Allegoria

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Allegoria

Il giorno della fine del mondo

Il giorno della fine del mondo
L’ape gira sul fiore del nasturzio,
il pescatore ripara la rete luccicante.
Nel mare saltano allegri delfini,
Giovani passeri si appoggiano alle grondaie
E il serpente ha la pelle dorata che ci si aspetta.

Il giorno della fine del mondo
Le donne vanno per i campi sotto l’ombrello,
L’ubriaco si addormenta sul ciglio dell’aiuola,
I fruttivendoli gridano in strada
E la barca dalla vela gialla si accosta all’isola,
Il suono del violino si prolunga nell’aria
E disserra la notte stellata.

E chi si aspettava folgori e lampi,
Rimane deluso.
E chi si aspettava segni e trombe di arcangeli,
Non crede che già stia avvenendo.
Finché il sole e la luna sono su in alto,
Finché il calabrone visita la rosa,
Finché nascono rosei bambini,
Nessuno crede che già stia avvenendo.

Solo un vecchietto canuto, che sarebbe un profeta,
Ma profeta non è, perché ha altro da fare,
Dice legando i pomodori:
Non ci sarà altra fine del mondo,
Non ci sarà altra fine del mondo.

(C. Milosz)

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Koan XXI – Rabdomante di facezie (dedicato Ordine e Caos)

Cosa è un’ illusione?

E’ un fiore che sta appassendo. Annaffialo e diventerà “un sogno”.

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Macchie fiorite
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Macchie fiorite due

Qualunque cosa tu possa fare, qualunque sogno tu possa sognare, comincia. L’audacia reca in se genialità, magia e forza. Comincia ora.

(J. W. Goethe)

Ogier le Danois, Segui i segni – Step five

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Castelli sull’acqua, Vers Florac

Da “La Leggenda di Ogier le Danois”

In Avalon si trovava re Artù, un tempo re dei Bretoni e ora re di Faerie, e tutti i suoi cavalieri. Si trovavano anche Oberon re delle fate e Malabron re dei folletti. Erano vestiti di abiti candidi e portavano sul capo corone di fiori. Il vecchio cavaliere venne condotto alla loro presenza, dove fu accolto con tutti gli onori. Lo fecero bere alle sorgenti della giovinezza e la vecchiaia gli cadde di dosso come un vecchio mantello e Uggeri tornò di nuovo giovane e prestante. Poi una corona di fiori fu posta anche sul suo capo e istantaneamente Uggeri perse la memoria: le sue battaglie, la sua gloria, la corte di Carlo Magno, suo padre, sua moglie, suo figlio, gli anni dell’esilio, i viaggi e il tempo che aveva trascorso in Terrasanta: tutto venne dimenticato. Quella corona aveva la virtù di far venir meno in chi la portava ogni legame con il mondo degli uomini.

Uggeri rimase così nel regno di Faerie e il tempo corse così rapido e leggero che non ne ebbe neppure percezione. Morgana lo prese come suo sposo e da lei il Danese ebbe un figlio chiamato Meurvin.

Poi un giorno Morgana tolse la corona dalla testa di Uggeri, e il Danese, come uscendo da un sogno, si sentì improvvisamente fuori posto, lì nell’isola di Avalon, e chiese di poter tornare in Francia.

Morgana gli chiese allora: ― Perché mai volete tornare in Francia? Sapete bene che laggiù non c’è più nessuno che conoscete. Per quanto tempo pensate di essere rimasto in questo luogo?

― Non può essere molto tempo ― rispose Uggeri. ― Saranno forse vent’anni.
― Vi ingannate, amico ― gli disse Morgana. ― Sono più di duecento anni.

Poi Morgana riprese: ― Tuttavia, Dio vuole che voi torniate, perché la Cristianità ha ancora bisogno di voi. I Saraceni hanno ripreso coraggio e hanno invaso di nuovo la dolce terra di Francia. Il mio cuore piange dal pensiero di vedervi partire, nondimeno è necessario. Ecco, prendete questo anello. Finché lo porterete al dito, la vostra giovinezza non vi verrà meno. Toglietelo e avrete di colpo tutti i vostri anni. Nessun altro potrà conoscere questo segreto se non da voi. Non svelatelo ad alcuno e sarete tranquillo. Se agirete diversamente, abbrevierete di un colpo la vostra vita.

