Diario di Cammino, Avignone (15 agosto)

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Bolle di sapone (Chiediloamanu)

Scritto sulla sabbia

Che il bello e l’incantevole
Siano solo un soffio e un brivido,
che il magnifico entusiasmante
amabile non duri:
nube, fiore, bolla di sapone,
fuoco d’artificio e riso di bambino,
sguardo di donna nel vetro di uno specchio,
e tante altre fantastiche cose,
che esse appena scoperte svaniscano,
solo il tempo di un momento
solo un aroma, un respiro di vento,
ahimè lo sappiamo con tristezza.
E ciò che dura e resta fisso
non ci è così intimamente caro:
pietra preziosa con gelido fuoco,
barra d’oro di pesante splendore;
le stelle stesse, innumerabili,
se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi
– effimeri-, non raggiungono il fondo dell’anima.
No, il bello più profondo e degno dell’amore
pare incline a corrompersi,
è sempre vicino a morire,
e la cosa più bella, le note musicali,
che nel nascere già fuggono e trascorrono,
sono solo soffi, correnti, fughe
circondate d’aliti sommessi di tristezza
perché nemmeno quanto dura un battito del cuore
si lasciano costringere, tenere;
nota dopo nota, appena battuta
già svanisce e se ne va.

Così il nostro cuore è consacrato
con fraterna fedeltà
a tutto ciò che fugge
e scorre,
alla vita,
non a ciò che è saldo e capace di durare.
Presto ci stanca ciò che permane,
rocce di un mondo di stelle e gioielli,
noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
sospinte in eterno mutare.
Spose di un tempo, senza durata,
per cui la rugiada su un petalo di rosa,
per cui un battito d’ali d’uccello
il morire di un gioco di nuvole,
scintillio di neve, arcobaleno,
farfalla, già volati via,
per cui lo squillare di una risata,
che nel passare ci sfiora appena,
può voler dire festa o portare dolore.
Amiamo ciò che ci somiglia,
e comprendiamo
ciò che il vento ha scritto
sulla sabbia.

(H. Hesse)

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-74963>

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Diario di Cammino (15 agosto)

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Pigne (Chiediloamanu)

Gli avvenimenti di cui ogni giorno siete testimoni o attori, come pure le persone che incontrate, vi ispirano certi pensieri e certi sentimenti. Sappiate che, in base alla loro natura e alla forza che avete comunicato loro, quei pensieri e quei sentimenti seguono un determinato cammino nello spazio, poi ritornano al loro luogo d’origine, cioè voi stessi. Se sono giusti, buoni e generosi giungono a voi delle benedizioni, ma se sono contaminati da un veleno uscito dalla vostra mente o dal vostro cuore, non stupitevi se vi sentite avvelenati. È ciò che viene chiamato “il contraccolpo”, ed è una legge che agisce sia per il bene sia per il male. 
Certo, anche se siete un discepolo della Scienza iniziatica, non riuscirete a controllare i vostri pensieri e i vostri sentimenti da un giorno all’altro, ma l’essenziale è che prendiate sempre più coscienza dell’importanza della questione. Dopo qualche tempo, non solo sarete padroni della vostra vita psichica, ma quando ci saranno influenze nocive provenienti dall’esterno che tenteranno di attaccarvi, sarete in grado di respingerle.

(O.M. Aivanhov)

Diario di Cammino, Vaison la Romaine (15 agosto)

Io adoro la Francia, l’ aria che si respira quando ti siedi fuori dai bistrot a guardare la gente che passa. Io adoro la Provenza e l’odore dell’aria intrisa di sole e lavanda, il calore secco del sole, l’ aria luminosa e colorata, l’allegria e l’armonia della cose che mi circondano.

Mi sento a casa come se avessi trascorso un’altra vita qui e, anche se credo di averla girata in lungo e in largo, ogni volta mi riserva sorprese e gioie.

Come ieri sera, passeggiando per le vie di questo borgo ad una ventina di chilometri da Orange. Semplicità e bellezza. Niente di più e niente di meno.

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Les fruits (Chiediloamanu)
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Le theatre Romain (Chiediloamanu)

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Non è vero. Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto:”Non c’è altro da vedere”, sapeva che non era vero. La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in Primavera quel che si era visto in Estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.
(Josè Saramago)