Pezzi di vetro

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Pezzi di vetro

Non conosce paura
l’uomo che salta e vince sui vetri e spezza bottiglie e ride e sorride,
perchè
ferirsi non è impossibile,
morire meno che mai e poi mai.

(F. De Gregori)

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Credere – Step eight

Non riesco a descrivere l’emozione e la profonda pace che le pietre e i cieli di questa roccia riescono a trasmettere.

Sotto il vuoto della valle, intorno il granito delle montagne e sopra l’immensità del cielo solcato dai rapaci.

Silenzio. Anche il vento non fa rumore tra le pietre eterne e gli strapiombi.

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Vento e Nuvole, Picco di Montsegur
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Oltre i confini, Picco di Montsegur

Eravamo odiati e perseguitati non soltanto da coloro che sono ignoranti,

ma anche da coloro che ritengono di promuovere il nome di Cristo,

sebbene siano inconsapevolmente vuoti: simili a muti animali non sanno essi stessi chi sono.

(Apocrifi di Nag Hammadi)

Arcano XXVII ( Le Toille)

17

” Fulgida stella “

Fulgida stella, come tu lo sei

fermo foss’io, non in solingo

splendore alto sospeso nella notte

con rimosse le palpebre in eterno

a sorvegliare come paziente

ed insonne Romito di natura

le mobili acque in loro puro ufficio

sacerdotale di lavacro intorno

ai lidi umani della terra, oppure

guardar la molle maschera di neve

quando appena coprì monti e pianure.

No, eppure sempre fermo, sempre senza

mutamento sul vago seno in fiore

dell’amor mio, come guanciale; sempre

sentirne il su e giù soave d’onda, sempre

desto in un dolce eccitamento

a udire sempre sempre il suo respiro

attenuato, e così viver sempre sempre,

o se no, venir meno nella morte.

(J. Keats)

ANIME IN CATTIVITA’

RISVEGLIO DAL SOGNO PLANETARIO

quando si pigliano l’energia dall’anima di un umano,
non gli dicono immediatamente che il dolore sarà atroce: glielo centellinano a poco a poco.
Se gli dicessero subito la verità, poche anime subirebbero quello che stanno subendo, ergo ci sarebbero grosse perdite di energia.
Per garantirsi un’alimentazione costante conviene piuttosto agire inosservati: inframmezzare i brevi ma intensi prelievi energetici con iniezioni di convinzioni consolatorie e la proiezione onirico-subconscia di scenari olograficamente identici alla realtà.
Il raccolto frutterà ad libitum.
Scenario agghiacciante per l’anima in cattività: meglio dimenticare, fingere di non vedere e tornare a dormire. Questo molti lo sanno fare alla grande.

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E poi…

E poi… un giorno apri gli occhi e vedi con occhi nuovi.

Vedi le gabbie che ti sei costruito intorno, quelle prigioni che, da sempre, ti hanno raccontato avrebbero fatto la tua felicità e la tua sicurezza. La tua realizzazione.

Lo vedi e lo capisci che ti hanno raccontato una grossa bugia: non sei niente di più di un criceto che gira sulla ruota di una macchina azionata da chi, o da qualcosa, non vuole che tu pensi, tu sogni, tu desideri.

E ti distruggono nei ritmi idioti di una vita non-pensante.

E ti mettono davanti ogni volta nuovi traguardi, tutti finti, facendoti consumare il tempo in un’ attesa infinita di qualche cosa che non arriverà mai.

Ci si abitua a tutto, anche a “non essere”, anche ad aspettare sempre.

E allora l’ unica scelta che hai è di diventare  un sovversivo e di essere uno che pensa.

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Chapeau