Indossata un’armatura, Uggeri montò su Papillon, il quale con un balzo lo portò fuori dal regno di Faerie, cavalcò attraverso la schiuma del mare e d’un tratto giunse sulla spiaggia della Linguadoca.

(testo tratto da ricerche e riscritture di Dario Giasanti http:/bifrost.it/Sintesi/Uggeri.html#12)

Ecco chi sei “Fante di Picche”… carta trovata appesa ad una staccionata nella Francia meridionale: dopo tante ricerche e ore spese su internet scopro che sei niente di meno che un paladino indomito e senza macchia, un eroe errante e coraggioso, un cavaliere senza macchia e senza paura. Un tipo che merita una “chanson de geste”.

E il tuo nome è Ogier le Danois, Uggieri il Danese.

E alla fine sei anche un Re e un Re sotto la Montagna.

C’è chi sostiene che rimani eternamente giovane per amore di Morgana e c’è chi dice che ora te ne stai con la barba lunga. In attesa. Pronto a partire e a prendere la spada per difendere i tuoi ideali.

Ci sono ancora uomini cosi? E se ne incontri uno cosa fai?

Semplice, se ne incontri uno cosi te lo tieni stretto.

Ho divorato le pagine che raccontano le tue gesta epiche sempre più divertita e sconcertata per il modo in cui il caso si diverte a giocare con noi in un’infinito indovinello.

Ogier… hai lasciato Avalon e Merlino e la Fata Morgana per raggiungere me a Bourg Saint Andéol? il caso… E davvero te ne stavi li appeso per me? Con quale messaggio?

Ma la tua voce non era solo per me, vero? Mi sa che parli tante lingue…

E si, lo so che devo avere fiducia.

Ora sono pronta per il resto del messaggio perché il bello inizia ora, vero Uggiero?

Per arrivare fino al tesoro dovrai seguire i segnali.
Dio ha scritto nel mondo il cammino che ciascun uomo deve percorrere.
Dovrai soltanto leggere quello che ha scritto per te
.

(P. Coelho)

Tra il caffè e il treno – 28 agosto

Smettila di guardarmi…

perché mi fissi?

Già ho i jeans che cadono… ed ora tu…

Non sono un’apparizione…

Mi metti di cattivo umore.

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Black & White

Distratti da noi, fino a diventare perfetti sconosciuti a noi stessi, ci arrampichiamo ogni giorno su pareti lisce per raggiungere modelli di felicità che abbiamo assunto dall’esterno e, naufragando ogni giorno, perché quei modelli probabilmente sono quanto di più incompatibile possa esserci con la nostra personalità, ci incupiamo e distribuiamo malumore, che è una forza negativa che disgrega famiglia, associazione, impresa, in cui ciascuno di noi è inserito, perché spezza la coesione e l’armonia e costringe gli altri a spendere parole di comprensione e compassione per una sorte che noi e non altri hanno reso infelice.

(U. Galimberti)

Alzare lo sguardo – Step four

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Dans le blu, Vaison la Romaine

E cosi…, in una tersa mattina d’estate ti trovi a camminare tra i vicoli vuoti di un piccolo paese della Francia meridionale.

Un luogo sospeso tra il passato e il presente.

Un luogo dove tutto ti parla di silenzi, dove anche i tuoi passi non fanno rumore e si perdono nel buio dei negozi ancora chiusi.

Un luogo dove l’aria è profumata di storia: un passato che senti nelle narici mischiato a quello dei pini e che senti sulla pelle attraverso i raggi del sole.

Un luogo dove la storia ti racconta chi eri attraverso pietre che altre mani hanno accarezzato e altri piedi hanno solcato, in un infinito cerchio di vita.

E allora alzi gli occhi al cielo e trovi tutto li, nella sconfinata pozza di azzurro racchiusa tra i muri delle case.

E ti rendi conto che non è difficile osare alzare lo sguardo e perdersi nell’immensità.

Senza paura.

“A chi non sa più accorgersi di un tramonto”

Non mettetemi accanto a chi si lamenta senza mai alzare lo sguardo.

A chi non sa dire grazie.

A chi non sa accorgersi più di un tramonto.

