Salto

Vorrei essere una ranocchia

per saltare nella tinozza,

volteggiare da una foglia all’altra

senza paura di sbagliare,

perché se il salto è corto

faccio solo splash.

Un bel tuffo giù

dove tutto è più blu.

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Tinozza di blu
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Arcano XVIIII (Le Soleil)

le soleil

Mi rinnovo continuamente. Mentre mi consumo, do calore a ciascun filo d’ erba, a ciascun animale, a ciascun essere vivente senza esclusioni: accetto che ciò venga chiamato Amore. Sparisco e ritorno ciclicamente. Inoltre, per entrare nel mio splendore, mi aspetto dagli esseri umani che possano seppellire il loro passato e ricominciare una nuova vita. Li aiuterò a farlo. Là dove io splendo dissolvo il dubbio, entro negli angoli più oscuri dell’ anima e lì inondo di luce. Spinti dal mio alito, attraverserete il fiume delle pulsioni dementi e, purificati, giungerete al luogo dove tutto cresce senza fatica.

Risplendo nel cuore della materia, sono il suo fulgore segreto, non è niente senza di me. Ma quando mi resiste , quando non mi percepisce come la sua forza vitale, è un cadavere. Continuo a impregnarla di gocce d’ immortalità. Per voi, figli miei, genero senza fine la gioia e l’ euforia vitale. Non siate impermeabili alla mia luce eterna. Guardate quanto è basso il muro che vi separa da me. L’ ho concepito così perché tutti possiate scavalcarlo, è un gioco da bambini. Al calore dei miei raggi conoscerete l’ affetto vitale, nudo, sincero. Sono la soluzione a tutte le difficoltà. Sono l’ occhio puro e, nello stesso tempo, il riecheggiare del primo grido. Quella che chiamate oscurità è soltanto l’ oblio della mia luce, del mio amore sempre presente. Annuncio senza mai fermarmi la fine della notte. Tutto ciò che non è chiaro non sono io. Sono il rinnovamento continuo e rigeneratore, quello che uno aspetta per tutta la vita. Mi chiamano Sole ma non ho nome, sono lo splendore raggiante dell’ esistenza.

Ma che cosa sono se nessuno mi riflette? Come faccio a essere illimitato se nessuno mi mette dei limiti? Che cosa è la mia immortalità senza il cammino della morte? Che cosa è il mio eterno presente senza il tranello del tempo che passa? Che cosa sono i miei semi d’ oro senza zolle di terra in cui interrarli? Che cosa è il mio nutrimento se nessuno lo divora? In realtà, il mio amore è in gran parte il mio bisogno dell’ altro… ecco perché mi riproduco incessantemente. Moltiplico la mia energia in infiniti specchi, divento amante dei miei figli. Nella loro anima cerco me stesso, parlo con me stesso. Sono il padre cosmico di me stesso. Tutte le madri del mondo che ho fecondato non fanno che generarmi. Il bambino Sole gode di ogni diritto. Cedo questi diritti all’ umanità cosciente.”

(tratto da “La Via dei Tarocchi” di Alejandro Jodorowsky e Marianne Costa)

– 56

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Come gli uccelli nei campi, Orticolario 2015

Gesù disse, “Se i vostri capi vi diranno, ‘ Vedete, il Regno è nei cieli ‘, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno, ‘ È nei mari ‘, allora i pesci vi precederanno. Invece, il regno è dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora vivrete in miseria, e sarete la miseria stessa.”

(Vangelo di Tommaso)

Guerre ecc.

Posto oggi, pur nelle corse di questo lunedì, due meravigliosi e “semplici” pensieri di Omran perché li trovo magicamente in linea con il post odierno di http://www.paroladisem.wordpress.com, blog che seguo con grande interesse. Credo che ognuno di noi dovrebbe seriamente riflettere, soprattutto in questi momenti dove la nostra attenzione viene continuamente richiamata agli orrori della guerra, al vero significato di Verità e Pace.

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Caleidoscopio

Ci si rattrista – per così dire – riguardo alla sorte delle persone che soffrono a causa di certe disgrazie, ma il più delle volte chi ne ha la possibilità si dà da fare per trarre beneficio da quelle avversità. Un commerciante fallisce? Benissimo, altri recupereranno la sua clientela. Due paesi entrano in guerra? Fantastico: si venderanno armi all’uno e all’altro paese, e via dicendo. È sufficiente osservare gli esseri umani: la loro vita sia personale sia collettiva è piena di calcoli di questo genere.
Se molte più persone si preoccupassero veramente del benessere dei propri simili, quante migliorie riuscirebbero a realizzare! Gli esseri umani però si accontentano di constatare il male ripetendo: «Come è possibile? Perché accadono cose simili? Che orrore!». Ma per poco che le condizioni ne offrano l’opportunità, non esitano a sistemare i propri affari a spese degli altri! Eh sì, le disgrazie degli uni fanno la fortuna degli altri – come si suol dire – ed è la triste verità. Ecco perché, su questa terra, il male ha ancora di che occuparsi e rallegrarsi.

(M. O. Aivanhov)

La Montagna

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La Montagna, Samolaco

Quando ci troviamo ai piedi di una montagna la nostra visione è limitata. Ma se saliamo fin sulla vetta il nostro sguardo spazia molto lontano, e davanti a noi e intorno a noi scopriamo tutta quella vastità.
Il simbolo della montagna, con la sua base e la sua vetta, lo si ritrova nella nostra vita psichica. La base rappresenta l’intelletto e il cuore i quali, occupati a fare calcoli, limitano o confondono la nostra visione e ci inducono in errore. Anche se, per qualche tempo e in certi campi, quei calcoli possono rivelarsi efficaci, con il passare del tempo è probabile che i risultati non rispondano più alla nostra aspettativa. La vetta è lo spirito che vede tutto in modo esatto e da molto lontano, lo spirito che ci guida e ci rafforza nelle nostre certezze. Esso ci dice: «Per il momento ciò che vedi ti sembra essere la verità, ma continua a salire…». Forse noi non riusciremo mai a raggiungere la vetta, ma l’essenziale è non fermarsi nella nostra ascensione. Via via che entriamo nella luce dello spirito, lasciamo alle nostre spalle incertezza e illusioni.

(O. M. Aivanhov)

Sul treno – 5 ottobre

E’ necessario superare se stessi, il piccolo io per unirsi all’oceano d’Amore dell’universo: è un perdersi per ritrovarsi nella più sublime grandezza.

Amadeus Voldben

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Eyes