Sassi

Siamo solo sassolini buttati nel mare

che fanno increspare l’acqua.

(Madre Teresa di Calcutta)

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Granito, Abbeye de Sant Roman
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Libertà

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Armonia, Le cloitre de Fontfroide

Lungo le strade francesi ho incontrato chiese e palazzi imponenti e meravigliosi, a volte modesti, ma spesso ornati di fregi e lavori preziosi, sculture, immagini di santi e regine. E molte di loro erano divelte, sfregiate, decapitate dalla furia sinistra della rivoluzione: la furia di una massa becera e solo apparentemente libera che non aveva trovato niente di meglio da fare se non legalizzare e celebrare la propria “ottenuta” libertà infierendo contro i simboli del potere che li sottometteva e li schiavizzava. Palazzi e chiese con affreschi e opere meravigliose violentati dal popolo infuriato, da truppe di soldati e dalla violenza.

E mi sono chiesta che genere di libertà è quella che genera violenza e distrugge la bellezza.

Mi sono chiesta quale è il senso del depredare la bellezza, cosa significa libertà.

Pensieri che corrono…

Poi la mia libertà di vacanze ritrovate selvagge e raminghe, itineranti senza meta e senza orpelli. Come quando avevo vent’anni. Solo l’essenziale. Solo la ricerca di ciò che “piace”: la libertà di essere.

Pensieri che volteggiano…

Poi torno a casa e apro la cassetta delle lettere e mi trovo una ridicola (comica sarebbe dare troppa importanza alla cosa…) missiva anonima nella quale mi si accusa di ledere la libertà di dormire di alcuni vicini… o meglio, la mia inopportuna libertà di portare il cane fuori alle sei e mezza del mattino che lede la libertà di altri di dormire non perché Argo abbai, quanto perché gli altri cani abbaiano e fanno rumore.

Giuro, se questi maldestri e limitati villani non avessero citato la libertà avrei lasciato perdere ma, così… no.

Come rispondere ad una lettera anonima?

Rispondo attraverso il mio blog anche se credo nessuno di loro sappia né cosa sia un blog né che io ne tenga uno… poi stampero e farò del volantinaggio nel circondario così da colmare le loro lacune e rispondere pubblicamente a chi non ha nemmeno il buon gusto di firmarsi.

“Egregi signori assonnati e volgarmente anonimi,

porto il cane fuori alle sei e mezza del mattino perché il mio treno parte alle sette e cinque dalla stazione per portarmi a Milano dove lavoro anche se vorrei tanto (e lo farò…) mandare tutti al diavolo… io, al contrario di voi, non ho un marito che mi mantiene né un comodo lavoro sotto casa.

Porto il cane fuori alle sei e mezza del mattino perché rispetto le sue esigenze e le sue necessità, non lo considero un oggetto da tenere alla catena o confinato in due metri di giardino come fanno molti di voi. E lo dico perché lo vedo.

Il mio cane è educato e sa obbedire perché ho impegnato tempo ed energie per addestrarlo e di certo non vi molesta con i suoi rumori. Non è responsabilità mia se altri cani abbaiano al suo passaggio o al passaggio di altri animali, persone, auto, moto o biciclette. Perché non posso pensare che siano allertati solo su Argo… vero?

Vivo in una comunità (di zotici, ahimè) e non mi è possibile portare Argo a passeggio dove non ci siano cose, animali o persone con le quali entrare in relazione: è un centro abitato residenziale dove peraltro non vige la “regola” del silenzio dal momento che non ci sono ospedali. La legge del vivere comune non mi impone espressamente nessun divieto.

Quando chiederete al parroco di silenziare le campane del mattino, quando chiederete al camion della nettezza urbana di non passare rumoreggiando all’alba, quando il vostro vicino di casa non accenderà l’auto per andare al lavoro presto… beh, allora ancora non avrete nessun diritto di chiedermi di non portare fuori il mio cane alle sei e mezza perché altri cani abbaiano.

O forse tutto ciò è solo pretestuoso perché non mi assoggetto alle regole della mentalità limitata di un paese di provincia e vivo in una dimensione che mi estranea dalla vostra esistenza.

Fate pure e pensate ciò che volete ma non venite a parlarmi di libertà voi che siete schiavi delle vostre comodità e del vostro limitato vivere.

La libertà è qualche cosa che non lede nulla e rispetta tutto, non ha inizio o fine.

La libertà è solo rispetto. Della bellezza innanzitutto. Della bellezza che è in ogni cosa, anche nell’ abbaio momentaneo di un cane. Perché è nella natura del cane abbaiare, niente di più. Libertà.

Si mettono a citare Alain: “la libertà di uno finisce dove comincia quella degli altri”, ma poi pensano in modo tutto differente: “La vostra comincia dove finisce la mia”. Ed è questo che cambia tutto!
(Laurent Gouze)

Tenetevi le vostre calde coperte delle sei e mezza del mattino… io mi tengo i miei dieci minuti di passeggiata con Argo mentre metto in fila i sogni.

La libertà non si può spiegare. Si può soltanto respirare senza pensarci, come l’aria, e come l’aria rimpiangerla quando non c’è più. A differenza dei dogmi, non reclama certezze e non ne offre. I suoi mattoni sono i dubbi e gli errori, gli slanci e gli abusi. I suoi confini sono labili, mobili. E la sua rovina è l’assenza di confini, che le toglie il piacere sottile della trasgressione.
(Massimo Gramellini)

Et voilà, aggiungo pure la copia della missiva…

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Questa mattina…

Questa mattina mi sono svegliata nel mio comodo letto dopo meravigliosi giorni raminghi.

Questa mattina ho aperto gli occhi ed ho avuto la certezza che ciò che pensavo ieri è “buono e  giusto”.

Questa mattina ho sorriso e compreso la via.

Questa mattina so che ho tutta la forza per costruire un sogno.

Buongiorno.

Colui che cerca non cessi dal cercare finché non trova;

Quando troverà sarà commosso; E quando sarà stato commosso contemplera e regnera sul tutto.

(Vangelo di Tommaso)

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Schegge di vetri antichi, Palazzo dei Papi – Avignone

Non lo so perché i pezzi di vetro colorato mi affascinano e mi ipotizzano, catturano la mia attenzione e mi stregano con i loro riflessi… forse mi sento solo uno di loro:

un frammento di vetro colorato.