Chiudo gli occhi, mi scosto di un passo…

Sono altro.

Sono altrove.

(A. Merini)

Luce

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Luce e riflessi

Tutti gli oggetti opachi sono di ostacolo alla luce, e ostacolandola proiettano un’ombra. In natura si trovano minerali più o meno traslucidi: il cristallo di rocca, le pietre preziose… Quanto al vetro, che è un prodotto fabbricato dall’uomo, esso è una magnifica invenzione. 
L’invenzione del vetro, che grazie alla sua trasparenza permette di far entrare la luce nelle case, ha portato grandi miglioramenti nella vita degli esseri umani. Tuttavia ne porterebbe di più grandi ancora se essi cercassero di realizzare quella trasparenza nella loro vita interiore, al fine di lasciarsi attraversare dalla luce divina. Finché non si cerca di liberarsi delle proprie impurità, si proiettano ombre attorno a sé. Perciò, chi vuol fare del bene non sempre ci riesce. Per fare del bene egli deve diventare trasparente: la luce lo attraverserà, e ovunque egli andrà, lascerà dietro di sé un’atmosfera cristallina.  

(O.M. Aivanhov)

Tra il caffè e il treno – 27 agosto

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Guardando il cielo

“Dove sei tu luce, è il mattino”

Tu eri la vita e le cose.
In te desti respiravamo
sotto il cielo che ancora è in noi.
Non pena non febbre allora,
non quest’ombra greve del giorno
affollato e diverso. O luce,
chiarezza lontana, respiro
affannoso, rivolgi gli occhi
immobili e chiari su noi.
È buio il mattino che passa
senza la luce dei tuoi occhi.

(C. Pavese)

In equilibrio

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Ci sono due specie di persone.

Ci sono quelli che vivono, giocano e muoiono.

E ci sono quelli che si tengono in equilibrio sul crinale della vita.

Ci sono gli attori.

E ci sono i funanboli.

(Maxence Fermine, Neve)

Arcano XIII (Arcano senza Nome, La Morte)

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“Morire d’amore”

E’ Lui l’amore! Vive solitario perché

il suo riposo è fatica, un male il suo

inizio e la sua fine una morte.

Se vuoi vivere felice, sii martire d’amore

se no lascia l’amore a quelli che sanno

amare. Chi non muore davvero del suo amore

di vivere d’amore non avrà la ventura.”

(Ibn al-Fàrid)

Respirare a fondo – Step three

Ogni cosa esistente è impermanente.
Quando si comincia a osservare ciò,
con comprensione profonda e diretta esperienza,
allora ci si mantiene distaccati dalla sofferenza:
questo è il cammino della purificazione.
Dhammapada, XX (277)

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Inesistenti bolle, Avignone

Respiro a fondo.

E penso…

Ogni cosa, ogni relazione, ogni parte di me cambia in ogni istante… come in un film, oggi è oggi e la scena di ieri è finita, ma la scena di oggi è la continuità del passato.

E io mi adatto, facendo fatica…, cercando di fluire con la vita e con le circostanze. Con la strada.

E penso…

In ogni istante, ciò che vivo si avvicina alla sua fine, perché nulla è scontato: né l’inizio né la fine.

E allora mi dico che il senso di ogni azione sta nel rendere significativa la maggior parte del tempo che mi scorre dentro, celebrare quell’attimo in cui la vita mi attraversa perché l’esistenza è molto preziosa e limitata e, ad un certo punto, terminerà. Come ogni cosa.

Respiro a fondo.

La morte può giungere ad ogni istante, rilassati.

(cit.)

Perché, se qualche cosa ha avuto inizio dovrà pur avere fine e la fine non è una causa, ma solo una circostanza dovuta al fatto che ha avuto inizio.

Respiro a fondo.

E i pensieri girano in tondo senza inizio e senza fine.

Tutti quei pensieri che mi insegnano a vivere senza il bisogno di chiedermi “che cosa accadrà se…”

Perché, forse, vivere, è solo divenire e non essere.

E l’ eternità sta tutta li.

Forse.

Respira a fondo. Rilassati e goditi la vista.

Se non esistesse nulla di eterno, neppure il divenire sarebbe possibile.

(Aristotele)

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Pietre immortali, Orange