Alzare lo sguardo – Step four

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Dans le blu, Vaison la Romaine

E cosi…, in una tersa mattina d’estate ti trovi a camminare tra i vicoli vuoti di un piccolo paese della Francia meridionale.

Un luogo sospeso tra il passato e il presente.

Un luogo dove tutto ti parla di silenzi, dove anche i tuoi passi non fanno rumore e si perdono nel buio dei negozi ancora chiusi.

Un luogo dove l’aria è profumata di storia: un passato che senti nelle narici mischiato a quello dei pini e che senti sulla pelle attraverso i raggi del sole.

Un luogo dove la storia ti racconta chi eri attraverso pietre che altre mani hanno accarezzato e altri piedi hanno solcato, in un infinito cerchio di vita.

E allora alzi gli occhi al cielo e trovi tutto li, nella sconfinata pozza di azzurro racchiusa tra i muri delle case.

E ti rendi conto che non è difficile osare alzare lo sguardo e perdersi nell’immensità.

Senza paura.

“A chi non sa più accorgersi di un tramonto”

Non mettetemi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo.

A chi non sa dire grazie.

A chi non sa accorgersi più di un tramonto.

Chiudo gli occhi, mi scosto di un passo…

Sono altro.

Sono altrove.

(A. Merini)

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Luce

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Luce e riflessi

Tutti gli oggetti opachi sono di ostacolo alla luce, e ostacolandola proiettano un’ombra. In natura si trovano minerali più o meno traslucidi: il cristallo di rocca, le pietre preziose… Quanto al vetro, che è un prodotto fabbricato dall’uomo, esso è una magnifica invenzione. 
L’invenzione del vetro, che grazie alla sua trasparenza permette di far entrare la luce nelle case, ha portato grandi miglioramenti nella vita degli esseri umani. Tuttavia ne porterebbe di più grandi ancora se essi cercassero di realizzare quella trasparenza nella loro vita interiore, al fine di lasciarsi attraversare dalla luce divina. Finché non si cerca di liberarsi delle proprie impurità, si proiettano ombre attorno a sé. Perciò, chi vuol fare del bene non sempre ci riesce. Per fare del bene egli deve diventare trasparente: la luce lo attraverserà, e ovunque egli andrà, lascerà dietro di sé un’atmosfera cristallina.  

(O.M. Aivanhov)

Tra il caffè e il treno – 27 agosto

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Guardando il cielo

“Dove sei tu luce, è il mattino”

Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
È buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.

(C. Pavese)