– 61

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Il colore delle foglie d’autunno?, Torba

Il countdown, il conto alla rovescia o come si dice…: oggi lo fanno gli scolari quando la scuola sta per terminare, lo fanno le donne che hanno fissato la data del matrimonio, lo fanno le future mamme quando si avvicina il parto, lo fa mia figlia, lo fa chi in genere “aspetta qualche cosa”…

E lo faccio io che, per entusiasmo e voglia di fare, mi sono presa una bella gatta da pelare. A tempo, ma pur sempre da pelare.

Gatta che per ora mi ha portato incazzature costanti e quotidiane che mettono a dura prova il mio spirito e mi hanno provocato la congiuntivite e una fantastica orticaria che mi ha preso da questa mattina.

Vero è che, però, non tutti i mali vengono per nuocere: tanto per cominciare tutto questo sollecita costantemente il mio spirito ad essere fedele alle consapevolezze che fondano il mio percorso personale (grazie Castaneda per la lezione e grazie a qualcun altro per tutto il resto…) e, una volta di più, quest’esperienza mi convince che io con questo sistema e con i suoi “dettami”, le sue regole, non “c’entro” ormai più nulla e soprattutto neanche voglio averci a che fare.

Faccio quindi il countdown da oggi fino al 30 novembre e, quindi il “-..” nel titolo starà ad indicare i giorni che mancano.

Nel frattempo cerco di prendere, da questa esperienza, tutto il positivo che posso perché questa è la vita…

Il segreto più grande della vita è imparare a morire, accettare la morte. Lascia che il passato muoia ogni giorno. Lasciati morire ogni giorno. Noi non permettiamo al passato di morire. Un uomo di settant’anni mantiene vivi nella memoria i ricordi dell’infanzia. È troppo vecchio per andare in giro, è costretto a letto, ma la sua giovinezza non è ancora morta. Pensa ancora alle stesse cose; sta ancora sognando le dive del cinema della sua fanciullezza, sebbene nessuna di esse sia più la stessa. Le immagini si muovono ancora davanti ai suoi occhi; nulla è morto. Di fatto, il nostro passato non muore mai. Non abbiamo mai il coraggio di morire; non lasciamo mai andare nulla, e di conseguenza tutto continua ad accumularsi. Non permettiamo a ciò che è morto di essere morto; piuttosto, lo accumuliamo come una zavorra. E poi diventa impossibile vivere sotto questo peso. Per cui, una delle chiavi dell’arte di morire è: lascia che ciò che è morto sia morto”

(Osho)

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