… articoli vari…

ho dimenticato qualcosa per 10 giorni di campeggio selvaggio tra gli stagni, il mare, la campagna e la lavanda?

Bon, je ne sais pas…

Biz biz a tout le monde.

L’eleganza è un atteggiamento, non è legata ad un capo di vestiario! Si può imparare ad essere vestiti bene, ma non necessariamente si impara ad essere eleganti. Ci si muove in un certo modo, ci si siede in un certo modo. Le mani, il viso hanno un atteggiamento elegante nelle movenze. 

(Franca Sozzani)

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Diario di Cammino, “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, W. Shakespeare” (12 agosto)

Preparo la borsa. Si riparte. Col fresco si riprende il “cammino”…

La vita, oltre ad essere una ruota, è strana ed ora che i ragazzi sono grandi io mi sono permessa di tornare ragazza… e allora ho deciso che mi piacciono così le vacanze: andare e tornare, muoversi, spostarsi…

O forse la verità è che, adesso, che non mi sento più la responsabilità di dimostrare qualche cosa a qualcuno e mi sento libera, la vita mi piace in continuo movimento, lontana dalla monotonia, sempre affacciata su orizzonti nuovi…

Niente valigia dunque… ma borsa e zaino. Niente tacchi ma scarpe da tennis e infradito… niente trucco ma sole sulla pelle.

Niente programmi: si parte e via, ciò che arriva arriva.

Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco.

(G. Bruno)

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Fior di loto (Chiediloamanu)

Vivere a orecchio

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Slow breakfast (Chiediloamanu)

Non si può piacere a tutti. Ma in questo non c’è niente di strano. Anche Zeus, che mandi la pioggia o la neghi, non a tutti piace.

(Teognide)

“Seduco quindi esisto”: credo si possa tradurre cosi una vera e propria psicosi della modernità che porta a voler piacere a tutti e a tutti i costi, in modo compulsivo. Di certo ha ragione chi dice che questo atteggiamento e indice della profonda mancanza di autostima che il “seduttore” pensa di compensare, appunto, con la seduzione.

Credo che invece, piacere a tutti i costi sia un circolo vizioso che rende infelici.

Mi faccio un punto di merito, perciò, non voler piacere a tutti anzi di risultare insopportabile ad alcuni: solo così, libera del giudizio altrui posso mettere un altro mattone alla costruzione della mia personale felicità.

Vivendo ad orecchio secondo la strada che mi sono scelta, perché solo cosi posso godermi appieno della sincerità di coloro a cui piaccio.

Post Scriptum: Grazie ad Erik per la canzone. Meraviglioso inizio di giornata.